Civita di Bagnoregio e Bolsena Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028
Civita di Bagnoregio e Bolsena conquistano insieme il titolo di Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028 con Arte che viene, arte che va, un progetto che mette in dialogo artisti internazionali, paesaggio, comunità e nuove generazioni. L’obiettivo è portare l’arte fuori dai luoghi espositivi tradizionali, trasformando la Tuscia in un laboratorio diffuso di creatività, sperimentazione e partecipazione culturale.
Non soltanto mostre e installazioni da ammirare, ma opere destinate a rimanere, spazi da recuperare e nuove opportunità formative per chi vive in questo territorio. È questa la visione premiata il 12 ottobre 2026 dal Ministero della Cultura, al termine di una selezione che vedeva in gara anche Capri, Padova e Pozzuoli.

Arte che viene, arte che va: il progetto vincitore per il 2028
Il progetto Arte che viene, arte che va nasce con l’ambizione di mettere in relazione due luoghi della Tuscia dalla forte identità storica e paesaggistica, facendone il punto di partenza per una nuova stagione di produzione artistica contemporanea.
Civita di Bagnoregio, conosciuta in tutto il mondo per la sua posizione spettacolare sulla sommità di uno sperone tufaceo e per il delicato equilibrio del suo territorio, e Bolsena, affacciata sull’omonimo lago vulcanico, diventano così protagoniste di un’iniziativa che vuole superare i confini comunali e costruire una rete culturale condivisa.
L’idea è semplice quanto ambiziosa: fare dell’arte contemporanea uno strumento per leggere il presente, valorizzare il paesaggio e immaginare nuove possibilità per il futuro. Le opere non saranno concepite soltanto come elementi da osservare, ma come occasioni per attraversare i luoghi, incontrare le persone e scoprire il territorio attraverso prospettive inedite.
La Tuscia si prepara quindi a diventare un laboratorio a cielo aperto, nel quale linguaggi artistici differenti potranno dialogare con la storia, la natura e la vita quotidiana delle comunità locali.

Cinque artisti internazionali per raccontare la Tuscia
Tra i protagonisti del progetto figurano cinque artisti di rilievo internazionale: Carsten Höller, Eva Jospin, Chiara Camoni, Nico Vascellari e Tobias Rehberger.
Le loro ricerche, differenti per linguaggi e approcci, contribuiranno a costruire un percorso nel quale l’arte contemporanea si confronta con il paesaggio e con il modo in cui le persone abitano e percepiscono gli spazi.
Tra gli interventi annunciati sono previste venti opere dedicate al gioco, un giardino all’italiana da attraversare e installazioni collocate lungo il percorso ciclopedonale Tuscia Route 01. A queste iniziative si affiancherà Baleno, un laboratorio artistico itinerante realizzato su un mezzo elettrico, pensato per portare le attività culturali in diversi luoghi del territorio.
Nel 2027 è previsto inoltre il coinvolgimento di altri giovani artisti, con l’intento di ampliare le opportunità di sperimentazione e favorire il dialogo tra generazioni.
Il programma punta dunque a combinare opere permanenti, interventi temporanei e attività partecipative, facendo della mobilità lenta e della scoperta del paesaggio una parte integrante dell’esperienza artistica.

Un museo diffuso con almeno 35 opere permanenti
Uno degli aspetti più significativi della candidatura riguarda l’eredità che il progetto intende lasciare alla Tuscia anche dopo il 2028.
L’obiettivo dichiarato è realizzare almeno 35 opere permanenti, recuperare quattro spazi e creare un laboratorio mobile, costruendo un patrimonio culturale capace di continuare a vivere oltre l’anno del titolo.
Si tratta di una prospettiva importante per un territorio nel quale la ricchezza del patrimonio storico e naturalistico può diventare il punto di partenza per nuove forme di fruizione culturale. Le opere potranno entrare in relazione con sentieri, percorsi ciclopedonali, borghi e luoghi già frequentati da residenti e visitatori, contribuendo a distribuire le occasioni di scoperta anche al di fuori delle mete turistiche più conosciute.
