Divina Commedia: la passione di Papa Giulio II
Papa Giulio II, considerato guerriero di spada più che armato di fede, nutriva un gran amore per la Divina Commedia di Dante.
Può sembrarvi una faccenda strana ma, in un dispaccio inviato da Bologna nel 1510, si legge che dopo una malattia che quasi gl’era costata la vita, si faceva leggere tutte le sere la divina Commedia dal Bramante.
Per carità, non che il Bramante fosse un gran conoscitore di Dante ma sicuramente ne sapeva più lui del Pontefice di ciò che aveva scritto il Sommo Poeta.
“Mentre la salute del Nostro Santo Padre sta costantemente migliorando, egli intende diventare un esperto di Dante: tutte le sere Bramante, il più dotto architetto, gli legge Dante e glielo spiega”.
Ve lo immaginate uno dei papi più turbolenti della storia a farsi leggere e spiegare la Divina Commedia mentre riposa steso nel letto? Eppure fu proprio così.
Di sicuro non pensai a quell’aspetto più meditativo del pontefice quando m’apprestai a realizzare la grandiosa opera in bronzo con la sua effige.

Papa terribile l’avevo conosciuto e papa terribile l’avevo mostrato al mondo, attraverso l’arte mia. Ci teneva a far la parte del duro, a mostrarsi più adirato che contento.
La fatica che mi costà quell’opera non è cosa narrabile. Dopo due fusioni, la prima venuta proprio male e la seconda riuscita solo per metà, il grande Giulio II in bronzo ebbe bisogno di un lungo lavoro di rinettatura.
Il 18 marzo del 1508 fu fatto cadere a terra il panno che lo copriva e i bolognesi poterono ammirare quel Giulio II che poco tolleravano.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
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Divine Comedy: The Passion of Pope Julius II
Pope Julius II, considered a warrior of the sword rather than armed with faith, had a great love for Dante’s Divine Comedy.
It may seem strange to you, but in a dispatch sent from Bologna in 1510 we read that after an illness that almost cost him his life, he had Bramante read the Divine Comedy to him every evening. Of course, Bramante was not a great expert on Dante, but he certainly knew more than the Pontiff about what the Supreme Poet had written.
“While the health of Our Holy Father is constantly improving, he intends to become an expert on Dante: every evening Bramante, the most learned architect, reads Dante to him and explains it to him”.
Can you imagine one of the most turbulent popes in history having the Divine Comedy read and explained to him while he was resting in bed? And yet that was exactly what happened.
I certainly didn’t think about that more meditative aspect of the pontiff when I was about to create the grandiose bronze work with his effigy.
I had known him as a terrible pope and I had shown him as a terrible pope to the world, through my art. He wanted to play the tough guy, to appear more angry than happy.
The effort that work cost me is indescribable. After two castings, the first one coming out really badly and the second only half successful, the great Julius II in bronze needed a long refinishing job.
On March 18, 1508, the cloth that covered him was dropped to the ground and the people of Bologna were able to admire that Julius II they barely tolerated.
For the moment, yours truly Michelangelo Buonarroti bids you farewell, making an appointment to see you in the next posts and on social media.
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