Un novembre di libri d’arte
Novembre è cominciato da qualche giorno e già sono usciti diversi interessanti libri d’arte mentre altri usciranno breve.
A seguire vi propongo alcuni dei più intriganti che a me interessano molto.

Il libro che sto attendendo con una certa trepidazione è quello curato da Monica Bietti dal titolo La Sagrestia di Michelangelo. Nuovi studi e restauro, edito da Mandragora. Ancora non è stata resa nota la copertina ma posso anticiparvi che in questo volume non solo verranno proposte le indagini scientifiche eseguite sulle mie opere della Sagrestia Nuova, il loro restauro effettuato con i batteri ma anche nuovi e interessanti studi relativi alla Stanza Segreta accessibile di nuovo al pubblico.
Pompei. La città incantata
Pompei, la città incantata è il nuovo libro scritto da Gabriel Zuchtriegel, attuale direttore del parco archeologico di Pompei.
Zuchtriegel ci porta in un viaggio attraverso i secoli in una città incantata, dove si mescolano passato e presente. Un viaggio fatto di scoperte, dai primi scavi settecenteschi fino ai ritrovamenti più recenti, che gettano nuova luce sulla vita degli schiavi e dei poveri nella città e nel suo territorio.
L’autore ripercorre la storia dell’archeologia moderna, intrinsecamente legata a quella di Pompei, che in principio si interessa quasi esclusivamente delle opere d’arte estratte dal suolo, per poi scoprire man mano che il vero tesoro tramandatoci dalle ceneri del Vesuvio comprende molto di più: antichi rituali, culti misterici, trasgressioni ed erotismo, la storia sociale e culturale di una civiltà, le sue ossessioni e speranze.
Alphonse Mucha
Pittore e decoratore, esponente primario dell’Art Nouveau, in particolare nell’ambito della cartellonistica, Alphonse Mucha (1860-1939) è un artista le cui opere hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama artistico del suo tempo e oltre.
La sua capacità di coniugare estetica, simbolismo e spiritualità ha reso il suo lavoro un’icona del movimento Art Nouveau e una fonte di ispirazione per gli artisti successivi. Il volume Alfonse Mucha presenta oltre duecento opere dell’artista e offre l’occasione per immergersi nel mondo incantato di Mucha e per ammirare la bellezza delle sue creazioni.
Con Mucha infatti è nata una nuova forma di comunicazione: la bellezza di fanciulle in fiore rappresentate con uno stile compositivo unico, tanto da diventare le icone del famoso stile Mucha. Pubblicata in occasione della mostra fiorentina, la monografia documenta il gusto elegante, prezioso e sensuale dell’epoca attraverso opere che coprono l’intero percorso artistico di Mucha, suddivise in cinque sezioni.
Storia sentimentale dell’arte. Un’educazione alla bellezza
Il primo incontro con la magia dell’arte avviene a sei anni, complice il regalo di una scatola di pastelli e l’ingenuo tentativo di un ragazzo di imitare: La gazza di Monet circondata dalla neve.
Flavio Caroli ripercorre la storia dell’arte attraverso la sua personale biografia, le tappe di studioso e di uomo. A ogni fase della vita corrisponde un dipinto, un artista e una stagione creativa che l’autore ricostruisce e racconta in queste pagine con fascino, erudizione e acutezza.
Il percorso è ampio e ricco di capolavori e riflessioni, dalla Lezione di anatomia di Rembrandt alle tele di Pollock, da Rubens a Savoldo, da Grechetto a Cézanne, da Caravaggio a Hockney e l’esito finale prefigura un’ideale, affascinante, educazione sentimentale dello sguardo.
Caravaggio. «La presa di Cristo» dalla collezione Ruffo
La Presa di Cristo della collezione Mattei, nota attraverso numerose copie e presunti originali, è una delle composizioni spiritualmente più intense e ricche di pathos dell’attività romana di Michelangelo Merisi da Caravaggio.
Essa costituisce un vero corrispettivo a destinazione privata delle stupefacenti tele della cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi e della cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo, che segnano una radicale svolta in termini espressivi nella produzione dell’artista lombardo, dopo la prevalenza di soggetti di genere e a tema mitologico degli anni precedenti. In questa sede si ripercorre la controversa storia della potente invenzione caravaggesca e delle sue testimonianze pittoriche, che hanno un vertice nelle due redazioni della raccolta Ruffo di Calabria, qui presentata, e della Compagnia dei Gesuiti di Dublino, in deposito presso la National Gallery of Ireland.
