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La Sala dei Cento Giorni

La Sala dei Cento Giorni si trova nel cuore del Palazzo della Cancelleria Apostolica che si affaccia su Corso Vittorio Emanuele II e il suo nome in qualche modo ha a che fare anche con me. Sedetevi comodi che vi racconto ogni dettaglio della vicenda.

Si suppone che questo palazzo sia stato fatto edificare dal cardinale Raffaele Riario: nipote ma anche camerlengo di papa Sisto IV della Rovere. Era lo stesso cardinale che m’aveva commissionato il Bacco, la mia prima opera Romana prima di farmi da garante con Jean Bilhères de LagraulasJean per la Pietà Vaticana.

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Pare che i danari necessari per la costruzione del palazzo fossero stati vinti in una sola notte di gioco proprio da Riario. Furono diversi gli architetti che si avvicendarono nella sua costruzione: da Baccio Pontelli ad Andrea Bregno fino al Bramante che si fece carico di realizzare il sontuoso cortile.

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Il palazzo da poco edificato venne però confiscato niente meno che da Papa Leone X de’ Medici. Come vedete tutti questi pontefici e cardinali hanno avuto molto a che fare con me.

Qualche anno dopo, nel 1546, il cardinale Alessandro Farnese volle omaggiare la memoria e l’operato di papa Paolo III, il pontefice che più degli altri mi fu amico. Si rivolse allora al Vasari chiedendogli di decorare un grande affresco nel salone di rappresentanza del piano nobile. Avrebbe dovuto portare a termine l’opera in breve tempo: dì lì a poco il Salone sarebbe servito per festeggiare importanti nozze.

Il tema centrale degli affreschi pattuito era l’incontro fra papa Paolo III, Francesco I di Valois e Carlo V d’Asburgo, avvenuto in quel di Nizza nel 1538.

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Il Vasari si mise al lavoro e finì l’opera in 100 giorni. Leggenda vuole che il mio caro amico Giorgio venne a vantarsi con me dicendomi d’aver portato a termine l’impresa in tempi così stretti. “E si vede” gli risposi. Così narrano ma mica me lo ricordo quel fatto lì.

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La Sala dei Cento Giorni e la Cancelleria Apostolica sono visitabili solo su prenotazione (al momento chiusi per le disposizioni per prevenire la diffusione del contagio del Covid-19). Il palazzo è la sede storica della Cancelleria e oggi accoglie i tribunali della Santa Sede con la Rota Romana, la Segnatura e la Penitenziaria.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta dandovi appuntamento al prossimo post e sui social.

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