La Tosca al Gran Teatro Puccini di Torre del Lago
È la serata di Tosca, l’eroina tragica di Puccini che per amore del pittore Mario Cavaradossi diviene suo malgrado protagonista di una storia fatta di potere, inganni e riscatto.
Si spengono le luci nel teatro che lambisce le acque del lago, cala il silenzio e ci si ritrova nel giugno del 1800, dentro la chiesa Sant’Andrea della Valle, a Roma.
La sorprendente scenografia riporta con il pensiero direttamente alle grandi basiliche papali romane e per un attimo distraggono dall’arrivo di Angelotti.
Irrompe sulla scena l’ex console della Repubblica, interpretato dal basso Luciano Leoni. “Ah!… Finalmente!… Nel terror mio stolto vedea ceffi di sbirro in ogni volto!”.
Comincia così la rappresentazione dell’opera lirica Tosca di Puccini nel Gran Teatro di Torre del Lago, dedicato proprio al maestro che in queste terre a lungo visse e compose.
Sulla destra il grande dipinto con il volto della Maddalena con gli occhi celesti al quale sta lavorando il pittore Cavaradossi. Per dar sostanza a quell’eterea presenza, ha scelto di ispirarsi alla marchesa Attavanti, sorella dello stesso Angelotti che ha avuto modo di vedere pregare lì.
Tosca se ne rende conto e fa un’accorata scenata di gelosia.
Dopo la fuga di Cavaradossi e Angelotti, arriva nella chiesa il Barone Scarpia, il capo della polizia. Uomo crudele e senza scrupoli, Scarpia vuole Tosca a tutti i costi. Notando il ventaglio della marchesa Attavanti e il ritratto di Mario, capisce subito che Angelotti si è nascosto lì e che Cavaradossi lo sta aiutando.
Allora usa l’astuzia per scatenare la gelosia di Tosca. Le mostra il ventaglio della marchesa Attavanti, insinuando che Mario la stia tradendo. La sua strategia funziona: Tosca, furiosa e gelosa, si precipita alla villa di Mario, seguita di nascosto dagli uomini di Scarpia.
Mentre Cavaradossi, alias il tenore Michael Fabiano, viene fatto torturare da Scarpia per fargli confessare dove abbia nascosto Angelotti, Tosca interpretata dal soprano Eleonora Buratto strepitosa, riesce a toccare le corte più profonde dell’animo con la sua disperazione.
Sentendo le urla dell’amato, Tosca cede e rivela che si è nascosto in un pozzo del giardino della villa di Cavaradossi. Scarpia, interpretato da un intenso e crudele Mikolaj Zalasinki, condanna a morte il pittore ma offre a Tosca la possibilità di salvarlo: la vita di Mario per le sue grazie.
In ginocchio, nel cuore di Palazzo Farnese, canta una delle arie più belle non solo di quest’opera ma di tutto il repertorio di Puccini: ‘Vissi d’arte’, l’unica aria solista di Floria Tosca.
Vissi d’arte, vissi d’amore
Non feci mai male ad anima viva
Con man furtiva
Quante miserie conobbi, aiutai..
Collocata nel secondo atto, è un momento di pura bellezza che spezza la violenza e il clima di tensione. Appassionata e struggente, rivolge il suo dolore al Creatore chiedendogli perché nell’ora del dolore sia remunerata così. La Buratto fra annebbiare la vista a chi la ascolta e guarda, con quel suo addolorato struggersi e accorato appello. Strepitosa e gli applausi sono tutti per lei non appena termina di cantare l’aria.
Tosca è addolorata ma non è incline alla resa. Scarpia firma il salvacondotto per lei e il suo amato Cavaradossi e le si avvicina per riscuotere il prezzo pattuito. Tosca fa pagare invece a lui quanto commesso fino al momento e lo pugnala a morte con un coltello trovato sulla tavola.
All’alba, sulla terrazza di Castel Sant’Angelo, Cavaradossi aspetta l’esecuzione.
Poco prima di essere giustiziato, il tenore Michael Fabiano regala un momento di straordinaria intensità cantando l’aria più celebre di tutta l’opera: “E lucevan le stelle”. Ricorda i momenti felici trascorsi con Tosca mentre il tempo gli sfugge di mano.
L’ora è fuggita
E muoio disperato
E muoio disperato
E non ho amato mai tanto la vita
E tanto la vita
Tosca arriva e gli mostra il salvacondotto, dicendogli che la sua fucilazione sarà solo una farsa e che i soldati spareranno a salve. Lo invita a fingere di morire per poi fuggire insieme.
