Padrino di Battesimo di un bimbo chiamato Michelangelo
Marcello Venusti era nato in quel di Como fra il 1512 e il 1513 ma dai contemporanei viene citato come il mantovano. Da Mantova ci passò prima di arrivare a Roma ma da lì a dire che era nato in quella città ce ne corre.
Era un tipo gentile, modesto e amava dipingere. Nel 1541 si mise a studiare il mio Giudizio Universale e non passava giorno che non andasse nella Cappella Sistina con i suoi fogli per copiare l’opera mia. Non era l’unico al tempo che studiava quel capolavoro ma era il più abile nel farlo.
Il 4 dicembre del 1541 l’oratore di Mantova Nino Sernini scrisse al cardinale Ercole Gonzaga che tanto avrebbe desiderato avere una copia del Giudizio: “Sono molto che di continuo lo ritraggono, tra gli quali, ch’è reputato il migliore, uno Mantovano et si chiama Marcello che messer Julio lo debbia conoscere”.
Il Serini tentò di trattare col Venusti per ottenere una copia da inviare al cardinale ma la cosa non andò in porto nonostante il Venusti in quel momento non avesse un soldo bucato in tasca. Viveva in miseria ma ciò nonostante continuava a studiare le figure del Giudizio con tenacia e infinito amore per l’arte mia.
Alla fine una copia poi il Venusti la realizzò non per il cardinale Gonzaga ma per il cardinale Farnese, iniziando a guadagnare i primi soldi. Quella copia è quella che oggi si trova al Museo Nazionale di Capodimonte.
Ebbi modo di conoscere il Venusti e probabilmente a introdurlo a casa mia fu il mio amato Tommaso dei Cavalieri. Era uno dei suoi artisti protetti, aveva grande stima di lui e con il tempo la ebbi anch’io.
Era un giovane di talento e mi era molto affezionato. Iniziò a frequentare abitualmente casa mia a Roma e quando ebbe il primo figlio volle chiamarlo Michelangelo e mi chiese di fargli da padrino di battesimo.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Baptism godfather of a child named Michelangelo
Marcello Venusti was born in Como between 1512 and 1513 but is cited by his contemporaries as the Mantuan. He passed through Mantua before arriving in Rome but from there he runs away to say that he was born in that city.
He was kind, modest and loved to paint. In 1541 he began to study my Last Judgment and not a day went by that he did not go to the Sistine Chapel with his sheets to copy my work. He wasn’t the only one at the time studying that masterpiece but he was the most skilled at doing it.
On December 4, 1541, the Mantua orator Nino Sernini wrote to Cardinal Ercole Gonzaga that he would have liked so much to have a copy of the Judgment: “There are many who continually portray him, among which the best is a Mantuan and his name is Marcello, that Pope Julio must know him”.
Serini attempted to negotiate with Venusti to obtain a copy to send to the cardinal but the thing did not go through. At that moment Venusti didn’t have a penny in his pocket. He lived in misery but nevertheless he continued to study the figures of the Judgment with tenacity and infinite love for my art.
In the end, Venusti made a copy not for Cardinal Gonzaga but for Cardinal Farnese, starting to earn his first money. That copy is the one that is now in the National Museum of Capodimonte.
I got to know Venusti and it was probably my beloved Tommaso dei Cavalieri who introduced him to my house. He was one of his protected artists, he had great esteem for him and over time I did too.
He was a talented young man and he was very fond of me. He began to frequent my house in Rome and when he had his first child he wanted to call him Michelangelo and asked me to be his godfather at baptism.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.
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