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Il ritratto di Andrea Quaratesi

Andrea Quaratesi era un giovane e nobile fiorentino. Gli insegnavo a disegnare e non è certo da escludere ci legasse qualcosa di più di una semplice amicizia.

Aveva circa 37 anni meno di me e per avere il ritratto che vedete in questa pagina, insistette parecchio. alla fine ottenne quello che voleva sebbene mi misi al lavoro assai controvoglia.

Il risultato però fu mirabile e se ancora oggi il Quaratesi viene ricordato, è proprio in virtù di questo ritratto. Il suo sguardo pare interroghi direttamente lo spettatore e se aguzzate la vista noterete che nel profilo del volto sono presenti alcuni pentimenti, visibili anche nel colletto, nella spalla in primo piano e nel berretto.

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Il foglio in questione oggi appartiene al British Museum ma ne esistono tre copie di ottima fattura. Una si trova al Louvre, una al Boymans Museum di Rotterdam e l’altra alla Galleria degli Uffizi.

La copia degli Uffizi fu realizzata da Carlo Dolci a metà del Seicento e ha una particolarità assai curiosa.

A margine del foglio si legge infatti l’iscrizione autografa di Giovanni Quaratesi, nipote di Andrea: “Questo disegno è copiato dall’ originale quale è in casa del sig. Gio: Quaratesi et è di mano di Michelangelo et è il ritratto d’ Andrea di Rinieri Quaratesi mio nonno e questo è di mano di Carlin Dolci fatto d’Ott.re 1645“.

Fare i ritratti non era una cosa che mi piaceva particolarmente. Anche il Vasari se ne rese conto e lo scrisse nelle Vite. Fatto sta che però alcune opere di ritrattistica mirabili le realizzai eccome. Oltre a questo disegno che vi ho proposto c’è il ritratto a grandezza naturale a mezzo busto del mio amato Tommaso de’ Cavalieri “fatto di matita nera e tratteggiato divinamente”. Il foglio originale oggi è andato perduto ma ne esiste una copia appartenente al Museé Bonnat di Bayonne.

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Sapete, nel mio carteggio è presente solo una lettera che scrissi al Quaratesi che risale al maggio del 1532. In quel frangente mi trovato a Firenze e lui a Pisa. Gli scrissi le righe che vedete a seguire rispondendo a una sua carta precedente nella quale mi chiedeva di andare a vedere una casa sua a Firenze per poter fare una stima di prezzo. La voleva vendere a un buon prezzo ma quello, a mio avviso, non era il momento giusto.

Vi riporto a seguire la mia risposta.

Firenze, 31 maggio del 1532

Andrea mio caro, io vi scrissi circa un mese fa com’io avevo facto vedere e stimare la casa e per quanto la si poteva dare in questi tempi, e scrissivi ancora che io non credevo che voi la trovassi da vendere; perché, avend’io a pagare per la mia cosa di Roma dumila ducati, che saranno tre mila con certe altre cose, ò voluto, per non restare ignudo, vendere case e possessione e dare la lira per dieci soldi, e non ò trovato e non truovo. Però, credo sare’ meglio indugiare che gictare via.

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Il libro

Se volete acquistare un libro che vi mostri i miei disegni e ve ne parli nel dettaglio, vi propongo uno dei più interessanti libri pubblicati sul mio conto in questi ultimi anni: Michelangelo: Divine Draftsman and Designer.

E’ un libro in lingua inglese ma che vale sicuramente la pena di avere nella propria personale biblioteca. Lo trovate QUA.

Se invece siete alla ricerca di un libro in italiano, sicuramente diverso ma che vi proponga i disegni più noti, potete orientare la vostra scelta su Michelangelo; disegni edito dalla Taschen che trovate QUA.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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