La rigenerazione degli spazi rappresenta un altro elemento centrale. Recuperare luoghi e restituirli alla collettività attraverso attività culturali significa infatti creare nuove occasioni di incontro, rafforzare il senso di appartenenza e dare una funzione contemporanea a spazi che rischierebbero altrimenti di rimanere marginali.
Diecimila ragazzi coinvolti: l’arte contemporanea entra nelle scuole
La candidatura vincitrice attribuisce un ruolo centrale anche all’educazione e alla partecipazione delle nuove generazioni. Il programma prevede infatti percorsi educativi destinati a coinvolgere 10 mila ragazzi, attraverso laboratori, incontri e iniziative rivolte alle scuole e alle famiglie.
Avvicinare bambini e giovani all’arte contemporanea significa offrire loro strumenti per osservare la realtà da punti di vista diversi, sviluppare capacità creative e confrontarsi con linguaggi che spesso sembrano lontani dalla quotidianità.
L’intenzione è superare l’idea dell’arte come esperienza riservata a un pubblico già preparato, favorendo invece occasioni di partecipazione accessibili e condivise. Il laboratorio itinerante Baleno si inserisce proprio in questa prospettiva, portando l’attività artistica oltre gli spazi tradizionali e avvicinandola alle comunità.
Il progetto guarda inoltre a una questione decisiva per le aree interne: creare opportunità culturali e formative che permettano ai giovani di sviluppare competenze e immaginare il proprio futuro senza essere necessariamente costretti a lasciare il territorio.
Una rete di istituzioni e associazioni per far crescere la Tuscia
A sostenere la candidatura è una rete composta da istituzioni culturali, università, associazioni e organizzazioni del terzo settore, tra cui il FAI e l’Università della Tuscia.
La collaborazione tra realtà diverse costituisce uno dei punti strategici dell’iniziativa. L’obiettivo è mettere in relazione esperienze, festival, itinerari e progetti già presenti nell’area, costruendo un sistema culturale più coordinato e capace di durare nel tempo.
In questa prospettiva, l’arte contemporanea può diventare anche una leva per il turismo lento, invitando i visitatori a scoprire la Tuscia con ritmi differenti, fermandosi nei borghi, attraversando il paesaggio e conoscendo le comunità che lo abitano.
Non si tratta, quindi, soltanto di attirare nuovi visitatori per un anno, ma di consolidare collaborazioni e competenze che possano produrre effetti duraturi sul territorio.
Perché Civita di Bagnoregio e Bolsena hanno vinto la sfida
La candidatura di Civita di Bagnoregio e Bolsena si è confrontata con quelle di Capri, Padova e Pozzuoli, proponendo una visione nella quale l’arte contemporanea non è semplicemente un’attrazione aggiuntiva, ma uno strumento di rigenerazione culturale e sociale.
Per i sindaci Luca Profili e Andrea Di Sorte, il riconoscimento rappresenta una scelta culturale e politica: valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico attraverso linguaggi capaci di interrogare il presente e aprire nuove prospettive per il futuro. Anche la Regione Lazio ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa.
La sfida sarà trasformare le ambizioni della candidatura in risultati concreti, facendo in modo che le opere, gli spazi recuperati e i percorsi educativi diventino parte integrante della vita del territorio.
Il titolo di Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028 offre alle due località un’occasione per rafforzare la propria identità culturale, senza limitarsi alla valorizzazione delle bellezze già conosciute. La presenza di artisti internazionali, il coinvolgimento dei giovani e la costruzione di una rete stabile possono contribuire a rendere la Tuscia un punto di riferimento per nuove forme di produzione e fruizione artistica.
