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La mia spiritualità e le distanze prese dalla Chiesa Cattolica

Negli anni di conflitto più duro all’interno della chiesa cattolica dovuti alla riforma luterana, io ero sempre più propenso ad allontanarmi dai fasti cattolici, dai lussi sfrenati di una corte papale senza freni e soprattutto da quella vergognosa pratica che era la vendita delle indulgenze.

Mi avvicinai sempre di più alla corrente degli spirituali, una corrente riformatrice in seno alla curia romana, molto attiva in tutti gli anni Quaranta dei Cinquecento. Questo gruppo sempre più numeroso era formato da artisti, intellettuali, letterati, poeti come Vittoria Colonna ma anche da personaggi di spicco della chiesa cattolica come ad esempio il Cardinale Morone o il cardinale inglese Reginald Pole.

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Strinsi una forte amicizia con Vittoria Colonna, la Marchesa di Pescara. Fu proprio lei ad aprirmi le porte della dottrina della giustificazione per sola fede. Da quel momento in poi le mie ricerche spirituali non si fermarono più fino al giorno della mia morte tanto ero preso dal tema della salvezza dell’anima.

Benché ostinatamente si continui a dire e a scrivere che fossi un uomo assai tirchio e scorbutico ( beh, tutto sommato un po’ scorbutico lo ero ma avevo le mie ragioni per esserlo con chi non m’andava a genio) iniziai a prodigarmi in elemosine da destinare alle persone più bisognose o ai nobili decaduti che si vergognavano di chiedere aiuto a qualcheduno. Mandavo in avanscoperta il mi nipote Lionardo: lui doveva accertarsi della reale necessità di questa o quella persona, destinatarie del denaro elargito.

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Di queste elemosine v’è traccia nello scambio di lettere frequentissimo che sempre ebbi con Lionardo “Quando tu avessi notizie di qualche estrema miseria in qualche casa nobile, che credo ve ne sia, avvisami, e chi; che per insino in cinquanta scudi io te gli manderò che gli dia per l’anima mia. Questi non à nno a diminuir niente di quello che ò ordinato lasciare a voi: però fallo a ogni modo”.

Le mie opere degli ultimi anni, come la Tomba di Giulio II, i due affreschi della Cappella Paolina e molti disegni, hanno molto da raccontare sulla mia fede in Cristo a chi sa osservarli con scrupolosa attenzione.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con le sue opere, i suoi racconti e la sua fede.

My spirituality and the distances taken by the Catholic Church

In the years of hardest conflict within the Catholic Church due to the Lutheran reform, I was increasingly inclined to distance myself from the pompous Catholics, from the unrestrained luxuries of a papal court without restraints and above all from that shameful practice which was the sale of indulgences.

I came closer and closer to the current of the spiritual, a reforming current within the Roman curia, very active throughout the 1940s. This increasingly numerous group was made up of artists, intellectuals, writers, poets like Vittoria Colonna but also of leading figures of the Catholic church such as Cardinal Morone or the English cardinal Reginald Pole.

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I formed a strong friendship with Vittoria Colonna, the Marquise of Pescara and it was she who opened the doors of the doctrine of justification by faith alone. From that moment on, my spiritual research no longer stopped until the day I died so I was taken by the theme of the salvation of the soul.

Although you stubbornly continue to say and write that you were a very stingy and grumpy man (well, after all a little scorbutico I was but I had my reasons to be so with someone I didn’t like) I started to lavish myself on alms to give to the most needy or fallen nobles who were ashamed to ask someone for help. I sent my grandson Lionard ahead of time: he had to ascertain the real necessity of this or that person, recipients of the money given.

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Of these alms there is trace in the very frequent exchange of letters that I always had with Lionardo “If you have some extreme poverty in some noble house, which I believe there is, let me know, and who; I will send him for my soul. They will not diminish anything that is ordered to leave to you: but do it anyway. “

My works of recent years, such as the Tomb of Julius II, the two frescoes in the Pauline Chapel and many drawings, have much to tell about my faith in Christ to those who know how to observe them with scrupulous attention.

Your always Michelangelo Buonarroti with his works, his stories and his faith.

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