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Michelangelo 550: libri che raccontano di me

Quanti libri sono stati scritti sul mio conto? Tantissimi. Alcuni validi, altri molto meno.

Voglio proporvi alcuni testi interessanti con le rispettive sinossi così, se volete approfondire un particolare argomento che mi riguarda da vicino o volete sapere qualcosa in più in merito a diversi aspetti della mia produzione artistica, potete farvi un’idea generale su cosa ci sia in giro al momento.

Iniziamo la rassegna dunque.

La Pietà Vaticana. La Madre delle madri

Alle soglie del Giubileo del 1500 la Pieta fu svelata ai fedeli e oggi, alle soglie del Giubileo 2025 e in occasione dei 550 anni dalla nascita di Michelangelo Buonarroti, esce questo libro che racconta la storia dell’opera che diede la fama al genio rinascimentale.

Come di consueto, l’autrice Antonietta Bandelloni che da oltre dieci anni e l’alter ego di Michelangelo sul sito michelangelobuonarrotietornato.com, lascia spazio all’artista che si racconta in prima persona. Attraverso aneddoti, lettere e testimonianze dell’epoca, restituisce un ritratto più completo e umano del grande maestro al lavoro su una delle opere d’arte più belle che l’umanità abbia conosciuto: la Pieta Vaticana.

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L’ultimo Michelangelo. Dal «Giudizio Universale» alla Cappella Paolina 

Il libro racconta la parte meno conosciuta della vita e dell’opera di Michelangelo Buonarroti, quella che ha inizio con l’esecuzione del “Giudizio Universale”.

Negli anni in cui realizza questo dipinto straordinario Michelangelo sviluppa una sensibilità religiosa radicale che lo porterà ad avvicinarsi al gruppo degli ‘spirituali’, composto da alcuni uomini e donne in lotta per una riforma religiosa e che per la loro militanza segreta saranno sospettati, accusati e perseguitati per eresia.

La produzione tarda di Michelangelo, che annovera capolavori quali la tomba di Giulio II, la Cappella Paolina, la nuova basilica di San Pietro in Vaticano e i piccoli dipinti per Vittoria Colonna e Tommaso Cavalieri, non è comprensibile se non all’interno di questa vicenda spirituale che mette in gioco la vita stessa dell’artista. In queste pagine, la ricostruzione dello scenario storico nel quale opera l’artista dopo il “Giudizio Universale” si accosta all’analisi minuziosa della sua produzione, così da permettere al lettore di entrare profondamente nell’opera del genio, comprendere appieno le sue emozioni e ancora più chiaramente, per le dettagliatissime indagini tecniche condotte dall’autore durante i suoi restauri, il suo prodigioso talento manuale.

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L’«Epifania» in Casa Buonarroti. Dal cartone di Michelangelo alla tavola dipinta da Ascanio Condivi

Il volume è dedicato al dipinto su tavola acquistato nel 1608 da Michelangelo Buonarroti il Giovane per collocarlo al vertice del progetto decorativo in onore del celebre antenato, quale esempio della sua attività di pittore e come pendant della Battaglia dei centauri.

Al momento dell’acquisto l’Epifania era considerata un autografo di Michelangelo; solo più tardi la tavola fu collegata a una testimonianza di Giorgio Vasari che la indicava come opera di Ascanio Condivi, pittore marchigiano e autore di una biografia di Michelangelo, pubblicata nel 1553. Grazie alla notizia vasariana è stato anche identificato il cartone elaborato dal Buonarroti per l’amico, ora al British Museum, unico cartone completo a noi rimasto dell’intera produzione di Michelangelo. Proprio grazie alla generosità del British Museum è stato possibile avviare nel 2022 un complesso intervento di indagini diagnostiche e di restauro sul dipinto dell’Epifania.

Il volume è stato pensato per ospitare i risultati delle ricerche compiute intorno all’opera – dalla provenienza al contesto – e gli approfondimenti sulla stagione più avanzata del linguaggio di Michelangelo, ma anche su Ascanio Condivi pittore e scrittore, e sul colto contesto all’interno del quale nacquero il cartone e il dipinto; inoltre, ampio spazio sarà dedicato agli interventi di restauro e alle indagini scientifiche.

