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Il gruppo del Baroncelli e di Paris alla mostra “Donatello. Il Rinascimento”

Nel percorso espositivo della mostra “Donatello. Il Rinascimento” ci si trova faccia a faccia con il Crocifisso, la Madonna e San Giovanni dolenti, San Maurelio e San Giorgio col drago in bronzo e ottone di Niccolò Baroncelli e Domenico di Paris.

Ecco, oggi voglio proprio parlarvi proprio di queste cinque grandi opere così moderne sebbene siano state realizzate nella seconda metà del Quattrocento.

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La loro storia ha inizio nel 1450 quando Francesco dal Legname di Padova, vescovo di Ferrara e il giudice dei Dodici Savi Agostino da Villa, chiamarono al loro cospetto niente meno che il Filarete.

Volevano commissionargli la realizzazione di alcune “figure in metallo” per decorare il pontile in pietra che si trova al centro della navata maggiore, davanti al coro dei canonici. Evidentemente committenti e artista non trovarono un accordo soddisfacente per le due parti di quella commissione non se ne fece nulla.

Poche settimane dopo il medesimo progetto fu messo in mano di Niccolò Baroncelli, un fiorentino rimasto orfano da ragazzo che a diciotto anni già è noto abitasse assieme al grande Donatello dal quale ebbe modo di imparare molto.

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Negli ultimi giorni dell’ottobre del 1453 il Baroncelli muore in maniera improvvisa. Aveva già preparato i modelli delle cinque sculture ma i getti in bronzo ancora non erano stati fatti.

Fu allora incaricato suo cognato Domenico di Paris di occuparsi delle fusioni e, nell’estate del 1454, i quattro santi erano già terminati mentre il Crocifisso fu fuso l’anno seguente.

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La cosa che mi sorprende di più di queste cinque opere è la lavorazione a freddo che è stata fatta del metallo, probabilmente da parte di Domenico di Paris e i suoi collaboratori.

Basta osservare le scaglie della corazza del San Giorgio e le sue frange o la raffinatezza dei dettagli sui tessuti damascati per rendersi conto dell’abilità di questo artista nel trasformare la materia grezza in mirabili particolari degni di nota.

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Se andate a vedere l’imperdibile mostra Donatello. Il Rinascimento, soffermatevi a guardare con attenzione questo gruppo. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti.

The Baroncelli and Paris group at the “Donatello. The Renaissance” exhibition

In the exhibition itinerary of the “Donatello. The Renaissance ”we find ourselves face to face with the Crucifix, the Madonna and San Giovanni dolenti, San Maurelio and San Giorgio with the dragon in bronze and brass by Niccolò Baroncelli and Domenico di Paris.

Here, today I really want to talk to you about these five great works that are so modern even though they were made in the second half of the fifteenth century.

Their story begins in 1450 when Francesco dal Legname of Padua, bishop of Ferrara and the judge of the Twelve Savi Agostino da Villa, called in their presence none other than Filarete.

They wanted to commission him to make some “metal figures” to decorate the stone pier located in the center of the main nave, in front of the canons’ choir. Obviously the clients and the artist did not find a satisfactory agreement for the two parties of that commission, nothing came of it.

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A few weeks later the same project was put into the hands of Niccolò Baroncelli, a Florentine who was orphaned as a boy who at eighteen was already known to live with the great Donatello from whom he had the opportunity to learn a lot.

In the last days of October 1453, Baroncelli died suddenly. He had already prepared the models of the five sculptures but the bronze castings had not yet been made.

His brother-in-law Domenico di Paris was then commissioned to take care of the castings and in the summer of 1454 the four saints were already finished while the Crucifix was cast in the following year.

The thing that surprises me most about these five works is the cold working that was made of the metal, probably by Domenico di Paris and his collaborators. Just look at the scales of the armor of San Giorgio and its fringes or the refinement of the details on damask fabrics to realize the skill of this artist in transforming the raw material into admirable details worthy of note.

If you go to see the unmissable exhibition Donatello. The Renaissance, pause to look carefully at this group. Your always your Michelangelo Buonarroti and his stories.

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