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Caravaggio, lo Stato compra un capolavoro da 30 milioni: il “Ritratto di Maffeo Barberini” entra a Palazzo Barberini

Il capolavoro di Caravaggio entra nelle collezioni pubbliche: sarà esposto stabilmente a Palazzo Barberini

Un nuovo capolavoro di Caravaggio entra nel patrimonio pubblico italiano. Il Ministero della Cultura ha annunciato l’acquisto del “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini”, uno dei rarissimi ritratti realizzati dal maestro lombardo.

L’opera, acquisita dallo Stato per 30 milioni di euro, entrerà nelle collezioni delle Gallerie Nazionali di Arte Antica e sarà esposta in modo permanente a Palazzo Barberini, a Roma. Si tratta di uno degli investimenti più importanti mai effettuati dallo Stato italiano per l’acquisto di un’opera d’arte.

L’atto di acquisto è stato firmato al Ministero della Cultura alla presenza del ministro Alessandro Giuli, del direttore generale Musei Massimo Osanna e del direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica Thomas Clement Salomon.

Ritratto di Maffeo Barberini attribuito a Caravaggio
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Uno dei rarissimi ritratti dipinti da Caravaggio

Il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” raffigura il futuro papa Papa Urbano VIII quando aveva circa trent’anni e ricopriva l’incarico di chierico della Camera Apostolica. Il dipinto restituisce con grande intensità psicologica il volto del giovane prelato, mostrando già il carattere deciso e l’autorità che lo porteranno ai vertici della Chiesa.

Nel catalogo delle opere attribuite con certezza a Caravaggio — circa 65 dipinti in tutto il mondo — i ritratti sono estremamente rari. Gli studiosi ne riconoscono infatti solo tre certi, rendendo questo dipinto una testimonianza eccezionale della ritrattistica del maestro.

Per questo motivo l’acquisizione da parte dello Stato rappresenta un evento di grande rilievo sia per gli studiosi sia per il pubblico.

Michelangelo Merisi detto Caravaggio
Ritratto di Maffeo Barberini
olio su tela, 124×90 cm
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La scoperta dell’opera e il ruolo di Roberto Longhi

Il dipinto fu reso noto nel 1963 dallo storico dell’arte Roberto Longhi, uno dei più importanti studiosi del Novecento e figura centrale nella riscoperta moderna di Caravaggio.

Nel celebre saggio Il vero “Maffeo Barberini” del Caravaggio, pubblicato sulla rivista «Paragone», Longhi riconobbe nel dipinto un’opera autografa del maestro e uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna.

Secondo lo studioso, Caravaggio introduce qui una nuova intensità psicologica, capace di rappresentare la presenza viva del personaggio senza ricorrere alla retorica formale tipica dei ritratti ufficiali dell’epoca.

Installation view ‘Caravaggio. il ritratto svelato’, Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini, Roma. Ph. Alessio Panunzi Studio
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Il dipinto esposto durante la grande mostra Caravaggio 2025

Durante le trattative per l’acquisto, l’opera era già stata esposta al pubblico nelle sale di Palazzo Barberini grazie a un accordo con i proprietari.

Il dipinto è stato presentato dal novembre 2024 fino alla conclusione della grande mostra Caravaggio 2025, un evento che ha registrato oltre 450.000 visitatori e ha attirato studiosi da tutto il mondo.

Proprio in quell’occasione la critica internazionale ha confermato in modo quasi unanime l’attribuzione al Merisi, rafforzando ulteriormente il valore storico e scientifico dell’opera.

Il dialogo con gli altri capolavori di Caravaggio

Con questo nuovo ingresso, Palazzo Barberini consolida il proprio ruolo come uno dei luoghi fondamentali per lo studio e la valorizzazione dell’opera di Caravaggio.

Il ritratto potrà dialogare con altre opere del maestro presenti nel museo, tra cui la celebre Giuditta che decapita Oloferne, uno dei dipinti più drammatici e iconici della pittura barocca.

Quest’ultimo fu acquistato dallo Stato italiano nel 1971 in un’operazione che segnò un momento decisivo nella riscoperta moderna del pittore.

