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Il Bambino che sta per nascere in una città militarizzata

Questa mattina mi sento ispirato e voglio riproporvi alcuni miei versi prima di incamminarmi per le strade della città vestita a festa. Il Natale si sta avvicinando sempre più e vedo decorazioni, luci e lucette, scenografie ammirabili e altre quasi surreali tutt’intorno a me.

Mercatini ovunque, negozi che si danno da fare per vendere i loro prodotti ma sempre meno gente in giro e una tensione nell’aria che si taglia a fette. Una città quasi blindata, militarizzata che si appresta a vivere il Santo Natale. Beh, forse quel Bambino che sta per nascere non troverà gran ché ad accoglierlo.

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 Dimmi di grazia, Amor, se gli occhi mei
veggono ‘l ver della beltà c’aspiro,
o s’io l’ho dentro allor che, dov’io miro,
veggio scolpito el viso di costei.
Tu ‘l de’ saper, po’ che tu vien con lei
a torm’ogni mie pace, ond’io m’adiro;
né vorre’ manco un minimo sospiro,
né men ardente foco chiederei.
– La beltà che tu vedi è ben da quella,
ma cresce poi c’a miglior loco sale,
se per gli occhi mortali all’alma corre.
Quivi si fa divina, onesta e bella,
com’a sé simil vuol cosa immortale:
questa e non quella agli occhi tuo precorre.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

presepe1

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