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La lettera che mi scrisse il Condivi

Sebbene il Condivi abbia narrato molto di me, fino ai vostri giorni è arrivata solo una lettera che mi scrisse… gentile come sempre si metteva a disposizione per qualsiasi cosa gl’avesso chiesto o non chiesto di fare. Vi riporto a seguire il testo integrale

Civitanova, 24 maggio del 1556

Unico signore et padron mio osservandissimo, ho già scritte due lettere; dubito non glie sieno venute alle mani, non havendo saputa altra nova di voi.

Con questa dirò solo che vi ricordiate di commandarmi et servirse non solamente di me, ma di tutta la casa, perché vi siamo tutti servi. Di gratia, messere mio osservandissimo et honorando, dignative valervi et fare di me come d’un minimo servo far si suole; e l’havete a fare, perché ho più obbligo a voi che a mio padre, et ve corrisponderò con gli effetti.

Farò fine per non annoiarvi, raccommandandomevi humilmente, dignandovi darmi consolatione che stiate bene, che la maggior di questa non potrei havere. Stiate sano. Di Civitanova, li XXIIII di maggio d(el) LVI.Di Vostra Signoria Magnifica servo perpetuoAscanio Condivi.A Michelagnolo Buonarroti pittore, scultore et architetto unico. A Roma, vicino la piazza di Santo Apostolo, canto la chiesa di Loreto e casa Zanbeccari.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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