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Pudico core

 Ben può talor col mie ‘rdente desio
salir la speme e non esser fallace,
ché s’ogni nostro affetto al ciel dispiace,
a che fin fatto arebbe il mondo Iddio?
    Qual più giusta cagion dell’amart’io
è, che dar gloria a quella eterna pace
onde pende il divin che di te piace,
e c’ogni cor gentil fa casto e pio?
    Fallace speme ha sol l’amor che muore
con la beltà, c’ogni momento scema,
ond’è suggetta al variar d’un bel viso.
    Dolce è ben quella in un pudico core,
che per cangiar di scorza o d’ora strema
non manca, e qui caparra il paradiso.

Il vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi versi e i suoi pensieri che ancora non lo abbandonano

e155f36d6bdefac2af45bb1f8c895bc9Un’immagine dal giardino di Boboli

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