La Tuscia guarda al futuro attraverso l’arte
Civita di Bagnoregio e Bolsena si preparano dunque a vivere il 2028 all’insegna dell’arte contemporanea, con un progetto che ambisce a intrecciare creatività, paesaggio, formazione e partecipazione.
La vera misura del successo non sarà soltanto il numero di visitatori che raggiungeranno questi luoghi, ma la capacità di lasciare qualcosa di concreto alle comunità: opere da incontrare nel tempo, spazi restituiti alla collettività, nuove competenze e occasioni di crescita per le generazioni più giovani.
Perché l’arte può fare molto più che abbellire un luogo o attirare l’attenzione su una destinazione. Può modificarne la percezione, creare relazioni e aprire possibilità che prima non esistevano.
Con Arte che viene, arte che va, la Tuscia scommette proprio su questa capacità: fare della cultura non soltanto una risorsa da ammirare, ma un’esperienza da vivere e condividere, destinata a lasciare il segno anche dopo il 2028.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Civita di Bagnoregio and Bolsena: Italian Capital of Contemporary Art 2028—the project transforming Tuscia into a “distributed museum”
Civita di Bagnoregio and Bolsena have jointly secured the title of Italian Capital of Contemporary Art 2028 with Arte che viene, arte che va (“Art That Comes, Art That Goes”), a project that fosters a dialogue between international artists, the landscape, the local community, and new generations. The goal is to take art beyond traditional exhibition spaces, transforming the Tuscia region into a widespread laboratory for creativity, experimentation, and cultural participation.
It involves not only exhibitions and installations to admire, but also artworks designed to endure, spaces to be revitalized, and new educational opportunities for local residents. This is the vision that was awarded the title on October 12, 2026, by the Ministry of Culture, following a selection process that also included Capri, Padua, and Pozzuoli as contenders.
Arte che viene, arte che va: the winning project for 2028
The Arte che viene, arte che va project was born from the ambition to connect two locations in Tuscia—each with a strong historical and landscape identity—and make them the starting point for a new era of contemporary artistic production.
Civita di Bagnoregio—world-renowned for its spectacular position atop a tuff spur and the delicate balance of its terrain—and Bolsena—overlooking the volcanic lake of the same name—thus become the protagonists of an initiative that seeks to transcend municipal boundaries and build a shared cultural network.
The concept is as simple as it is ambitious: to use contemporary art as a tool to interpret the present, enhance the landscape, and envision new possibilities for the future. The artworks will not be conceived merely as objects to be observed, but as opportunities to traverse the locations, meet people, and discover the territory from fresh perspectives. Tuscia is thus preparing to become an open-air laboratory where diverse artistic languages can engage in a dialogue with the history, nature, and daily lives of local communities.
Five international artists to tell the story of Tuscia
Key figures in the project include five internationally renowned artists: Carsten Höller, Eva Jospin, Chiara Camoni, Nico Vascellari, and Tobias Rehberger.
Their creative inquiries—varied in both language and approach—will help shape a journey in which contemporary art engages with the landscape and with the ways people inhabit and perceive space.
Planned interventions include twenty works dedicated to play, an Italian-style garden designed to be walked through, and installations situated along the “Tuscia Route 01” cycling and walking path. These initiatives will be complemented by Baleno, a mobile art workshop housed in an electric vehicle, designed to bring cultural activities to various locations across the region.
Plans for 2027 also include the involvement of additional young artists, aiming to expand opportunities for experimentation and foster intergenerational dialogue.
The program thus seeks to combine permanent artworks, temporary interventions, and participatory activities, making slow mobility and landscape discovery integral parts of the artistic experience.
A “dispersed museum” featuring at least 35 permanent works
One of the most significant aspects of the bid concerns the legacy the project aims to leave to Tuscia beyond 2028.
The stated goal is to create at least 35 permanent artworks, revitalize four sites, and establish a mobile workshop, thereby building a cultural heritage that endures well past the year of the title.
