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A Pompei ci sono 50 gatti che vivono tra le rovine antiche: ora la loro storia diventa un libro

Vivono tra le domus, i giardini e le strade di una delle aree archeologiche più famose al mondo. Ora i celebri gatti di Pompei sono i protagonisti di un volume fotografico pubblicato da Giunti Editore, nato dagli scatti dell’archeologa e fotografa Silvia Vacca.

Gli abitanti a quattro zampe di Pompei ogni giorno, attirano gli sguardi dei visitatori, si lasciano fotografare e conquistano migliaia di persone anche sui social network.

I gatti sono i piccoli protagonisti di una città che continua a raccontare il proprio passato, ma che custodisce anche una vita quotidiana fatta di incontri, abitudini e presenze inattese.

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Adesso le loro storie diventano un libro. Si intitola Gatti di Pompei, è pubblicato da Giunti Editore in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei e raccoglie fotografie e racconti dedicati alla colonia felina che vive all’interno del sito UNESCO. Un volume che invita a guardare l’antica città da una prospettiva diversa, seguendo le tracce di questi animali tra colonne, giardini e resti di abitazioni romane.

Anche in un luogo dove ogni pietra sembra avere qualcosa da raccontare, può bastare un gatto accoccolato al sole per attirare l’attenzione.

Gatti di Pompei, il libro fotografico che racconta l’altra vita della città antica

Il volume nasce dalle fotografie donate al Parco Archeologico da Silvia Vacca, archeologa e fotografa, che ha saputo cogliere momenti di vita quotidiana spesso lontani dagli itinerari più battuti dai turisti.

Gli scatti restituiscono una Pompei intima, fatta di angoli silenziosi, scorci suggestivi e incontri ravvicinati con i suoi abitanti a quattro zampe. I gatti si muovono tra le antiche strade, attraversano gli spazi verdi, sostano accanto alle murature e trovano riparo negli angoli più tranquilli del sito.

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Con la loro presenza, contribuiscono a rendere familiare un luogo che milioni di persone visitano per conoscere la storia della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Le fotografie raccontano proprio questo incontro fra due dimensioni apparentemente lontane: da una parte la grande storia, con i suoi edifici, le testimonianze artistiche e le tracce della vita romana; dall’altra l’esistenza quotidiana di animali che trovano spazio fra quelle stesse pietre.

Il risultato è un racconto per immagini che permette di scoprire un volto meno conosciuto di Pompei, senza allontanarsi dalla sua identità storica e culturale.

Quanti sono i gatti che vivono negli scavi di Pompei?

La colonia felina presente nel Parco Archeologico conta oggi, secondo i dati forniti, tra i quaranta e i cinquanta esemplari.

Chi visita Pompei può incontrarli mentre passeggiano lungo i percorsi archeologici, riposano all’ombra o osservano curiosi il passaggio dei visitatori. La loro presenza è diventata così familiare da trasformarli in piccole celebrità, amate tanto da chi arriva dall’Italia quanto dai turisti stranieri.

Ma vivere in un’area archeologica di questa importanza comporta anche responsabilità precise. Il benessere degli animali deve essere conciliato con la conservazione delle strutture antiche, la tutela del paesaggio e la sicurezza di chi visita il sito.

Per questo la colonia è sottoposta a un sistema di gestione e monitoraggio. Tra gli obiettivi ci sono il controllo delle condizioni sanitarie, la prevenzione degli abbandoni, la corretta gestione dell’alimentazione e la promozione delle adozioni.

Il Parco interviene inoltre contro gli abbandoni attraverso il proprio sistema di videosorveglianza. Una questione importante, perché la presenza degli animali in un luogo aperto al pubblico non deve mai diventare un pretesto per lasciare altri gatti all’interno dell’area archeologica.

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Archeogatti Onlus, chi si prende cura dei piccoli abitanti di Pompei

Dietro le fotografie più tenere e gli incontri che fanno sorridere i visitatori c’è un lavoro quotidiano che richiede tempo, attenzione e competenze specifiche.

La cura della colonia felina è resa possibile dalla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e Archeogatti Onlus, associazione presieduta da Antonella Carotenuto, impegnata nella tutela degli animali che vivono nell’area.

Le attività comprendono campagne di sterilizzazione, controlli sanitari, gestione dell’alimentazione e ricerca di famiglie disponibili ad accogliere alcuni dei gatti. A questo lavoro contribuiscono anche i veterinari dell’ASL e il personale di vigilanza del Parco.

Il libro Gatti di Pompei vuole sostenere idealmente anche questo lavoro, richiamando l’attenzione su una realtà che spesso rimane sullo sfondo rispetto alla straordinaria fama del sito archeologico.

Chi desidera contribuire può sostenere Archeogatti Onlus attraverso una donazione tramite donazioni (BancoPosta cc: 001070667322 IBAN: IT04X0760103400001070667322), mentre sul sito dell’associazione è possibile trovare informazioni per le adozioni.

I gatti sono ormai fra i volti più riconoscibili della Pompei contemporanea. E mentre le antiche domus continuano a svelare i segreti della vita romana, questi abitanti a quattro zampe ricordano ai visitatori che Pompei non è soltanto una città da studiare, ma anche un luogo da osservare, rispettare e proteggere.

Dove acquistare il libro Gatti di Pompei

Il volume fotografico Gatti di Pompei, pubblicato da Giunti Editore in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, lo trovate QUA.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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