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Rime

Inviando nel 1555 a Giorgio Vasari due liriche di forte ispirazione spirituale, Michelangelo scrive al più giovane amico una lettera in cui chiarisce con semplicità ed efficacia la sua condizione: “Messer Giorgio, io vi mando dua sonecti; e benché sien cosa scioca, il fo perché veggiate dov’io tengo i mie pensieri”.

Saranno sicuramente “cosa scioca” quei due sonetti, eppure nella definizione si avverte come una nota nostalgica, si coglie l’atteggiamento di un uomo che alla poesia ha dedicato tanta parte della sua straordinaria esistenza e che nelle sue liriche ha saputo comunicare con ruvida potenza espressiva la sostanza di un’esperienza individuale e universale profondamente segnata dalla passione e dall’inquietudine spirituale.

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La Sagrestia di Michelangelo. Nuovi studi e restauro

La Sagrestia Nuova della basilica di San Lorenzo è stata protagonista di un’importante operazione di restauro iniziata nel 2013 e conclusasi nel 2020, 500 anni dopo la commissione da parte di Leone X a Michelangelo.

Il Buonarroti avrebbe lavorato alla cappella e all’esecuzione delle tombe dei capitani Medici Lorenzo duca d’Urbino e Giuliano duca di Nemours fino al 1534, data del suo definitivo allontanamento da Firenze per Roma.

Le vicende della Sagrestia Nuova durante gli anni del Granducato mediceo, il periodo lorenese, e poi dall’Unità d’Italia fino ai giorni nostri sono narrati da Monica Bietti, per molti anni direttrice delle cappelle Medicee; nei suoi testi si chiariscono anche le complesse vicende che hanno portato le Cappelle Medicee a diventare un Museo statale, e la strabiliante scoperta dei disegni dovuti alla mano di Michelangelo, nella cosiddetta “Stanza segreta”, in cui si ritiene che l’artista si sia rifugiato durante l’assedio di Firenze da parte delle truppe spagnole e l’insediamento al potere del duca Alessandro.

Un atlante fotografico di Antonio Quattrone mostra in tutta la sua bellezza la Sagrestia Nuova restaurata, mentre la seconda parte del volume si concentra sulle tecniche di restauro messe in atto per riportare il luogo all’antico splendore. Schede finali dettagliatamente illustrate restituiscono la tecnica del Buonarroti.

Chiude il volume il rilievo architettonico realizzato dall’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

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Michelangelo: memorie d’una lunga vita

Michelangelo Buonarroti apre il cuore e la porta di casa a chiunque voglia conoscere nel dettaglio momenti importanti della propria esistenza. Attraverso la voce narrante di Antonietta Bandelloni, l’artista racconta in prima persona le vicende che lo hanno coinvolto da protagonista, talvolta poco note al grande pubblico.

Al tavolo di casa propria, in un al di là assai terreno, con la gatta seduta sulle gambe e a lume di candela, Michelangelo scrive ai posteri: narra dei suoi nonni, della mamma morta troppo presto e di quell’obbligo tremendo di dover assistere in piazza a un’impiccagione come fosse uno spettacolo.

L’autrice racconta con dovizia di particolari e grande accuratezza biografica le vicende del Buonarroti con una scrittura spiritosa, che a volte ricalca il parlato toscano mescolandolo al linguaggio dei giorni nostri. Ogni fatto raccontato si attiene al vero. La grande storia si fonde e diventa un tutt’uno con la storia personale.

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Michelangelo, la conquista della fama. 1475-1534

Il volume racconta un lungo tratto della vita di Michelangelo, dalla fanciullezza trascorsa nella Firenze laurenziana fino al 1534, quando, ormai riconosciuto come artista di assoluto talento, sceglie di trasferirsi in modo definitivo a Roma.

Sono gli anni dei suoi capolavori: la Pietà, il David, la volta della Cappella Sistina, e ancora la Sagrestia nuova e la Biblioteca Laurenziana; sono anche gli anni dei rapporti controversi con i papi Giulio II, Leone X e Clemente VII. L’affresco offerto da Hirst si basa su una vastissima documentazione archivistica, sulla rilettura e sulla discussione di lettere, contratti e testimonianze di terzi; ne risulta uno strumento utile per cogliere le relazioni di Michelangelo con il suo tempo, con committenti, amici e rivali, ma anche per leggere in filigrana la radice intima delle sue scelte, le debolezze e le passioni.

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Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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