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Cappella Sistina: il pavimento cosmatesco

La Cappella Sistina è famosa in tutto il mondo per gli affreschi che da secoli conserva e mostra al pubblico. Al suo interno c’è anche un’altra opera che tutti calpestano ma che pochi ammirano: il pavimento cosmatesco.

Quando si entra nella Cappella Sistina, la prima cosa che richiama l’attenzione è il Giudizio Universale con il suo blu lapislazzuli e il gran numero di corpi che lo caratterizzano. Solo dopo si ci ferma ad ammirare la volta e gli affreschi laterali, seppur importanti e meravigliosi, passano in secondo piano.

Il pavimento nemmeno viene guardato: un po’ perché la folla presente è tale da impedirne un’ampia visione e un po’ perché i cicli pittorici rubano la scena a tutto il resto.

Nonostante ogni anno il pavimento venga calpestato da cinque milioni di persone, ancora è in perfette condizioni. Pensate un po’: quasi ventimila persone al giorno entrano nella Cappella Sistina eppure, il pavimento cosmatesco, resiste.

Il pavimento venne realizzato adoperando marmi policromi. Nella zona destinata ai fedeli, presenta una serie di sei cerchi concentrici collegati fra di loro mediante una doppia spirale atti a segnalare il percorso delle processioni sacre.

Il primo cerchio che appare appena entrati nella Sistina, è in porfido e molto più piccolo rispetto agli altri. Segnala il punto esatto in cui il Papa ma anche gli altri fedeli devono genuflettersi in occasioni di celebrazioni sacre.

Dalla parte verso l’altare, il pavimento è formato da cornici rettangolari e cerchi che segnalano la posizione che devono avere i seggi del papa e dei cardinali. In prossimità dell’altare, parte della pavimentazione venne ricoperta per ingrandire le gradinate.

 

pavimento sistina

Cos’è lo stile cosmatesco? E’ una particolare lavorazione comparsa per la prima volta nel 1200 d.C. che deve il suo nome ai due omonimi Cosma che la idearono. In questo stile vengono assemblati piccoli pezzi di marmi policromi pregiati provenienti dai resti di edifici di età imperiale. Ai marmi vengono aggiunte anche paste vitree e dischi di porfido, ottenuti tagliando a fette antiche colonne romane.

La sensazione offerta dai pavimenti cosmateschi è quella di camminare su dei veri e propri tappeti di pietra.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti. Nell’immagine presente nella pagina potete vedere una porzione del pavimento presente nella Cappella Sistina.

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