Firenze ’50 ’60 ’70: la città che rinasce nelle immagini dell’Archivio Foto Locchi
Fino al 18 ottobre 2026, Firenze torna a guardarsi allo specchio attraverso un patrimonio fotografico straordinario. La mostra “Firenze ’50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi” accompagna il pubblico in un viaggio emozionante dentro tre decadi che hanno trasformato il volto della città, tra eleganza internazionale, tragedie collettive, rivoluzioni culturali e vita quotidiana.
Promossa da Fondazione CR Firenze e Archivio Foto Locchi, con la curatela di Giovanna Uzzani, l’esposizione restituisce non soltanto immagini storiche, ma atmosfere e memorie condivise che ancora oggi definiscono l’identità fiorentina.
Gli anni Cinquanta: la Firenze del glamour e della rinascita
Le fotografie dedicate agli anni Cinquanta mostrano una città che vuole lasciarsi alle spalle le ferite della guerra per abbracciare il futuro con entusiasmo. Firenze diventa una capitale mondana frequentata da artisti, intellettuali e star internazionali. Le immagini raccontano una società elegante e ottimista, dove la moda italiana inizia a conquistare il mondo e il centro storico si trasforma in una passerella cosmopolita.
È la stagione della Firenze di Giorgio La Pira, attraversata da ideali sociali e visioni utopiche, ma anche da una straordinaria energia culturale. Nei volti immortalati dai fotografi dell’Archivio Foto Locchi si percepisce il desiderio di modernità di un’intera generazione.
Gli anni Sessanta e l’alluvione del ’66: il decennio che cambiò la città
Il percorso espositivo si fa più intenso entrando negli anni Sessanta. Firenze appare viva, dinamica, attraversata dalle prime tensioni sociali e dalle contestazioni giovanili che anticipano i grandi cambiamenti culturali del decennio successivo.
Il cuore emotivo della mostra è dedicato all’alluvione del 1966, una ferita ancora impressa nella memoria collettiva. Gli scatti documentano il dramma dell’Arno, la devastazione di strade, botteghe e monumenti, ma soprattutto il coraggio dei cittadini e degli “angeli del fango” arrivati da tutto il mondo per salvare il patrimonio artistico della città.
Le fotografie assumono qui un valore storico e umano potentissimo, trasformandosi in testimonianze vive di uno dei momenti più drammatici della storia fiorentina contemporanea.
Gli anni Settanta tra trasformazioni urbane e nuove identità culturali
Negli anni Settanta Firenze cambia ancora volto. La città perde progressivamente la dimensione fiabesca del dopoguerra e si confronta con una realtà più complessa, riflessiva e concettuale.
Le immagini raccontano nuovi linguaggi artistici, mutamenti sociali e trasformazioni urbane che ridefiniscono il rapporto tra cittadini e spazio pubblico. La fotografia diventa così uno strumento per osservare il passaggio verso una modernità diversa, meno scintillante ma più consapevole.
Le sezioni della mostra raccontano la vita quotidiana dei fiorentini
La mostra è articolata in dieci sezioni tematiche che permettono di attraversare la storia della città da molteplici prospettive. Accanto ai grandi eventi storici emergono scene di vita quotidiana che restituiscono l’anima autentica della Firenze del Novecento.
Ci sono i tuffi nell’Arno durante l’estate, i bagni di sole sugli argini, le domeniche allo stadio e i picnic fuori porta. Compaiono i primi supermercati con la storica insegna della esse lunga, simbolo del boom economico e dei nuovi consumi italiani.
Un’intera sezione è dedicata ai divi di Hollywood in visita a Firenze, insieme agli incontri con scrittori, artisti e stilisti che hanno contribuito a trasformare la città in un punto di riferimento internazionale della cultura e dell’eleganza.
Grande spazio anche alla storia della ACF Fiorentina, raccontata attraverso immagini iconiche delle vittorie sportive e delle glorie viola che hanno fatto sognare intere generazioni di tifosi.
L’Archivio Foto Locchi custodisce oltre cinque milioni di immagini
Dietro questa straordinaria esposizione c’è la storia dell’Archivio Foto Locchi, nato nel 1924 come studio fotografico fondato da Tullio Locchi, celebre fotoreporter di guerra e ritrattista della famiglia reale.
Dopo la scomparsa del fondatore, l’attività prosegue sotto la direzione di Silvano Corcos, trasformando Foto Locchi nell’agenzia fotografica ufficiale della città di Firenze. Nel dopoguerra l’agenzia arriva a impiegare fino a trenta maestri fotografi, documentando ogni aspetto della vita cittadina.