This represents a vital prospect for a region where the richness of its historical and natural heritage can serve as a springboard for new forms of cultural engagement. The artworks will connect with trails, pedestrian and cycle paths, villages, and locations already frequented by residents and visitors, helping to spread opportunities for discovery beyond the most well-known tourist destinations.
The revitalization of spaces is another key element. Reclaiming sites and returning them to the community through cultural activities creates new opportunities for social interaction, strengthens the sense of belonging, and gives a contemporary purpose to spaces that might otherwise risk becoming marginalized.
Ten thousand young people involved: contemporary art enters schools
The winning bid also places a central emphasis on education and the participation of the younger generation. The program includes educational initiatives designed to engage 10,000 young people through workshops, meetings, and activities aimed at schools and families.
Introducing children and young people to contemporary art means offering them the tools to view reality from different perspectives, develop and creative abilities, and to engage with forms of expression that often seem far removed from everyday life.
The aim is to move beyond the notion of art as an experience reserved for a knowledgeable audience, fostering instead accessible, shared opportunities for participation. The Baleno mobile workshop embodies this very approach, taking artistic activity beyond traditional venues and bringing it closer to local communities.
The project also addresses a crucial issue for inland areas: creating cultural and educational opportunities that allow young people to develop skills and envision their futures without necessarily being forced to leave the region.
A network of institutions and associations to help the Tuscia region grow
The bid is supported by a network comprising cultural institutions, universities, associations, and third-sector organizations, including FAI and the University of Tuscia.
Collaboration among diverse entities is a strategic pillar of the initiative. The goal is to connect existing experiences, festivals, itineraries, and projects in the area, building a more coordinated cultural system capable of long-term sustainability.
In this context, contemporary art can also serve as a driver for slow tourism, inviting visitors to discover Tuscia at a different pace—lingering in the villages, traversing the landscape, and getting to know the communities that inhabit it.
It is not merely a matter of attracting new visitors for a single year, but of consolidating partnerships and expertise that can generate lasting impacts on the region.
Why Civita di Bagnoregio and Bolsena won the challenge
The bid submitted by Civita di Bagnoregio and Bolsena competed against those from Capri, Padua, and Pozzuoli, proposing a vision in which contemporary art is not simply an added attraction, but a tool for cultural and social regeneration. For mayors Luca Profili and Andrea Di Sorte, this recognition represents a cultural and political choice: to showcase their historical and landscape heritage through forms of expression capable of engaging with the present and opening up new perspectives for the future. The Lazio Region has also expressed its support for the initiative.
The challenge will be to turn the bid’s ambitions into concrete results, ensuring that the artworks, restored spaces, and educational programs become an integral part of local life.
The title of Italian Capital of Contemporary Art 2028 offers both towns an opportunity to strengthen their cultural identity, going beyond merely highlighting their already well-known attractions. The presence of international artists, the involvement of young people, and the creation of a stable network can help establish the Tuscia region as a hub for new forms of artistic production and engagement.
Tuscia looks to the future through art
Civita di Bagnoregio and Bolsena are therefore preparing to experience 2028 through the lens of contemporary art, with a project that aims to weave together creativity, landscape, education, and community participation.
The true measure of success will not be merely the number of visitors who come to these places, but the ability to leave something tangible for the communities: artworks to be experienced over time, spaces returned to public use, and new skills and growth opportunities for younger generations.
For art can do far more than simply beautify a place or draw attention to a destination; it can transform perceptions, foster connections, and open up possibilities that did not exist before. With Arte che viene, arte che va (Art Coming and Going), the Tuscia region is banking precisely on this ability: to transform culture into not merely a resource to be admired, but an experience to be lived and shared—one destined to leave a lasting mark well beyond 2028.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids you farewell and looks forward to seeing you in future posts and on social media.

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Un bel progetto e sono felice per entrami i luoghi che hanno una loro grande bellezza.
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