Gli obelischi di Roma: pietre eterne che parlano d’Egitto
A Roma il tempo non scorre: si stratifica. Gli obelischi ne sono la prova più evidente. Nati per dialogare con il sole sulle rive del Nilo, attraversarono il Mediterraneo come bottino di guerra, furono spezzati, sepolti, rialzati. Oggi dominano le piazze di Roma raccontando la storia del potere temporale che ha cercato l’eternità.
Obelisco di Piazza San Pietro: il testimone del martirio
Dove si trova: Piazza San Pietro, Vaticano
Provenienza originaria: Eliopoli, Egitto
Questo obelisco non ha geroglifici: parla con il silenzio. Nato nella sacra Eliopoli, la “città del Sole”, fu trasportato a Roma da Caligola come simbolo della vittoria sull’Egitto. Rimase eretto nel Circo di Nerone mentre attorno si consumavano persecuzioni, croci e sangue. È l’unico obelisco romano a non essere mai caduto.
Oggi, al centro della piazza progettata dal Bernini, è divenuto testimone di una fede che ha trasformato la sofferenza in speranza.
Obelisco Lateranense: la voce più alta dell’antichità
Dove si trova: Piazza San Giovanni in Laterano
Provenienza originaria: Karnak, Egitto
Colossale, solenne, quasi sovrumano. Questo obelisco nacque nel cuore monumentale dell’Egitto faraonico, tra i templi di Amon a Karnak. Quando arrivò a Roma per decorare il Circo Massimo, era già antico di oltre mille anni.
Cadde, si spezzò, venne dimenticato sotto la terra. Rialzato in epoca papale, oggi domina la basilica più antica del cristianesimo: una colonna di pietra che ha attraversato civiltà senza mai perdere la propria autorità.
Obelisco di Piazza del Popolo: la soglia di Roma
Dove si trova: Piazza del Popolo
Provenienza originaria: Eliopoli, Egitto
Per secoli, chi arrivava a Roma da nord lo vedeva per primo. Augusto lo fece arrivare dall’Egitto come dichiarazione politica: Roma aveva vinto e governava il mondo. I suoi geroglifici parlano di Ramses II, ma la sua presenza racconta anche il passaggio da impero pagano a città cristiana.
Oggi, al centro di una delle piazze più scenografiche di Roma, continua a segnare l’ingresso simbolico nella Città Eterna.

Obelisco di Montecitorio: quando il tempo parlava al sole
Dove si trova: Piazza di Montecitorio
Provenienza originaria: Eliopoli, Egitto
Questo obelisco non serviva solo a stupire, ma a misurare il tempo. Augusto lo trasformò nel fulcro di un immenso orologio solare: l’ombra della pietra segnava le stagioni e i giorni, legando il destino dell’impero al movimento del cielo.
Oggi, tra palazzi istituzionali e vita politica, resta il simbolo di un’epoca in cui il potere voleva governare persino il tempo.
Obelisco di Piazza Navona: l’anima segreta di Iside
Dove si trova: Piazza Navona
Provenienza originaria: Egitto (epoca romana)
Non venne scolpito dai faraoni, ma dai Romani, affascinati dall’Oriente. Era parte di un tempio dedicato a Iside, la dea misteriosa venuta dal Nilo.
Sepolto per secoli, riemerse per diventare il cuore della Fontana dei Quattro Fiumi. Oggi si alza tra acqua e pietra, unendo culto antico e genio barocco in uno dei luoghi più vivi di Roma.

Obelisco di Piazza di Spagna: la salita verso il cielo
Dove si trova: Trinità dei Monti
Provenienza originaria: Roma (epoca imperiale)
Non ha mai visto l’Egitto, ma ne imita l’anima. Creato in epoca romana, fu collocato sulla sommità della scalinata come punto di equilibrio tra terra e cielo. Al tramonto, quando Roma si tinge d’oro, sembra indicare una direzione invisibile: non un luogo, ma un’aspirazione.