Le due versioni sono entrambe autografe, ma dotate di autonomia formale ed espressiva, con una precedenza della versione Ruffo, di cui quella irlandese è una replica con varianti rivisitata in senso iconografico ed estetico rispetto al carattere “espressionista” e fortemente drammatico del prototipo.
Guercino nello studio
Il volume accompagna la mostra dedicata alla figura di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino promossa dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Il progetto espositivo e quindi il volume si focalizzano sulle diverse fasi dell’attività artistica del maestro, a partire dall’analisi di alcune sue opere tra le più significative e quindi indaga le ragioni del successo della suo atelier e il rapporto con la clientela e i collaboratori più fidati, cercando di chiarire le dinamiche professionali, artistiche e imprenditoriali che hanno caratterizzato il suo prolifico percorso artistico.
Hayez. L’officina del pittore romantico
La grande mostra alla GAM (Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino) 17 ottobre 2023 – 1 aprile 2024, curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni, raccoglie una significativa selezione di alcuni dei più noti e amati dipinti del grande maestro veneziano, messi a confronto con i rispettivi disegni preparatori.
La mostra ripercorre la carriera dell’artista a partire dalla formazione neoclassica a Roma, tra il 1809 e il 1817, passando per il ritorno a Venezia, fino al definitivo trasferimento a Milano, dopo la sua consacrazione all’Accademia di Brera nel 1820 come iniziatore del Romanticismo, seguendo un originale taglio interpretativo, che permette di penetrare nell’officina del pittore: il confronto tra i fogli – “schizzi, pensieri fermati rapidamente, studi” – e il loro esito finale in pittura restituisce l’affascinante dialogo tra segno e colore, che rappresenta uno dei tratti peculiari, ancora poco indagato, della produzione dell’artista.
Il ritratto veneziano dell’Ottocento
Nel 1923 Nino Barbantini, primo direttore della Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, organizzò e allestì l’importante esposizione dedicata a Il ritratto veneziano dell’Ottocento.
Barbantini riunì ben 241 opere di 50 artisti, tra cui pittori, scultori, miniaturisti, tutti attivi dall’inizio fino al penultimo decennio del secolo. Il catalogo che accompagnava la mostra del 1923 consisteva, salvo qualche illustrazione in bianco e nero, nell’elenco degli autori in ordine alfabetico, con cenni biografici e i nomi dei proprietari di dipinti e sculture.
Da queste scarne informazioni ha preso avvio lo strenuo lavoro di ricerca e di identificazione delle opere a cento anni dalla loro esposizione a Ca’ Pesaro, raccolto nelle 360 pagine del catalogo edito da Officina Libraria, dove sono approfonditamente esaminate e illustrate in tavole a colori tutte le opere riconosciute e alcune aggiunte in occasione della presente mostra. Il lavoro di indagine ha portato a significativi cambi di attribuzione e alla scoperta dell’identità di alcuni personaggi fino ad ora ignoti, e alla messa a fuoco del catalogo di alcuni dei più ricercati ritrattisti del tempo. La mostra e il volume che l’accompagna, con la sua galleria di volti, offrono un’occasione unica di vedere di nuovo riuniti i numerosi protagonisti della società, dell’arte e della cultura di un territorio che dal capoluogo veneto si estende fino al Friuli-Venezia Giulia e di rileggere attraverso i capolavori dei più rappresentativi artisti veneziani dell’Ottocento l’arte di un secolo scomodo e spesso incompreso.
Ter Brugghen. Dall’Olanda all’Italia sulle orme di Caravaggio
Hendrick ter Brugghen (Utrecht o L’Aia, 1588 – Utrecht, 1629) è un protagonista del Secolo d’oro dell’arte olandese.
Il catalogo della mostra in corso è dedicato alla sua attività in Italia, dove giunse giovanissimo rimanendo folgorato dalla pittura rivoluzionaria di Caravaggio.
Un capitolo nuovo della storia dell’arte, costruito su un’attività di ricerca che riunisce qui opere inedite, dipinti restaurati per l’occasione e capolavori in prestito da importanti collezioni e musei d’Europa. Con oltre cento illustrazioni, il catalogo include saggi che contestualizzano Ter Brugghen e la pittura naturalista nel collezionismo dei duchi d’Este, e che indagano la tecnica pittorica dell’artista con approccio scientifico.
