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I Macchiaioli a Milano: la grande rivoluzione della pittura italiana in mostra a Palazzo Reale

Nel 2026 Milano non sarà solo capitale dello sport. Nell’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina, la città inaugura una vera e propria Olimpiade della cultura, ospitando a Palazzo Reale una delle più ampie e significative retrospettive mai dedicate ai Macchiaioli, protagonisti assoluti della pittura italiana dell’Ottocento.

Con oltre 100 opere, prestiti eccezionali dai maggiori musei italiani e un progetto scientifico di altissimo profilo, la mostra “I Macchiaioli” si presenta come un evento cardine del calendario culturale europeo del 2026, oltre che come un omaggio alla memoria di Giuliano Matteucci e Piero Dini, studiosi fondamentali per la riscoperta del movimento.

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Una mostra simbolo dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026

Promossa dal Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e Civita Mostre e Musei, l’esposizione nasce con un obiettivo chiaro: offrire ai visitatori provenienti da tutto il mondo l’occasione di scoprire uno dei movimenti più rivoluzionari dell’arte europea dell’Ottocento, profondamente legato agli ideali del Risorgimento italiano.

Lega_Pergolato_Brera
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Come ha sottolineato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, fu proprio in Italia, con i Macchiaioli, che si consumò la prima rottura radicale con l’accademia, ben prima dell’Impressionismo francese. Pittura all’aria aperta, luce naturale, vita quotidiana: una rivoluzione estetica, ma anche morale e civile, che ha aperto la strada alla modernità.

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I Macchiaioli prima degli Impressionisti: una rivoluzione italiana

Spesso raccontati come “precursori” degli Impressionisti, i Macchiaioli furono in realtà protagonisti autonomi di una svolta storica. Giovani, colti, politicamente impegnati, scelsero la “macchia” come strumento per restituire il vero: contrasti di luce e ombra, forme sintetiche, rifiuto della retorica accademica.

Diversamente dai colleghi francesi, non si chiusero in circuiti alternativi, ma ebbero il coraggio di esporre nelle mostre ufficiali, affrontando l’incomprensione del pubblico e della critica. Il loro laboratorio fu la Firenze degli anni Sessanta dell’Ottocento, tra il Caffè Michelangiolo, il dibattito internazionale e il sogno di un’Italia finalmente unita anche culturalmente.

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Un progetto scientifico di riferimento internazionale

Curata da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, la mostra è il frutto degli studi più recenti sul movimento e propone una lettura nuova e approfondita dell’esperienza macchiaiola, collocandola nel più ampio contesto storico, politico e culturale europeo.

Fondamentale il contributo dell’Istituto Matteucci di Viareggio, così come il coinvolgimento dei principali musei prestatori: dalle Gallerie degli Uffizi a Palazzo Pitti, dalla Pinacoteca di Brera alla GAM di Milano, fino al Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno e a importanti collezioni private.

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Da Fattori a Lega: i protagonisti di una generazione ribelle

Il percorso espositivo restituisce la forza individuale e collettiva di artisti come Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi.

Pur uniti da ideali comuni, i Macchiaioli conservarono sempre una forte identità personale. Le sale di Palazzo Reale mettono in dialogo le opere, evidenziando differenze stilistiche e poetiche all’interno di un progetto condiviso: raccontare la realtà e il popolo italiano in un momento cruciale della storia nazionale.

Fattori_Signora Martelli_Comune Livorno
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Le nove sezioni della mostra: arte, politica e vita quotidiana

Il percorso, articolato in nove sezioni, ricostruisce l’intera parabola del movimento dal 1848 al 1872, intrecciando pittura, Risorgimento e disillusione post-unitaria.

Dai grandi ideali patriottici alla partecipazione diretta alle guerre d’indipendenza, dalle sperimentazioni sulla “macchia” al rinnovamento dei generi – paesaggio, ritratto, scene di vita quotidiana – fino alla denuncia della mancata realizzazione degli ideali risorgimentali dopo la morte di Giuseppe Mazzini.

Particolarmente intensa la sezione dedicata all’elegia del quotidiano, dove la dignità del popolo e del lavoro diventa simbolo di una nuova visione storica dell’Italia.

I Macchiaioli a Palazzo Reale di Milano Foto allestimento ©julehering
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Milano e la riscoperta dei Macchiaioli tra collezionismo e cinema

La sezione finale è dedicata a Milano, città chiave per la rivalutazione critica dei Macchiaioli nel Novecento. Qui spicca un capolavoro assoluto come La toilette del mattino di Telemaco Signorini, appartenuto ad Arturo Toscanini, e il dialogo con il cinema di Luchino Visconti, che trovò nei dipinti di Fattori l’ispirazione visiva per Senso (1954).

Un video realizzato da 3D Produzioni approfondisce questo straordinario intreccio tra pittura, collezionismo e cinema, rendendo la mostra un’esperienza immersiva e multidisciplinare.