Obelisco di Villa Celimontana: il silenzio del giardino
Dove si trova: Parco del Celio
Provenienza originaria: Egitto (probabile Eliopoli)
Spezzato, ricomposto, rialzato. Questo obelisco ha vissuto l’oblio. Oggi, immerso nel verde, parla a chi sa rallentare. I suoi geroglifici evocano il sole e la regalità, ma il contesto lo rende intimo, quasi malinconico. È uno degli obelischi più poetici di Roma.
Obelisco della Minerva: l’elefante che sogna l’Egitto
Dove si trova: Piazza della Minerva
Provenienza originaria: Sais, Egitto
Piccolo ma prezioso, questo obelisco è un concentrato di simboli. Nato sotto Psammetico II, fu scelto da Bernini per essere sostenuto da un elefantino. Sapienza, forza, ironia: Roma riesce qui a rendere giocosa persino l’eternità.
Obelisco di Piazza della Rotonda: davanti al tempio degli dei
Dove si trova: Piazza della Rotonda
Provenienza originaria: Eliopoli, Egitto
Gemello di quello della Minerva, un tempo decorava il santuario di Iside. Oggi, davanti al Pantheon, sembra dialogare con la cupola che racchiude il cielo. Tra fontane, folla e storia, resta una presenza calma, millenaria.

