Basta a far onore alla sepoltura di Giulio II
“Bastante a far onore alla sepoltura di papa Giulio II” affermò il cardinale di Mantova osservando a distanza ravvicinata il Mosè.
Ebbe modo di vederlo quando assieme a papa Paolo III Farnese da poco eletto, venne a casa mia a Macel de’ Corvi. Accadde sul finire del 1534. A detta sua, anche se la tomba di Giulio II fosse stata decorata soltanto con il Mosè, sarebbe stata oltremodo bella e dignitosa per accogliere le onorate spoglie.
Dietro quell’apprezzamento che mi auguro sincero si celava però anche qualcos’altro. Il pontefice voleva smettessi di lavorare alla tomba per dedicami ad affrescare il Giudizio Universale senza badare alle pretese avanzate dagli eredi di Giulio II.
La commissione del Giudizio mi era stata affidata dal predecessore Clemente VII de’ Medici e Paolo III l’aveva confermata affermando che “Io ho avuto 30 anni questo desiderio, et ora che son Papa non me lo caverò. Io straccerò il contratto e son disposto che ti mi serva ad ogni modo”.
A papa Paolo III non potevo dire di no, così dovetti rimandare i lavori per la tomba rendendo sempre più difficili e complessi i rapporti con gli eredi di Giulio II.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
It is enough to honor the burial of Julius II
“Enough to do honor to the burial of Pope Julius II” affirmed the cardinal of Mantua observing the Moses from close range.
He was able to see him when, together with the recently elected Pope Paul III Farnese, he came to my house in Macel de ‘Corvi. It happened at the end of 1534. According to him, even if the tomb of Julius II had been decorated only with Moses, it would have been extremely beautiful and dignified to house the honored remains.
Behind that appreciation which I hope is sincere, however, something else was also hidden. The pontiff wanted me to stop working on the tomb to devote myself to frescoing the Last Judgment without paying attention to the claims made by the heirs of Julius II.
The commission of the Judgment had been entrusted to me by my predecessor Clemente VII de’ Medici and Paul III had confirmed it by stating that “I have had this desire for 30 years, and now that I am Pope I will not get away with it. I’ll tear up the contract and I’m willing to serve you anyway.”
I couldn’t say no to Pope Paul III, so I had to postpone the work on the tomb, making relations with the heirs of Julius II increasingly difficult and complex.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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