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Quando la pittura diventa filosofia: il viaggio nell’infinito di Cusano e Leonardo

Il libro che voglio proporvi oggi è il saggio scritto da Annarita Angelini dal titolo ‘Oltre il mondo che vediamo. L’immagine dell’infinito tra Cusano e Leonardo’, pubblicato da Olschki Editore.

È un’indagine densa e molto dettagliata sul rapporto esistente tra immagine, conoscenza e infinito, che passa attraverso il confronto di due figure apparentemente distanti ma profondamente affini: Niccolò Cusano e Leonardo da Vinci.

Un libro che mette assieme la storia della filosofia, la storia dell’arte e la teoria della conoscenza, proponendo un contributo inaspettato ma utile per la comprensione del pensiero rinascimentale.

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Vedere l’invisibile

Fin dalle prime pagine viene posta molta attenzione alla considerazione dell’immagine non non come semplice rappresentazione del visibile, bensì come strumento privilegiato per accedere alla percezione delle cose per un superamento dei limiti cognitivi per la trasformazione interiore.

Vi dico subito che non è un volume che si legge in fretta ma sebbene abbia 122 pagine di testo, per essere letto e soprattutto compreso necessita di tempo. I temi trattati non sono di immediata comprensione e confesso che su alcuni passaggi sono dovuto tornare più volte.

Leonardo e Cusano: due vie dell’immagine

Uno dei punti di forza del libro è il confronto tra le due concezioni dell’immagine. Per Leonardo, infatti, l’arte è uno strumento conoscitivo interno alla natura. Serve a rendere visibili tutte quelle dinamiche invisibili che danno forma e vita al reale. Le sue immagini sono quasi scientifiche.

Per Cusano, invece, l’immagine è più metafisica. Si tratta di un mezzo per cercare di avvicinarsi al divino, come una soglia che, se valicata, va accedere all’infinito.

L’autrice del libro ‘Oltre il mondo che vediamo. L’immagine dell’infinito tra Cusano e Leonardo’ Annarita Angelini, non contrappone e basta Leonardo e Cusano, ma cerca punti convergenti.

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“Pensare il vedere”: l’immaginazione come conoscenza

Il capitolo dedicato al pensare il vedere è tra i più interessanti a mio avviso. Angelini mette in chiaro un’idea fondamentale: l’immagine non è pura copia della realtà ma è l’espressione di un’attività della mente.

L’artista in fondo non riproduce il mondo così com’è ma rende visibile qualcosa che risiede nella propria anima. Come vi ho accennato prima, il testo richiede attenzione e una buona familiarità con il lessico filosofico, ma è ricco di spunti di riflessione interessanti.

Il libro ‘Oltre il mondo che vediamo. L’immagine dell’infinito tra Cusano e Leonardo’ è particolarmente indicato per studiosi e studenti di filosofia, storia dell’arte e cultura rinascimentale, ma può risultare stimolante anche per chiunque sia interessato al rapporto tra immagine e pensiero.

Se volete leggere questo volume, lo trovate QUA.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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