Obelisco Pinciano: la sentinella panoramica
Dove si trova: Trinità dei Monti (Pincio)
Provenienza originaria: Roma (ispirazione egizia)
Creato in epoca imperiale, domina Roma dall’alto. Non celebra un faraone, ma l’idea romana di eternità. Da qui, la città sembra immobile, come se l’obelisco stesse ancora svolgendo il suo antico compito: osservare il mondo.
Obelisco di Villa Medici: l’eco del Mausoleo di Augusto
Dove si trova: Villa Medici
Provenienza originaria: Egitto (probabile)
Un tempo faceva parte del complesso monumentale del Mausoleo di Augusto. Oggi, tra giardini e arte rinascimentale, conserva l’ambizione di un imperatore che voleva sfidare il tempo con la pietra.
Obelisco dell’Esquilino: il gemello dimenticato
Dove si trova: Piazza dell’Esquilino
Provenienza originaria: Roma (epoca imperiale)
Gemello del Pinciano, fu rialzato per affiancare Santa Maria Maggiore. Qui l’obelisco diventa ponte visivo e simbolico tra Roma imperiale e Roma cristiana.
Obelisco dell’EUR: l’eco del Novecento
Dove si trova: Quartiere EUR
Provenienza originaria: Roma, XX secolo
Non è antico, ma guarda all’antico. Voluto dal regime fascista, riprende la forma dell’obelisco per costruire un mito moderno. Anche lui racconta come Roma non abbia mai smesso di usare la verticalità per parlare di potere.
A Roma, la storia non è orizzontale
Gli obelischi sono memoria verticale. Collegano il cielo alla terra, il passato al presente. A Roma non sono reliquie ma voci ancora attive e basta mettersi in ascolto per sentirle raccontare la loro storia.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
The Obelisks of Rome: Eternal Stones That Speak of Egypt
In Rome, time does not flow: it is stratified. The obelisks are the clearest proof of this. Born to dialogue with the sun on the banks of the Nile, they crossed the Mediterranean as spoils of war, were broken, buried, and re-erected. Today, they dominate the squares of Rome, telling the story of temporal power that sought eternity.
Obelisk of St. Peter’s Square: Witness to Martyrdom
Located: St. Peter’s Square, Vatican
Origin: Heliopolis, Egypt
This obelisk has no hieroglyphics: it speaks with silence. Born in sacred Heliopolis, the “City of the Sun,” it was transported to Rome by Caligula as a symbol of victory over Egypt. It remained erected in Nero’s Circus while persecutions, crosses, and blood were unleashed around it. It is the only Roman obelisk to have never fallen.
Today, at the center of the square designed by Bernini, it has become a witness to a faith that has transformed suffering into hope.
Lateran Obelisk: the loudest voice of antiquity
Location: Piazza San Giovanni in Laterano
Origin: Karnak, Egypt
Colossal, solemn, almost superhuman. This obelisk was born in the monumental heart of Pharaonic Egypt, among the temples of Amun at Karnak. When it arrived in Rome to decorate the Circus Maximus, it was already over a thousand years old.
It fell, broke, and was forgotten beneath the earth. Re-erected in the papal era, it now dominates the oldest basilica in Christianity: a stone column that has survived civilizations without ever losing its authority.
Obelisk of Piazza del Popolo: the threshold of Rome
Location: Piazza del Popolo
Origin: Heliopolis, Egypt
For centuries, those arriving in Rome from the north saw it first. Augustus had it brought from Egypt as a political statement: Rome had conquered and ruled the world. Its hieroglyphics speak of Ramses II, but its presence also speaks of the transition from a pagan empire to a Christian city.
Today, at the center of one of Rome’s most scenic squares, it continues to mark the symbolic entrance to the Eternal City.
Obelisk of Montecitorio: when time spoke to the sun
Located: Piazza di Montecitorio
Origin: Heliopolis, Egypt
This obelisk served not only to amaze, but also to measure time. Augustus transformed it into the fulcrum of an immense sundial: the stone’s shadow marked the seasons and the days, linking the empire’s destiny to the movement of the heavens.
Today, amidst institutional buildings and political life, it remains the symbol of an era when power sought to govern even time.
Piazza Navona Obelisk: The Secret Soul of Isis
Located in: Piazza Navona
Original Origin: Egypt (Roman era)
It was not sculpted by the pharaohs, but by the Romans, fascinated by the Orient. It was part of a temple dedicated to Isis, the mysterious goddess from the Nile.
Buried for centuries, it resurfaced to become the heart of the Fountain of the Four Rivers. Today, it rises from water and stone, combining ancient worship and Baroque genius in one of Rome’s most vibrant locations.
Piazza di Spagna Obelisk: The Ascent to Heaven
Located in: Trinità dei Monti
Original Origin: Rome (Imperial era)
It has never seen Egypt, but it emulates its soul. Created in Roman times, it was placed at the top of the Spanish Steps as a point of balance between earth and heaven. At sunset, when Rome turns golden, it seems to point to an invisible direction: not a place, but an aspiration.
Obelisk of Villa Celimontana: the silence of the garden
Location: Celio Park
Original origin: Egypt (probably Heliopolis)
Broken, reassembled, raised again. This obelisk has experienced oblivion. Today, immersed in greenery, it speaks to those who know how to slow down. Its hieroglyphics evoke the sun and royalty, but the context makes it intimate, almost melancholic. It is one of the most poetic obelisks in Rome.
Obelisk of Minerva: the elephant that dreams of Egypt
Location: Piazza della Minerva
Original origin: Sais, Egypt
Small but precious, this obelisk is a concentration of symbols. Created under Psamtik II, it was chosen by Bernini to be supported by a small elephant. Wisdom, strength, irony: here Rome manages to make even eternity playful.
Piazza della Rotonda Obelisk: in front of the Temple of the Gods
Location: Piazza della Rotonda
Original origin: Heliopolis, Egypt
Twin of the Obelisk of Minerva, it once decorated the sanctuary of Isis. Today, in front of the Pantheon, it seems to dialogue with the dome that encloses the sky. Among fountains, crowds, and history, it remains a calm, millennia-old presence.
Pincian Obelisk: the panoramic sentinel
Location: Trinità dei Monti (Pincio)
Original origin: Rome (Egyptian inspiration)
Created in the Imperial era, it dominates Rome from above. It does not celebrate a pharaoh, but the Roman idea of eternity. From here, the city seems motionless, as if the obelisk were still fulfilling its ancient purpose: observing the world.
Villa Medici Obelisk: Echoes of the Mausoleum of Augustus
Location: Villa Medici
Original origin: Egypt (probable)
It was once part of the monumental complex of the Mausoleum of Augustus. Today, amid gardens and Renaissance art, it preserves the ambition of an emperor who wanted to defy time with stone.
Esquiline Obelisk: The Forgotten Twin
Location: Piazza dell’Esquilino
Original origin: Rome (Imperial Era)
Twin of the Pinciano, it was raised to flank Santa Maria Maggiore. Here, the obelisk becomes a visual and symbolic bridge between Imperial Rome and Christian Rome.
EUR Obelisk: Echoes of the Twentieth Century
Location: EUR District
Original origin: Rome, 20th century
It is not ancient, but it looks to the ancient. Commissioned by the Fascist regime, it takes the form of the obelisk to construct a modern myth. He also explains how Rome has never stopped using verticality to express power.
In Rome, history is not horizontal
The obelisks are vertical memory. They connect heaven to earth, past to present. In Rome, they are not relics but still active voices, and you just have to listen to hear them tell their story.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell, saying he’ll see you in future posts and on social media.

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