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Santa Cecilia che suona la spinetta di Orazio Gentileschi: capolavoro della Galleria Nazionale dell’Umbria

Tra le opere più raffinate di Orazio Gentileschi, padre di Artemisia, oggi vi propongo Santa Cecilia che suona la spinetta e un angelo. Il dipinto venne realizzato tra il 1618 e il 1621 circa a olio su tela ed è custodito alla Galleria Nazionale dell’Umbria: esempio straordinario di arte sacra e pittura barocca.

Gentileschi, seguace della lezione di Caravaggio ma con uno stile più lirico e raffinato, ritrae Santa Cecilia in un momento di profonda concentrazione. La santa, patrona della musica, è immersa nel gesto delicato di suonare la spinetta, mentre un angelo le porge uno spartito, come a suggerire la musica invisibile che sta per nascere.

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La scena è intima e poetica, lontana dai toni drammatici tipici del Barocco, e mette in luce la capacità di Gentileschi di unire spiritualità e realismo emotivo.

Luce e colore nella pittura di Orazio Gentileschi

La composizione è dominata da un fondo scuro da cui emergono le figure grazie a una luce morbida e naturale. Questo uso sapiente della luce evidenzia i dettagli dei volti e delle mani, conferendo alla scena un’intensità silenziosa e meditativa. I colori, dal rosso intenso della veste di Cecilia all’ocra delicata dell’angelo, creano un equilibrio armonico che richiama la musicalità visiva dell’opera.

Ogni gesto, ogni piega delle vesti, ogni sguardo contribuisce a raccontare una storia di devozione e introspezione, facendo di questa tela un capolavoro della pittura barocca italiana.

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Storia e committenza dell’opera

Non esistono documenti certi riguardo alla committenza di Santa Cecilia che suona la spinetta e un angelo. L’opera riemerge solo nel XX secolo: nel 1973 viene ritrovata nel Monastero di San Francesco a Borgo di Todi e pochi anni dopo viene acquisita dallo Stato italiano, entrando a far parte della collezione della Galleria Nazionale dell’Umbria. Questo ritrovamento ha permesso di riscoprire un dipinto di Orazio Gentileschi che combina sensibilità lirica e maestria tecnica.

Santa Cecilia: tra sacro e umano

Gentileschi rappresenta Santa Cecilia non come una martire eroica, ma come una giovane donna immersa nella propria vocazione musicale. La corona di fiori e il gesto raccolto sulle corde della spinetta trasmettono purezza, armonia e spiritualità, mentre la presenza dell’angelo simboleggia il collegamento tra il cielo e la terra, tra arte e fede.

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Perché visitare la Galleria Nazionale dell’Umbria per ammirare Gentileschi

Santa Cecilia che suona la spinetta e un angelo è una delle opere più intime e raffinate di Gentileschi, ideale per chi ama la pittura barocca, l’arte sacra e i capolavori italiani del Seicento. La tela invita alla contemplazione, mostrando come la luce, il colore e la composizione possano raccontare una storia senza parole.

Visitare la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia significa immergersi in un’esperienza visiva e spirituale, scoprendo il talento di uno dei pittori più raffinati del Barocco italiano e la capacità unica di Gentileschi di unire bellezza, devozione e musica visiva in un solo dipinto.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Saint Cecilia Playing the Spinet by Orazio Gentileschi: a masterpiece at the Galleria Nazionale dell’Umbria

Among the most refined works by Orazio Gentileschi, Artemisia’s father, today I present Saint Cecilia Playing the Spinet with an Angel. The painting, created between 1618 and 1621, is an oil on canvas and is housed at the Galleria Nazionale dell’Umbria: an extraordinary example of sacred art and Baroque painting.

Gentileschi, a follower of Caravaggio but with a more lyrical and refined style, portrays Saint Cecilia in a moment of deep concentration. The saint, the patron saint of music, is immersed in the delicate gesture of playing the spinet, while an angel holds out a sheet of music, as if to suggest the invisible music about to be born.

The scene is intimate and poetic, far from the dramatic tones typical of the Baroque, and highlights Gentileschi’s ability to combine spirituality and emotional realism.

Light and Color in Orazio Gentileschi’s Painting

The composition is dominated by a dark background from which the figures emerge thanks to a soft, natural light. This skillful use of light highlights the details of the faces and hands, lending the scene a silent and meditative intensity. The colors, from the intense red of Cecilia’s robe to the delicate ochre of the angel, create a harmonious balance that recalls the visual musicality of the work.

Every gesture, every fold of the robe, every gaze contributes to telling a story of devotion and introspection, making this canvas a masterpiece of Italian Baroque painting.

History and Patronage of the Work

There are no reliable documents regarding the commissioning of Saint Cecilia Playing the Spinet with an Angel. The work only resurfaced in the 20th century: in 1973, it was rediscovered in the Monastery of San Francesco in Borgo di Todi and a few years later, it was acquired by the Italian State, becoming part of the collection of the Galleria Nazionale dell’Umbria. This discovery has allowed the rediscovery of a painting by Orazio Gentileschi that combines lyrical sensitivity and technical mastery.

Saint Cecilia: Between the Sacred and the Human

Gentileschi depicts Saint Cecilia not as a heroic martyr, but as a young woman immersed in her musical vocation. The wreath of flowers and the gesture of concentration on the strings of the spinet convey purity, harmony, and spirituality, while the presence of the angel symbolizes the connection between heaven and earth, between art and faith.

Why visit the Galleria Nazionale dell’Umbria to admire Gentileschi?

Saint Cecilia Playing the Spinet with an Angel is one of Gentileschi’s most intimate and refined works, ideal for lovers of Baroque painting, sacred art, and 17th-century Italian masterpieces. The canvas invites contemplation, demonstrating how light, color, and composition can tell a story without words.

Visiting the Galleria Nazionale dell’Umbria in Perugia means immersing yourself in a visual and spiritual experience, discovering the talent of one of the most refined painters of the Italian Baroque and Gentileschi’s unique ability to combine beauty, devotion, and visual music in a single painting.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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