Installation view ‘Caravaggio. il ritratto svelato’, Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini, Roma. Ph. Alessio Panunzi Studio
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Una strategia per riportare i capolavori nei musei pubblici

L’acquisizione del “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” rientra in una più ampia strategia del Ministero della Cultura per rafforzare il patrimonio pubblico e impedire che capolavori della storia dell’arte finiscano definitivamente nel mercato privato.

Secondo il ministro Alessandro Giuli, operazioni di questo tipo continueranno nei prossimi mesi con l’obiettivo di rendere accessibili al pubblico e alla comunità scientifica opere di straordinario valore.

Con questo acquisto, l’Italia non solo arricchisce le proprie collezioni pubbliche, ma rafforza anche il ruolo dei musei nazionali come centri internazionali di studio, ricerca e valorizzazione dell’arte.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Caravaggio, the State buys a €30 million masterpiece: the “Portrait of Maffeo Barberini” enters Palazzo Barberini

Caravaggio’s masterpiece enters public collections: it will be permanently exhibited at Palazzo Barberini

A new masterpiece by Caravaggio enters the Italian public collection. The Ministry of Culture has announced the purchase of the “Portrait of Monsignor Maffeo Barberini,” one of the very rare portraits created by the Lombard master.

The work, acquired by the State for €30 million, will enter the collections of the National Galleries of Ancient Art and will be permanently exhibited at Palazzo Barberini in Rome. This is one of the largest investments ever made by the Italian State in the acquisition of a work of art.

The purchase deed was signed at the Ministry of Culture in the presence of Minister Alessandro Giuli, Director General of Museums Massimo Osanna, and Director of the National Galleries of Ancient Art Thomas Clement Salomon.

One of the very rare portraits painted by Caravaggio

The “Portrait of Monsignor Maffeo Barberini” depicts the future Pope Urban VIII when he was about thirty years old and a cleric of the Apostolic Chamber. The painting portrays the young prelate’s face with great psychological intensity, already demonstrating the decisive character and authority that would lead him to the highest levels of the Church.

In the catalog of works definitively attributed to Caravaggio—approximately 65 paintings worldwide—portraits are extremely rare. Scholars recognize only three as certain, making this painting an exceptional example of the master’s portraiture.

For this reason, its acquisition by the Italian State represents a major event for both scholars and the public.

The discovery of the work and the role of Roberto Longhi

The painting was made known in 1963 by art historian Roberto Longhi, one of the most important scholars of the twentieth century and a central figure in the modern rediscovery of Caravaggio.

In his famous essay “The Real “Maffeo Barberini” by Caravaggio,” published in the magazine “Paragone,” Longhi recognized the painting as an autograph work by the master and one of the founding moments of modern portraiture.

According to the scholar, Caravaggio introduces a new psychological intensity here, capable of depicting the living presence of the sitter without resorting to the formal rhetoric typical of official portraits of the time.

The painting exhibited during the major exhibition Caravaggio 2025

During the purchase negotiations, the work had already been on public display in the rooms of Palazzo Barberini thanks to an agreement with the owners.

The painting was on display from November 2024 until the conclusion of the major exhibition Caravaggio 2025, an event that attracted over 450,000 visitors and scholars from around the world.

On that occasion, international critics almost unanimously confirmed the attribution to Merisi, further strengthening the work’s historical and scholarly value.

Dialogue with Caravaggio’s Other Masterpieces

With this new addition, Palazzo Barberini consolidates its role as a key venue for the study and appreciation of Caravaggio’s work.

The portrait will be able to dialogue with other works by the master in the museum, including the famous Judith Slaying Holofernes, one of the most dramatic and iconic paintings of Baroque art.

The latter was purchased by the Italian State in 1971 in an operation that marked a turning point in the painter’s modern rediscovery.

A Strategy to Bring Masterpieces Back to Public Museums

The acquisition of the “Portrait of Monsignor Maffeo Barberini” is part of a broader strategy by the Ministry of Culture to strengthen public heritage and prevent art history masterpieces from ending up permanently on the private market.

According to Minister Alessandro Giuli, operations of this type will continue in the coming months with the aim of making works of extraordinary value accessible to the public and the scientific community.

With this purchase, Italy not only enriches its public collections, but also strengthens the role of national museums as international centers for the study, research, and promotion of art.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids farewell and invites you to join us in future posts and on social media.

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