Ma Scarpia l’ha ingannata: la fucilazione è vera. Così Cavaradossi muore. Quando gli sgherri di Scarpia scoprono il cadavere del loro capo e si avvicinano per arrestarla, Tosca si lancia dagli spalti del castello, mentre maledice Scarpia.
Alle straordinarie scenografie ha lavorato il maestro carrista viareggino Fabrizio Galli assieme alla figlia Valentina, realizzando tra le altre cose la Madonna col Bambino alla quale rivolge le sue preghiere Floria Tosca.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Tosca at the Gran Teatro Puccini in Torre del Lago
It’s the evening of Tosca, Puccini’s tragic heroine who, through love for the painter Mario Cavaradossi, becomes the unwilling protagonist of a story of power, deception, and redemption.
The lights go out in the theater overlooking the lake, silence falls, and we find ourselves in June 1800, inside the church of Sant’Andrea della Valle in Rome. The stunning setting transports us directly to the great papal basilicas of Rome and briefly distracts us from Angelotti’s arrival.
The former consul of the Republic, played by the bass Luciano Leoni, bursts onto the stage. “Ah!… Finally!… In my foolish terror, I saw the faces of policemen on every face!”
Thus begins the performance of Puccini’s opera Tosca at the Gran Teatro in Torre del Lago, dedicated to the maestro who lived and composed in these lands for many years.
On the right is the large painting of the face of the blue-eyed Magdalene, which Cavaradossi is working on. To give substance to that ethereal presence, he has chosen to draw inspiration from the Marchesa Attavanti, Angelotti’s sister, whom he had the opportunity to see praying there.
Tosca realizes this and throws a heartfelt jealous rage.
After Cavaradossi and Angelotti escape, Baron Scarpia, the police chief, arrives at the church. A cruel and unscrupulous man, Scarpia wants Tosca at all costs. Noticing the Marchesa Attavanti’s fan and Mario’s portrait, he immediately realizes that Angelotti is hiding there and that Cavaradossi is helping him.
He then uses cunning to trigger Tosca’s jealousy. He shows her the Marchesa Attavanti’s fan, insinuating that Mario is cheating on her. His strategy works: Tosca, furious and jealous, rushes to Mario’s villa, secretly followed by Scarpia’s men.
While Cavaradossi, aka tenor Michael Fabiano, is tortured by Scarpia to make him confess where he hid Angelotti, Tosca, played by the stunning soprano Eleonora Buratto, manages to touch the deepest recesses of the soul with her desperation.
Hearing her lover’s screams, Tosca relents and reveals that he has hidden in a well in the garden of Cavaradossi’s villa. Scarpia, played by an intense and cruel Mikolaj Zalasinki, sentences the painter to death but offers Tosca the chance to save him: Mario’s life for her graces.
On her knees, in the heart of Palazzo Farnese, she sings one of the most beautiful arias not only in this opera but in all of Puccini’s repertoire: “Vissi d’arte,” Floria Tosca’s only solo aria.
Vissi d’arte, vissi d’amore
Non feci mai male ad anima viva
Con man furtiva
Quante miserie conobbi, aiutai
Set in the second act, it is a moment of pure beauty that breaks the violence and tension. Passionate and poignant, she addresses her grief to the Creator, asking Him why in her hour of suffering she is rewarded in this way. Buratto blurs the vision of those who listen and watch her with her sorrowful yearning and heartfelt plea. She is stunning, and the applause is all for her as soon as she finishes singing the aria.
Tosca is grieving but is not inclined to give up. Scarpia signs the safe-conduct for her and her beloved Cavaradossi and approaches her to collect the agreed-upon price. Tosca instead makes him pay for all he has done up to that point and stabs him to death with a knife found on the table.
At dawn, on the terrace of Castel Sant’Angelo, Cavaradossi awaits execution.
Just before his execution, tenor Michael Fabiano delivers a moment of extraordinary intensity, singing the most famous aria in the entire opera: “E lucevan le stelle.” He recalls the happy moments spent with Tosca as time slips away.
The hour has passed
And I die in despair
And I die in despair
And I have never loved life so much
And life so much
Tosca arrives and shows him the safe-conduct, telling him that his execution will be a farce and that the soldiers will fire blanks. She invites him to pretend to die and then escape together.
But Scarpia has deceived her: the execution is real. Thus Cavaradossi dies. When Scarpia’s henchmen discover their leader’s body and close in to arrest her, Tosca throws herself from the castle ramparts, cursing Scarpia.
The extraordinary sets were created by the Viareggio-born master float designer Fabrizio Galli, together with his daughter Valentina, creating, among other things, the Madonna and Child to whom Floria Tosca addresses her prayers.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids farewell and says he’ll see you in future posts and on social media.

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