Qui siamo al di fuori della grazia di Dio e i conti davvero non tornano. Può una lettera mia autografa costare solo 200 Euro? Mentre la striscia originale del primo numero di Tex Willer fu battuta all’asta per migliaia di euro da Sotherby’s, a conti fatti una lettera mia costerebbe solo 200 euro, o meglio, questo è il prezzo che vorrebbe pagare lo Stato Italiano alla famiglia che la possiede.
Ma vi pare normale? Questo è un furto, non un esproprio. Le lettere mie in questione sono ben 18 e sono quelle appartenenti al grandioso Archivio Vasari che appartiene di diritto alla famiglia Festari. Una storia che ha dell’incredibile. Il 19 aprile scorso è stato notificato alla famiglia il decreto recante la firma di Franceschini che prevede l’esproprio del preziosissimo archivio.
Il Ministero dei Beni Culturali ha depositato una cifra irrisoria per tutto l’archivio completo: un milione e mezzo di euro per le 32 filze e gli oltre 6.600 carte originali del Vasari. “La battaglia legale non è certo finita. Ma è pensabile che per l’esproprio di un archivio con 6.600 documenti originali, lo Stato risarcisca 1,5 milioni? Dividendo la somma per il numero dei documenti, una lettera di Michelangelo Buonarroti varrebbe 220 euro. E’ plausibile?” dice il legale dei fratelli Festari, Guido Cosulich.
Solo una lettera mia vale il costo dell’intero deposito se non di più. Ma che valutazione è mai questa? Al di fuori di ogni prezzo di mercato. Ieri ha avuto inizio la catalogazione di tutte le carte ma non è stato consentito l’accesso all’avvocato dei fratelli Festari. Tutto legale no? Ovvio che no e il legale ha fatto intervenire i carabinieri.
Questa dell’Archivio Vasari è una storia incredibile che molto racconta del nostro Paese. Ma come è possibile una roba del genere che oltretutto sta accadendo con un disinteressamento completo da parte dei media?
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, amareggiato da tanta prepotenza

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Pubblicato da Michelangelo Buonarroti
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L’arroganza dello Stato, quando pretende di avere ragione.
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Un sopruso incredibile che prutroppo sta passando quasi sotto silenzio
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Infatti, non ne avevo sentito parlare.
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Mi dispiace che solo qaulche quotidiano locale accenni alla vicenda. Una famiglia lasciata sola a combattere contro il Mibact che si vuole impossessare dei suoi averi pagando una cifra ridicola pari forse a uno solo di quei 6.600 fogli
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