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CARMI: la recensione del Museo Carrara e Michelangelo

Ebbene sì, ieri sera me ne sono andato fino a Carrara per partecipare all’inaugurazione del CARMI, il nuovo museo Carrara e Michelangelo allestito all’interno di Villa Fabbricotti, al Parco della Padula.

All’evento ha partecipato una marea di persone e dei discorsi che han fatto sul palco non ho inteso nulla. Di qualcosa avran parlato sicuro: avranno raccontato la storia della villa, del parco e pure del nuovo allestimento ma dubito che qualcuno abbia potuto sentire qualcosa a meno che non si trovasse proprio dinnanzi al palchetto.

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Alla fine delle presentazioni le porte si sono aperte al pubblico mentre dinnanzi alla villa è stato servito un aperitivo in grande stile con tanto di buffet e musica dal vivo. Ad accogliermi ho trovato un Mosé in gesso che mi guardava pure male: la copia dopotutto non è malvagia ma l’avrei resa meno candida, quello sì.

Cosa c’è di bello da vedere? Vi dico l’opinione mia… ho apprezzato i gessi della Collezione Lazzerini, alcuni dei quali di pregevole fattura. Già sapete che ho un debole per i modelli che vengono usati nei laboratori. A far da corredo a quelle opere ci son le gigantografie alle pareti che mostrano un po’ com’era lavorar dal Lazzerini: guardandole vi renderete conto che c’erano pure i bambini al pezzo ma d’altra parte pure in cava erano impiegati per i lavori meno pesanti…i boccia erano chiamati.

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Impossibile non soffermarsi a guardare i gessi che arrivano direttamente dall’Accademia di Belle Arti di Carrara come L’amore che Abbevera le Colombe di Bienaimé o altri pregevoli modelli del Tacca. Ecco, avrei preferito una disposizione diversa: così come sono ragruppati è impossibile vederli a tutto tondo, girandogli attorno. Se le opere fossero state sistemate non a gruppo ma su piedistalli individuali avrei apprezzato dettagli che invece nemmeno ho potuto avvicinare.

La selezione di foto dei film di prossima uscita Michelangelo Infinito diretto da Imbucci e Il Peccato di Konchalovsky è interessante a mio avviso ma avrei anche qui scelto un allestimento migliore. Le foto piccole della produzione di Sky nemmeno vengono notate al di sotto di quelle più grandi.

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Non mi piacciono molto i musei in cui è ampia la parte descrittiva… mi spiego meglio. Le didascalie dettagliate che raccontano per sommi capi le opere esposte mi garbano e sono necessarie ma detesto trovarmi dinnanzi a intere pareti ricoperte di pannelli descrittivi. Non ci si può fermare in una sala di un museo quasi un’ora per leggere tutto quello che c’è sopra. Se voglio approfondire lo faccio in altro modo: magari mi compro un libro o perchè no una dettagliata guida del museo in questione. Vi assicuro che il CARMI era strapieno ieri e le uniche sale in cui si scorreva agevolmente erano quelle dedicate a me dove c’erano appunto questi pannelloni da leggere.

Non mi è piaciuto il gesso-finto blocco di marmo con il Mosè in fase di realizzazione. Oltre a non essere così interessante qualcosa davvero non torna. Come sapete la posizione del Mosé è stata cambiata in corso d’opera. Standogli dinnazi pare di vedere i due piedi paralleli mentre la gamba sinistra ha assunto la posizione attuale. Il capo già è voltato così come la barba che non appare più dritta come era in origine. Se i piedi ancora sono frontali pure la testa e la barba dovrebbero esserlo, no? Bah…diciamo che questo gesso mi lascia perplesso. Altra cosa…dietro il Mosé appare sempre il blocco grezzo ma c’è un piccolo particolare che forse è sfuggito a chi ha realizzato questo cosone qua. Quando cambiai posizione al Mosé, molti anni dopo aver iniziato a scolpirlo, la parte dietro aveva un grado assai superiore di finitura tanto che sul retro del vero Mosè sono visibili le tracce della cintora scolpita nella prima versione che poi tolsi nella versione ultima.

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Traendo le conclusioni posso affermare che il Carmi così come è allestito adesso ha poche speranze di proseguire la sua corsa verso il futuro. Sono pessimista? Forse ma tant’è. Mi dispiace perchè davvero speravo in qualcosa di grandioso e diverso. Certo io ci tornerei volentieri per ammirare soprattutto i gessi esposti ma non per godermi la sezione a me dedicata.

Mi rimane difficile pensare che possa sostenere i costi del personale con gli ingressi nel corso dei prossimi mesi. Esiste una via di salvezza? Si, certo. Creando una serie di eventi a tema Michelangelo e marmo, mostre organizzate in maniera impeccabile, conferenze incentrate su di me e cose affini. In caso contrario prevedo che abbia un futuro difficile.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti…a proposito: stasera 3 giugno 2018 vi aspetto a Fantiscritti per l’evento Il pianoforte (S)colpisce l’anima. Ve ne ho parlato QUA.

 

 

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1 commento »

  1. Anch’io ero presente all’inauguraziine e anch’io sono rimasta un po’ delusa.
    Davvero l’unica opera riguardante lei, sig. Michelangelo, che merita di essere vista, anche se una copia di gesso, è il Mosè a grandezza naturale.
    Per quanto riguarda la parte dedicata ai film, girati anche a Carrara, mi sono molto piaciute le foto, anche se stampate in un piccolo formato, alcune erano veramemte suggestive, ma sono soltanto da guardare, non spiegano e non aggiungono nulla al visitatore, spero che col tempo ne vengano inserite altre.
    L’ho trovato più che altro un museo didattico che punta più l’attenzione sulla cittá di Carrara e le sue attivitá dedicate al marmo.
    Peccato.

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