Pere cotogne e pane del fornaio
Celebre è la lista della spesa che stilai per un mio garzone quando me ne stavo in quel di Seravezza. In quella annotai tutto quello che serviva per tre differenti pasti con tanto di disegni per fargli comprendere bene cosa desiderassi visto che non era avvezzo a leggere.
Ve ne ho parlato a suo tempo QUA.
Oltre a quella lista però ne esistono tante altre che scrissi nel corso degli anni. Ci sono elenchi di conti e conteggi e liste di ciò che mi serviva per mangiare o, addirittura, per rammendare le calze.
Quella che vi propongo non è datata e nemmeno è noto sapere a chi la scrissi. Fatto sta che nell’elenco che segue chiesi di comprare una bella pera cotogna matura perché tanto quelle dure e acerbe non sapevano di nulla. Avevo bisogno anche di un po’ di zucchero rosso e quattro pani preparati dal fornaio.
Al destinatario della lista chiesi di dire a mio padre Lodovico che tutto sommato stavo bene e gli scrissi di riferire a mio fratello di venirmi a trovare e portarmi anche il materiale per radermi: mi sarebbe stato particolarmente utile in quel momento.
Mica finita lì. Chiedevo anche del filo, un ago e del panno per rammendare le mie calze oramai consunte dal tempo.
Ecco dunque cosa annotai:
Facti dare una pera chotognia bella e matura
porta un pocho di zuchero rosso
quattro pani dal fornaio
due libre di chastrone
dì a lLodovicho che io sto assai bene e che facci conto chollo spetiale e che lo levi e faccilo tassare, e lunedì credo che io tornerò e pagherollo
dì a Gismondo se ci potessi venire domenica e portar da radere che io l’arei caro
del filo e un ago e le mia chalze e del panno per raconciare; zuchero ce n’è.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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