Oro bianco. Tre secoli di porcellane Ginori
Oro bianco. Tre secoli di porcellane Ginori racconta la storia della celebre manifattura di Doccia a partire dalla figura di Carlo Ginori fino alla produzione degli anni in cui Gio Ponti ne fu direttore artistico (1923-1933).
È un racconto a più voci tra storie e luoghi diversi, di dialogo tra discipline artistiche differenti, di interazione tra attitudini umane variegate. Una storia di uomini, di italiani dotati di quel genio così spiccato per la bellezza da essere riconosciuto in tutto il mondo, un genio che si nutre di secoli e secoli, di passioni e di fatiche, di invenzioni e di gusto.
Introdotto dai saggi di Monika Poettinger, Rita Balleri, Andreina d’Agliano, Oliva Rucellai, Federica Manoli e Luca Melegati Strada, Oro bianco ripercorre la storia della Manifattura attraverso esempi significativi della produzione Ginori, dalla monumentale Venere de’Medici (1747 circa) del Museo Ginori ai grandi vasi realizzati per le Esposizioni Universali e dalle creazioni di Gio Ponti, tra le quali le straordinarie Ciste realizzate per Fernanda e Ugo Ojetti, oggi di proprietà del Museo Poldi Pezzoli.
Goya la ribellione della ragione
E’ il catalogo della mostra in corso a Palazzo Reale Milano dal 31 ottobre 2023 al 3 marzo 2024.
Il percorso espositivo così come il catalogo sono incentrati sui retroscena e l’oltremondo di Goya, sulla sua esperienza della storia, la sua attitudine di artista, il suo pensiero e la sua ideologia.
Goya è, dal punto di vista della plasticità, uno degli artisti che apre alla modernità e le sue opere sono frutto di esperienze, di sentimenti personali, di passioni e sofferenze, nonché della sua visione del mondo che lo circonda. È uno dei primi artisti a identificarsi con la vita.
Vita maledetta di Benvenuto Cellini
Scultore, orafo, musico e scrittore, autore di una delle più celebri e avvincenti autobiografie della storia dell’arte, Benvenuto Cellini rappresenta il volto più controverso e sofferto di tutto il Rinascimento.
Forse più ancora di quella di Caravaggio, la sua esistenza è stata segnata dalla violenza, dal crimine e dalla provocazione, ricca di colpi di scena, di avventure e leggendari cimenti.
Il protagonista di questo racconto è capace di grandi imprese e di atti eroici, come la coraggiosa difesa di Roma dalle mura di Castel Sant’Angelo durante il Sacco del 1527, ma anche di memorabili scontri con i pontefici Clemente vii e Paolo III che pur non risparmiando riconoscimenti al suo genio artistico, gli procurarono sofferenze e delusioni.
Incarcerato nelle segrete della Mole Adriana e liberato grazie all’intervento del re di Francia, Benvenuto Cellini conobbe onori e gloria con la realizzazione di capolavori come la Saliera di Francesco I o successivamente, con la straordinaria impresa della fusione in bronzo del Perseo, realizzato a Firenze per il duca Cosimo I.
Favoloso Calvino. Il mondo come opera d’arte: Carpaccio, de Chirico, Gnoli, Melotti e gli altri
La maggior parte delle cose che Calvino ha da dirci hanno a che vedere con lo sguardo, con la dimensione visuale: il che equivale a dire, con idee di spazio.
Spazi reali, ambienti e luoghi della sua esperienza vissuta; spazi immaginari, frutto di trasfigurazioni fantastiche; oggetti concreti, ora descritti con puntigliosa accuratezza, ora sottoposti a ingegnose interpretazioni simboliche; e ancora lo spazio per antonomasia, il cosmo, e gli spazi virtuali evocati o inventati da opere d’arte.
Ecco un affascinante percorso attraverso l’immaginario calviniano, dal quale emergono la varietà e la ricchezza dei modi in cui lo scrittore ligure ha rappresentato il rapporto dell’uomo con la realtà, in un incessante succedersi di prospettive, messe a fuoco, interrogazioni. Il
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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c’è l’imbarazzo della scelta, da qui a Natale deciderò quale regalarmi 🙂
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Si davvero… li vorrei tutti ma ahimè dovrò scegliere con cura i titoli da comprare. Sicuramente quello sulla Sagrestia Nuova sarà in testa alla mia lista
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🙂 se non fosse per il budget ristretto mi allargherei 🙂
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