La Zingarella di Boccaccino agli Uffizi: occhi che raccontano storie
Tra le piccole meraviglie custodite alle Gallerie degli Uffizi, la “Zingarella” di Boccaccio Boccaccino spicca per la sua intensa espressività e il raffinato uso della tempera su tavola.
Datata intorno al 1505, l’opera misura appena 24×19 cm, ma racchiude un mondo di dettagli e suggestioni che la rendono unica nel panorama della pittura rinascimentale.
Il soggetto e il fascino esotico
La tela raffigura una giovane donna dal capo coperto, ritratta a mezzo busto, leggermente girata verso destra, che cattura lo sguardo dello spettatore con i suoi occhi grandi e intensi. La scelta di uno sfondo scuro permette di esaltare la luce sul volto, creando un effetto di sfumato delicato che ammorbidisce i contorni e conferisce profondità psicologica al ritratto.
Il nome tradizionale di “Zingarella” deriva dai tratti esotici della figura come il velo annodato sotto il mento e i lineamenti somatici insoliti per l’epoca rinascimentale. Tuttavia, non esiste documentazione sul titolo originale né sulla committenza, il che contribuisce al fascino misterioso dell’opera.
Analisi stilistica
Boccaccio Boccaccino (1467–1525), attivo tra Cremona e Milano, dimostra in questo piccolo dipinto una straordinaria padronanza della tecnica a tempera, unita a un’attenzione particolare alla psicologia del soggetto. La resa luminosa del volto e l’uso sapiente dello sfumato richiamano le innovazioni di Leonardo da Vinci e dei ritrattisti lombardi, pur conservando un tocco personale, più delicato e intimista.
Gli elementi decorativi, come le perline sul filo o il nodo del velo, non sono semplici ornamenti: servono a conferire identità e individualità alla figura, rendendo la giovane donna riconoscibile e memorabile. La “Zingarella” si distingue così come un ritratto che combina realismo e idealizzazione, con un’eleganza discreta tipica del primo Cinquecento.
Contesto storico e culturale
L’inizio del XVI secolo rappresenta per la pittura italiana un periodo di grande sperimentazione, in cui artisti come Boccaccino cercano di coniugare la tradizione lombarda con le nuove correnti rinascimentali. La scelta di ritrarre una figura “esotica” potrebbe riflettere l’interesse crescente per culture e costumi differenti, così come la moda dei ritratti intimi e privati, destinati non a grandi collezioni pubbliche ma a ambienti domestici o devoti.
Nonostante le dimensioni ridotte, la “Zingarella” cattura l’attenzione di ogni visitatore grazie alla forza espressiva del volto, alla raffinatezza tecnica e al mistero che circonda la sua identità. È un piccolo gioiello che invita a fermarsi, osservare i dettagli e apprezzare come un dipinto possa parlare direttamente allo spettatore, senza bisogno di titoli o spiegazioni aggiuntive.
La “Zingarella” di Boccaccino è perfetto esempio di come la pittura rinascimentale possa unire realismo, psicologia e fascino esotico in un’opera dal carattere unico e immediatamente riconoscibile.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Boccaccino’s “Zingarella” at the Uffizi: Eyes That Tell Stories
Among the small wonders housed at the Uffizi Gallery, Boccaccio Boccaccino’s “Zingarella” stands out for its intense expressiveness and refined use of tempera on wood. Dated around 1505, the work measures just 24 x 19 cm, yet encompasses a world of detail and evocative power that make it unique in the panorama of Renaissance painting.
The Subject and Its Exotic Allure
The canvas depicts a young woman with her head covered, depicted half-length, slightly turned to the right, who captures the viewer’s gaze with her large, intense eyes. The choice of a dark background enhances the light on her face, creating a delicate sfumato effect that softens the contours and gives the portrait psychological depth.
The traditional name “Zingarella” (literally “little gypsy”) derives from the figure’s exotic features, such as the veil tied under her chin and facial features unusual for the Renaissance period. However, there is no documentation of the original title or the commissioner, which contributes to the work’s mysterious allure.
Stylistic Analysis
Boccaccio Boccaccino (1467–1525), active between Cremona and Milan, demonstrates in this small painting an extraordinary mastery of tempera technique, combined with particular attention to the subject’s psychology. The luminous rendering of the face and the expert use of sfumato recall the innovations of Leonardo da Vinci and Lombard portraitists, while retaining a more personal, delicate, and intimate touch.
The decorative elements, such as the beads on the thread or the knot of the veil, are not simply ornaments: they serve to give the figure an identity and individuality, making the young woman recognizable and memorable. The “Zingarella” stands out as a portrait that combines realism and idealization, with a discreet elegance typical of the early sixteenth century.
Historical and Cultural Context
The early sixteenth century was a period of great experimentation for Italian painting, in which artists such as Boccaccino sought to combine the Lombard tradition with new Renaissance trends. The choice to portray an “exotic” figure may reflect the growing interest in different cultures and customs, as well as the trend for intimate and private portraits, intended not for large public collections but for domestic or religious settings.
Despite its small size, the “Zingarella” captures the attention of every visitor thanks to the expressive power of the face, the technical refinement, and the mystery surrounding its identity. It is a small gem that invites us to pause, observe the details, and appreciate how a painting can speak directly to the viewer, without the need for titles or additional explanations.
Boccaccino’s “Zingarella” is a perfect example of how Renaissance painting can combine realism, psychology, and exotic charm in a unique and instantly recognizable work.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids farewell and looks forward to seeing you in future posts and on social media.

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