L’arte di tradurre l’arte. John Baptist Jackson incisore nella Venezia del Settecento
La Biblioteca Marciana di Venezia custodisce una raccolta delle sorprendenti stampe realizzate dall’incisore britannico John Baptiste Jackson.
Nel Settecento a Venezia, sebbene la città avesse perduto il primato assoluto della produzione libraria a vantaggio di altre zone del Nord Europa, si continuavano a stampare alcuni dei libri più belli che si potessero trovare sul mercato.
Proprio per questa ragione Jackson rimase in città per circa quindici anni stringendo stretti rapporti con tipografi, artisti e celebri incisori come per esempio Piazzetta, Tiepolo, Carlevariis e Brustolon.
In quel periodo non esitò nel perfezionare la propria tecnica incisioria che lo aveva portato alla notorietà, ma non solo.
A Venezia sapeva di poter trovare persone in grado di apprezzare il suo nuovo modo di proporre l’antica tecnica del chiaroscuro, rivisitata però con uno sguardo più contemporaneo.
Celeberrime infatti divennero le sue opere che traducevano graficamente, in un modo che prima di allora nessuno aveva sperimentato, le opere dei più grandi artisti veneziani dei secoli precedenti.
Il libro L’arte di tradurre l’arte. John Baptist Jackson incisore nella Venezia del Settecento propone ai lettori non solo le opere di Jackson custodite nella Biblioteca Marciana ma racconta anche la sua storia personale, ponendo l’accento sull’importanza di alcune matrici lignee dell’artista, giunte fino ai vostri tempi.
Jackson era in grado di dare una sorprendente tridimensionalità ai propri lavori, abbinando il chiaroscuro con a goffratura e il colore ottenendo risultati incredibili.
Il volume, L’arte di tradurre l’arte. John Baptist Jackson incisore nella Venezia del Settecento, curato da Orsola Braides, Giovanni Maria Fara e Alessia Giachery, accompagna l’omonima mostra in corso alla Biblioteca Marciana. In coda al libro vengono proposte tutte xilografie presenti in mostra accompagnate da dettagliate spiegazioni che aiutano ad approfondire la conoscenza dell’artista britannico.
Sono illustrate con dovizia di particolari, per esempio, la xilografia a quattro colori della Strage degli Innocenti ripresa da Tintoretto, la xilografia a tre colori dell’uccisione di San Pietro martire di Tiziano e il Mosè salvato dalle acque del Veronese, proposto da Jackson attraverso una xilografia a quattro colori di grandi dimensioni.
Insomma, un libro assai interessante che permette di conoscere nel dettaglio un artista che in Italia ebbe modo di perfezionarsi e approfondire le sue conoscenze a vantaggio della propria arte.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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