Oggi, grazie anche alle recenti acquisizioni degli archivi Foto Levi, Italfotogieffe e Foto Bazzechi, il patrimonio custodito supera i cinque milioni di scatti, rappresentando una delle più importanti memorie visive della storia italiana del Novecento.
“Firenze ’50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi” è un viaggio dentro l’identità profonda della città. Ogni immagine racconta una Firenze che cambia, sogna, soffre e si reinventa, restituendo al pubblico il ritratto autentico di tre decadi decisive per la storia culturale e sociale italiana.
Per chi ama la fotografia, la memoria urbana e la storia del costume, questa esposizione rappresenta uno degli appuntamenti culturali più significativi del 2026.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Florence ’50s, ’60s, ’70s: The City Reborn in the Images of the Locchi Photo Archive
Until October 18, 2026, Florence once again looks at itself through an extraordinary photographic heritage. The exhibition “Florence ’50s, ’60s, ’70s. Images from the Locchi Photo Archive” takes the public on an exciting journey through three decades that transformed the city, encompassing international elegance, collective tragedies, cultural revolutions, and everyday life.
Promoted by the Fondazione CR Firenze and the Locchi Photo Archive, and curated by Giovanna Uzzani, the exhibition showcases not only historical images, but also atmospheres and shared memories that still define Florentine identity today.
The 1950s: Florence of Glamour and Rebirth
The photographs dedicated to the 1950s show a city eager to leave the wounds of war behind and embrace the future with enthusiasm. Florence becomes a fashionable capital frequented by artists, intellectuals, and international stars. The images depict an elegant and optimistic society, where Italian fashion begins to conquer the world and the historic center transforms into a cosmopolitan catwalk.
This is the era of Giorgio La Pira’s Florence, pervaded by social ideals and utopian visions, but also by an extraordinary cultural energy. In the faces immortalized by the photographers of the Archivio Foto Locchi, one can perceive the desire for modernity of an entire generation.
The 1960s and the 1966 Flood: The Decade That Changed the City
The exhibition becomes more intense as we enter the 1960s. Florence appears alive, dynamic, traversed by the first social tensions and youth protests that foreshadow the great cultural changes of the following decade.
The emotional core of the exhibition is dedicated to the 1966 flood, a wound still etched in the collective memory. The shots document the tragedy of the Arno, the devastation of streets, shops, and monuments, but above all the courage of the citizens and the “mud angels” who came from all over the world to save the city’s artistic heritage.
The photographs here take on a powerful historical and human value, becoming living testimonies of one of the most dramatic moments in contemporary Florentine history.
The 1970s: Urban Transformations and New Cultural Identities
During the 1970s, Florence underwent further transformation. The city gradually lost its postwar fairytale dimension and confronted a more complex, reflective, and conceptual reality.
The images narrate new artistic languages, social changes, and urban transformations that redefine the relationship between citizens and public space. Photography thus becomes a tool for observing the transition to a different modernity, less glittering but more aware.
The exhibition’s sections recount the daily lives of Florentines.
The exhibition is divided into ten thematic sections that allow visitors to explore the city’s history from multiple perspectives. Alongside major historical events, scenes of everyday life emerge that capture the authentic soul of 20th-century Florence.
There are dips in the Arno River during the summer, sunbathing on the banks, Sundays at the stadium, and picnics out of town. The first supermarkets with the historic long S sign appear, a symbol of the economic boom and new Italian consumerism.
An entire section is dedicated to Hollywood stars visiting Florence, along with encounters with writers, artists, and designers who helped transform the city into an international hub of culture and elegance.
The history of ACF Fiorentina is also prominently featured, told through iconic images of sporting victories and the Viola’s glories that have captivated entire generations of fans.
The Archivio Foto Locchi holds over five million images
Behind this extraordinary exhibition lies the history of the Archivio Foto Locchi, founded in 1924 as a photography studio by Tullio Locchi, a renowned war photojournalist and portraitist of the royal family.
After the founder’s death, the business continued under the direction of Silvano Corcos, transforming Foto Locchi into the official photography agency of the city of Florence. After the war, the agency employed up to thirty master photographers, documenting every aspect of city life.
Today, thanks in part to recent acquisitions from the Foto Levi, Italfotogieffe, and Foto Bazzechi archives, the collection exceeds five million photographs, representing one of the most important visual memories of twentieth-century Italian history.
“Florence ’50s, ’60s, ’70s. Images from the Foto Locchi Archive” is a journey into the city’s profound identity. Each image recounts a Florence that changes, dreams, suffers, and reinvents itself, offering the public an authentic portrait of three crucial decades in Italian cultural and social history.
For those who love photography, urban memory, and the history of customs, this exhibition represents one of the most significant cultural events of 2026.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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