A volte, quando non ho nient’altro di meglio da fare, me ne vado a spasso per le strade della mia città a scrutare i volti dei turisti. Mi metto in coda assieme a loro davanti agli Uffizi, al Bargello o alla Galleria dell’Accademia per ascoltare i loro discorsi. Ci sono le persone emozionate e trepidanti che non vedono l’ora di varcare le soglie della bellezza e chi non fa altro che lamentarsi senza nemmeno rendersi conto di tutto quello che lo attornia.
Ascoltare le loro conversazioni può essere assai divertente. I super esperti mi danno un senso di benessere totale, conoscono gran parte di quello che si prestano a vedere dal vivo e dispensano agli altri consigli per una visita consapevole.
C’è un’umanità così variegata davanti ai musei che è un vero piacere guardarla sfilare.
A pensare che c’è chi insiste a dire che la perfezione non sia di questo mondo e chi addirittura fa i salti mortali per apparire perfetto agli occhi degli altri. Ma cos’è la perfezione? Chi ha stabilito cos’è la perfezione? Ciascuno è perfetto a modo suo perché questo concetto non ha niente di universale.
Certo che è di questo mondo la perfezione!
Per quanto riguarda il mondo dell’arte, parlar di perfezione di questi tempi è un po’ azzardato. Ho visto certa roba in giro che ai miei tempi avrebbero messo sotto inquisizione per stregoneria gli autori di quella roba.
E pensare che io già m’accanivo con il Bandinelli che a malapena sapeva tenere in mano lo scalpello! Prenderei a picconate certe statue ferme, fredde e senza capo ne coda che trovo sparse ovunque.
Non è questione di vantarsi o meno, ma volete forse paragonare la perfezione delle forme che imprimevo alle mie opere e quella roba lì? Fatemi il favore di non chiamarli artisti… coniate un altro termine.
Il vostro Michelangelo Buonarroti, infervorato come sempre.
Guardate questo schiavo immortalato da Aurelio Amendola. Osate ancora dire che la perfezione non sia di questo mondo?

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Pubblicato da Michelangelo Buonarroti
Chi non conosce Michelangelo Buonarroti? Scultore, pittore, architetto e raffinato poeta, è uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte. Ma chi è il suo alter ego che gli dà voce sul blog Michelangelo Buonarroti è tornato e sui social connessi?
È Antonietta Bandelloni, art blogger e scrittrice toscana, appassionata d’arte e studiosa della vita e delle opere del grande maestro. Da oltre dieci anni racconta Michelangelo da vicino, approfondendone i capolavori, le vicende biografiche, il carattere irrequieto e gli episodi meno conosciuti della sua straordinaria esistenza.
Attraverso articoli, curiosità e racconti, dà vita a un dialogo tra passato e presente, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla bellezza e alle storie che si nascondono dietro le opere d’arte.
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ENG: Who hasn’t heard of Michelangelo Buonarroti? Sculptor, painter, architect and accomplished poet, he is one of the greatest figures in the history of art. But who is the alter ego giving him a voice on the Michelangelo Buonarroti Has Returned blog and its associated social media channels?
Meet Antonietta Bandelloni, a Tuscan art blogger and writer with a passion for art and a deep interest in the life and works of the great master. For more than ten years, she has been exploring Michelangelo’s world, delving into his masterpieces, his life story, his restless temperament and the lesser-known episodes of his extraordinary life.
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La perfezione, rispettabilissimo Maestro, non è di tutti e bisogna sopportare questa scomoda verità. La perfezione è dei grandi come voi che sanno rendere anche i peggiori difetti, perfetti.
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Il problema a mio avviso non è solo quello. Non c’è più la voglia di mettersi in gioco e dedicare corpo e anima all’arte. La perfezione non si raggiunge solo con il talento ma è uno studio continuo che dura tutta la vita. C’è chi si crede arrivato appena viene citato da qualche parte o per aver inaugurato un’esposizione personale. L’arte è fatica, impegno e costanza. E’ come chi improvvisa sul palcoscenico: dietro un discorso a braccio c’è la preparazione di una vita.
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Maestro, quel che lei dice è sacrosanto; anche perché se stiamo ad aspettare il riconoscimento di gente che, nella maggior partedei casi, non sa nemmeno dove si trova e che ruolo abbia, stiamo freschi! Eppure, chi fa arte, può farla solo per se stesso? Non crede anche lei Maestro che ci vorrebbe un minimo di conoscenza e di cultura un po’ più diffuse? Perché se mancan queste, manca pure la capacità di riconoscerlo, un artista. Son tempi bui per gli artisti, Maestro, questi.
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