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Egon Schiele, genio e scandalo: al cinema il docufilm evento sulla Vienna ribelle del Novecento

La nuova stagione de La Grande Arte al Cinema torna nelle sale italiane con uno degli artisti più controversi e affascinanti della storia dell’arte. Il 20, 21 e 22 aprile arriva infatti TABÙ. Egon Schiele, il nuovo docufilm prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios, diretto da Michele Mally.

Un viaggio visivo ed emotivo nella vita e nell’arte di Egon Schiele, uno dei protagonisti più radicali dell’arte europea del primo Novecento, capace ancora oggi di mettere in discussione i nostri tabù più profondi.

Egon Schiele, Portrait of Wally Neuzil, 1912 © Leopold Museum, Vienna
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Un film evento dedicato a Egon Schiele

Il docufilm TABÙ. Egon Schiele porta sul grande schermo la storia intensa e tormentata del pittore austriaco nato nel 1890 e morto prematuramente nel 1918, autore di centinaia di dipinti e migliaia di opere su carta.

A guidare gli spettatori in questo viaggio è l’attrice Erika Carletto, che attraverso la narrazione e il canto rievoca le atmosfere culturali e artistiche della Vienna e della Praga di inizio Novecento.

La colonna sonora originale è firmata e interpretata dalla violinista Laura Masotto, con musiche pensate per amplificare il carattere emotivo delle immagini e accompagnare lo spettatore dentro il mondo inquieto dell’artista.

Vienna e Praga: le capitali della modernità

Il film ricostruisce il contesto storico e culturale della Vienna e della Praga tra Otto e Novecento, quando queste città erano tra i centri più vitali dell’Europa dell’Impero austro-ungarico.

Attraverso filmati d’archivio e contributi di storici dell’arte e studiosi, il docufilm racconta un’epoca segnata da profonde trasformazioni: nuove idee artistiche, tensioni politiche e cambiamenti sociali che avrebbero plasmato la modernità.

Egon Schiele, Self-Portrait with Chinese Lantern Plant, 1912 © Leopold Museum, Vienna
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In quel clima culturale si muovono figure straordinarie come Gustav Klimt, maestro e mentore di Schiele, e lo scrittore Franz Kafka, evocato nel film come presenza simbolica di una sensibilità inquieta e visionaria.

Krumau: il luogo segreto dell’ispirazione di Schiele

Uno dei luoghi chiave del docufilm è Český Krumlov, chiamata Krumau ai tempi dell’artista. Qui si trovava l’atelier dove Schiele visse con la compagna e modella Wally Neuzil.

La cittadina boema, attraversata dal fiume Moldava e caratterizzata da strade tortuose e case medievali, diventa nel film una vera e propria metafora visiva della sua arte: curve morbide e angoli taglienti che ricordano i corpi contorti e le composizioni spezzate dei suoi disegni.

Proprio osservando l’architettura di Krumau dall’alto, il giovane Schiele sviluppò una prospettiva visiva inedita che sarebbe diventata una delle cifre stilistiche più riconoscibili del suo lavoro.Amori, solitudine e ossessioni dell’artista

La vita privata di Schiele fu segnata da relazioni intense e conflittuali. Il legame con la madre Marie Schiele fu caratterizzato da distanza emotiva e incomprensioni, mentre il rapporto più profondo rimase quello con la sorella Gertrude Schiele.

Egon Schiele, Crescent of Houses II (Island Town), 1915 © Leopold Museum, Vienna
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Dopo la relazione con Wally Neuzil, l’artista sposò nel 1915 Edith Harms, ma la sua vita rimase attraversata da un costante senso di solitudine e inquietudine.

Queste tensioni interiori si riflettono nei suoi celebri autoritratti e nei corpi deformati e vulnerabili che popolano la sua produzione, opere che ancora oggi suscitano reazioni forti e spesso disturbanti.Il 1910 e la nascita dello stile di Schiele

Un momento cruciale raccontato nel film è il 1910, anno in cui lo stile dell’artista si afferma in modo definitivo.

Nello stesso anno il cielo europeo fu attraversato dalla Cometa di Halley, evento che nel docufilm diventa simbolo di una nuova epoca. Sotto quella scia luminosa, il film immagina Schiele camminare per le strade di Praga accanto a Franz Kafka, in un incontro mai avvenuto ma artisticamente plausibile.

Un’immagine suggestiva che mette in dialogo due visioni del mondo segnate dalla stessa inquietudine esistenziale.

Il 1918: la fine di un’epoca

La storia di Schiele si conclude nel 1918, anno drammatico in cui muoiono anche Gustav Klimt e molti protagonisti della cosiddetta Vienna d’oro.

È l’anno in cui crolla l’Impero austro-ungarico, mentre nasce la Cecoslovacchia. Con la fine di quell’epoca, cambia anche la percezione del tempo e della storia, come raccontato dallo scrittore Stefan Zweig nelle sue celebri “ore stellari”.

Perché Schiele continua a provocare anche oggi

A più di un secolo dalla sua morte, Egon Schiele rimane uno degli artisti più contemporanei. La sua arte affronta senza filtri temi come il corpo, il desiderio, la morte, l’identità e il senso di inadeguatezza.

Guardare oggi le sue opere significa confrontarsi con le stesse domande che attraversano il nostro tempo: cosa significa guardare un corpo? Qual è il confine tra arte e tabù? E quanto siamo davvero pronti ad accettare la fragilità dell’essere umano?

È proprio questo il cuore del docufilm TABÙ. Egon Schiele, che invita lo spettatore a interrogarsi non solo sull’arte del passato, ma anche sui tabù del presente.

Quando esce TABÙ. Egon Schiele al cinema

Il film sarà nelle sale italiane solo per tre giorni — 20, 21 e 22 aprile — come nuovo appuntamento della stagione La Grande Arte al Cinema.

L’elenco delle sale sarà pubblicato sul sito di Nexo Studios, mentre le prevendite apriranno dal 20 marzo.

Un evento pensato per chi ama l’arte, il cinema e le grandi storie che hanno cambiato il modo di guardare il mondo.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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