Al core entra per gli occhi: io innamorato
Della mia vita vi ho raccontato e continuo a raccontarvi tanto ma spesso ai più sfugge il me innamorato, quello perdutamente innamorato.
Potevo tener testa a qualsiasi duca, principe o papa ma con chi amavo mi scioglievo come neve al sole e diventavo finanche timido.

Strano a dirsi, eppure era così.
Lo sapevano bene i miei collaboratori e le persone a me più vicine. A seguire vi propongo alcuni versi che scrissi pensando al mio amatissimo Tommaso de’ Cavalieri che da quando lo conobbi sempre fu al mio fianco e mi accompagnò per mano nell’ora del trapasso.
Come può esser ch’io non sia più mio?
O Dio, o Dio, o Dio,
chi m’ha tolto a me stesso,
c’a me fusse più presso
o più di me potessi che poss’io?
O Dio, o Dio, o Dio,
come mi passa el core
chi non par che mi tocchi?
Che cosa è questo, Amore,
c’al core entra per gli occhi,
per poco spazio dentro par che cresca?
E s’avvien che trabocchi?
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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