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I Buonarroti: lo stemma e l’albero genealogico della mia famiglia

La mia famiglia era di origini fiorentine, su questo non ci piove. Nacqui il 6 di marzo del 1475 a Caprese ma per puro caso. Mi spiego meglio.

Il mi babbo Lodovico da qualche mese era stato nominato podestà di Caprese e di Chiusi, un incarico che durava solo sei mesi e quindi era partito con la mi mamma Francesca di Neri del Miniato del Sera e probabilmente i miei due fratellini più piccoli alla volta di Caprese. Non è da escludere che i miei due fratellini piccoli ancora fossero a balia, come era consuetudine fare un tempo per le famiglie facoltose.

La mia non era più da tempo una famiglia facoltosa ma il mi babbo ci teneva a farlo pensare agli altri che fossimo agiati così noi bimbetti nati da poco, venivamo mandati a crescere da una balia. Lo so che questa faccenda vista con gli occhi di oggi appare crudele ma al tempo era così e nemmeno ci si poneva il problema.

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Il capostipite della casata dei Buonarroti fu il mio avo Bernardo Buonarroti, nato nel lontano 1210. Io fui il primo della famiglia a essere chiamato col nome di Michelangelo per una ragione ben precisa che vi ho raccontato QUA ma, dopo di me, dato la fama e il prestigio che ebbi in vita, ne nacquero molti altri.

Basti pensare al mio pronipote Michelangelo Buonarroti il giovane, figliolo del mi nipote Lionardo e di Cassandra Puccini che fu colui che iniziò a fare di Casa Buonarroti in via Ghibellina a Firenze un museo e chiamò per decorare le sue sale gli artisti più in vista del tempo come Artemisia Gentileschi.

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Un paio di secoli prima che venissi al mondo io, la famiglia Buonarroti aveva avuto un ruolo importante nella società. Il mio avo Simone di Buonarrota fece parte del Consiglio dei Cento Savi e aveva avuto l’onore di ricoprire importanti cariche pubbliche.

I Buonarroti possedevano un altare nella Basilica di Santa Croce ed è quello che vedete tutt’oggi che affianca la tomba monumentale progettata dal Vasari.

Lo scudo d’arme di famiglia ha due bande d’oro a spessore ridotto dette cotisse su campo azzurro. In alto ha il capo d’Angiò che è quella striscia rossa chiamata lambello con i quattro pendenti rossi intervallati da gigli d’oro. Il capo d’Angiò ha sempre il fondo azzurro come si vede anche nello stemma di famiglia ed è distintivo della parte guelfa.

Le lettere L e X intervallate dalla palla celeste con i tre gigli d’oro, furono una concessione data da Leone X de’ Medici in onor mio e dei miei servigi resi come artista al suo cospetto.

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Prima di salutarvi vi lascio il mio albero genealogico che inizia con il capostipite Bernardo nato nel 1210 e si conclude con Faustina nata nel 1807, figlia di Filippo Giuseppe Maria Ludovico Buonarroti, uno dei più influenti rivoluzionari europei del primo Ottocento, esponente del giacobinismo e del primo socialismo, morto a Parigi il 16 settembre del 1837.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti e i suoi salti indietro nel tempo.

The Buonarroti: my family tree and family crest

My family was of Florentine origins, there is no doubt about this. I was born on March 6, 1475 in Caprese but by pure chance. I’ll explain.

For some months my father Lodovico had been appointed podestà of Caprese and Chiusi, a post that lasted only six months and therefore he left with my mother Francesca di Neri del Miniato del Sera and probably my two younger brothers at the time of Caprese. It cannot be ruled out that my two little brothers were still nursemaids, as was the custom in the past for wealthy families.

The progenitor of the Buonarroti family was my ancestor Bernardo Buonarroti, born in 1210. I was the first of the family to be called by the name of Michelangelo for a very specific reason that I told you HERE but, after me, given the fame and the prestige that I had in life, many others were born.

Just think of my great-grandson Michelangelo Buonarroti the young, son of my nephew Lionardo and Cassandra Puccini who was the one who began to make Casa Buonarroti in via Ghibellina in Florence a museum and called the most prominent artists of the time to decorate its rooms, like Artemisia Gentileschi.

A couple of centuries before I was born, the Buonarroti family had played an important role in society. My ancestor Simone di Buonarrota was a member of the Council of the Hundred Savi and had had the honor of holding important public offices.

The Buonarroti family owned an altar in the Basilica of Santa Croce and this is what you see today alongside the monumental tomb designed by Vasari.

The family shield of arms has two thin gold bands called cotisse on a blue field. At the top is the cape of Anjou which is that red stripe called lambello with four red pendants interspersed with golden lilies. The Cape of Anjou always has a blue background as also seen in the family crest and is distinctive of the Guelph side.

The letters L and X interspersed with the celestial ball with the three golden lilies, were a concession given by Leo X de ‘Medici in honor of me and my services rendered as an artist in his presence.

Before saying goodbye I leave you my family tree which begins with the progenitor Bernardo born in 1210 and ends with Faustina born in 1807, daughter of Filippo Giuseppe Maria Ludovico Buonarroti, one of the most influential European revolutionaries of the early nineteenth century, exponent of Jacobinism and first socialism, who died in Paris on September 16, 1837.

Always yours Michelangelo Buonarroti with his stories and his jumps back in time.

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