Informazioni pratiche

Sede: Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano
Date: 3 febbraio – 14 giugno 2026

Orari:
– Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: 10:00 – 19:30
– Giovedì: 10:00 – 22:30
– Lunedì chiuso
(Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)

Biglietti:
Open €17 | Intero €15 | Ridotto €13–10 | Ridotto speciale €6
Audioguida inclusa

Info e prenotazioni: +39 02 81114994
Siti ufficiali: palazzorealemilano.it | mostraimacchiaioli.it

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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The Macchiaioli in Milan: the great revolution of Italian painting on display at Palazzo Reale

In 2026, Milan will be more than just a sports capital. In the year of the Milan-Cortina Winter Olympics and Paralympics, the city inaugurates a true cultural Olympics, hosting at Palazzo Reale one of the largest and most significant retrospectives ever dedicated to the Macchiaioli, the undisputed protagonists of 19th-century Italian painting.

With over 100 works, exceptional loans from major Italian museums, and a high-profile scientific project, the “The Macchiaioli” exhibition promises to be a key event in the 2026 European cultural calendar, as well as a tribute to the memory of Giuliano Matteucci and Piero Dini, scholars who played a key role in the movement’s rediscovery.

A symbolic exhibition of the Milan-Cortina 2026 Cultural Olympics

Promoted by the City of Milan and produced by Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, and Civita Mostre e Musei, the exhibition was created with a clear objective: to offer visitors from around the world the opportunity to discover one of the most revolutionary movements in 19th-century European art, deeply rooted in the ideals of the Italian Risorgimento.

As Culture Councilor Tommaso Sacchi emphasized, it was in Italy, with the Macchiaioli, that the first radical break with academia took place, well before French Impressionism. Painting outdoors, natural light, everyday life: an aesthetic, but also moral and civil, revolution that paved the way for modernity.

The Macchiaioli before the Impressionists: an Italian revolution

Often described as “precursors” of the Impressionists, the Macchiaioli were actually independent protagonists of a historic turning point. Young, cultured, and politically engaged, they chose the “macchia” as a tool to convey the truth: contrasts of light and shadow, synthetic forms, and a rejection of academic rhetoric.

Unlike their French colleagues, they did not confine themselves to alternative circuits, but had the courage to exhibit in official exhibitions, facing public and critical incomprehension. Their laboratory was Florence in the 1860s, amidst the Caffè Michelangiolo, the international debate, and the dream of a finally culturally united Italy.

An internationally renowned scientific project

Curated by Francesca Dini, Elisabetta Matteucci, and Fernando Mazzocca, the exhibition is the result of the most recent studies on the movement and offers a new and in-depth reading of the Macchiaioli experience, placing it within the broader European historical, political, and cultural context.

The contribution of the Matteucci Institute of Viareggio was fundamental, as was the involvement of the main lending museums: from the Uffizi Galleries to Palazzo Pitti, from the Pinacoteca di Brera to the GAM in Milan, up to the Museo Civico Giovanni Fattori in Livorno and important private collections.

From Fattori to Lega: The Protagonists of a Rebellious Generation

The exhibition showcases the individual and collective strength of artists such as Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati, and Raffaello Sernesi.

Although united by common ideals, the Macchiaioli always maintained a strong personal identity. The rooms of the Palazzo Reale create a dialogue between the works, highlighting stylistic and poetic differences within a shared project: to narrate the reality and the Italian people at a crucial moment in national history.

The exhibition’s nine sections: art, politics, and everyday life

The exhibition, divided into nine sections, reconstructs the movement’s entire trajectory from 1848 to 1872, intertwining painting, the Risorgimento, and post-unification disillusionment.

From great patriotic ideals to direct participation in the wars of independence, from experiments with the “macchia” (paintbrush) to the renewal of genres—landscape, portrait, scenes of everyday life—to the denunciation of the failure to realize the ideals of the Risorgimento after the death of Giuseppe Mazzini.

The section dedicated to the elegy of the everyday is particularly intense, where the dignity of the people and of work becomes the symbol of a new historical vision of Italy.

Milan and the Rediscovery of the Macchiaioli Between Collecting and Cinema

The final section is dedicated to Milan, a key city for the critical reassessment of the Macchiaioli in the twentieth century. Highlights include an absolute masterpiece, Telemaco Signorini’s “La toilette del mattino,” once owned by Arturo Toscanini, and the dialogue with the cinema of Luchino Visconti, who found visual inspiration in Fattori’s paintings for Senso (1954).

A video produced by 3D Produzioni explores this extraordinary intertwining of painting, collecting, and cinema, making the exhibition an immersive and multidisciplinary experience.

Practical Information

Location: Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milan
Dates: February 3 – June 14, 2026

Hours:
– Tuesday, Wednesday, Friday, Saturday, and Sunday: 10:00 AM – 7:30 PM
– Thursday: 10:00 AM – 10:30 PM
– Closed Monday
(Last admission one hour before closing)

Tickets:
Open €17 | Full €15 | Reduced €13–10 | Special reduced €6
Audio guide included

Info and reservations: +39 02 81114994
Official websites: palazzorealemilano.it | mostraimacchiaioli.it

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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