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4 gennaio 1791: muore Étienne Maurice Falconet, genio inquieto della scultura europea

Il 4 gennaio del 1791 segna la scomparsa di uno dei più raffinati protagonisti della scultura europea del Settecento: Étienne Maurice Falconet.

Artista complesso, teorico dell’arte e intellettuale vicino agli ideali dell’Illuminismo, Falconet seppe attraversare con originalità un secolo dominato da profonde trasformazioni culturali, lasciando opere di straordinaria eleganza e forza espressiva.

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Chi era Étienne Maurice Falconet

Étienne Maurice Falconet nacque a Parigi il primo giorno di dicembre del 1716 in un contesto sociale modesto. I suoi primi passi nel mondo dell’arte avvennero attraverso l’incisione, disciplina che affinò il suo senso del dettaglio e della linea, prima di avvicinarsi alla scultura sotto la guida di Jean-Baptiste Lemoyne. Il suo talento emerse rapidamente, permettendogli di ottenere importanti commissioni e di affermarsi come uno degli scultori più apprezzati della Francia rococò.

Falconet non fu anche un uomo di vasta cultura. Frequentò gli ambienti intellettuali parigini e instaurò un dialogo profondo con Denis Diderot, condividendo con lui riflessioni sul ruolo dell’artista, sul valore morale dell’arte e sul rapporto tra bellezza e verità.

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Dal Rococò al Classicismo: uno stile in evoluzione

Uno degli elementi più interessanti dell’opera di Falconet è la sua continua evoluzione stilistica. Le prime sculture rivelano un gusto tipicamente rococò, caratterizzato da superfici morbide, pose aggraziate e una sensualità misurata ma evidente. Opere come La Bagnante incarnano una bellezza intima e naturale, lontana dalla rigidità accademica.

Con il passare degli anni lo scultore maturò un linguaggio più severo e riflessivo. Le sue figure divennero più solide, le composizioni più equilibrate e il messaggio simbolico più intenso. Questo progressivo avvicinamento al classicismo lo rende una figura chiave di transizione verso il Neoclassicismo, capace di coniugare grazia formale e profondità emotiva.

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Il capolavoro assoluto: Il Cavaliere di Bronzo

La consacrazione internazionale di Falconet è indissolubilmente legata al monumento equestre dedicato a Pietro il Grande, noto come Il Cavaliere di Bronzo, realizzato a San Pietroburgo su incarico dell’imperatrice Caterina II. L’opera rappresenta uno dei massimi esempi di scultura monumentale del XVIII secolo e un autentico manifesto politico in forma artistica.

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Falconet concepì l’opera come un’immagine dinamica del potere, in cui il sovrano domina le forze della natura e del destino. Particolarmente audace fu la scelta del basamento, ricavato da un gigantesco monolite trasportato con un’impresa tecnica senza precedenti. Nonostante l’importanza del progetto, i rapporti tra l’artista e la corte russa si deteriorarono, tanto che Falconet lasciò la Russia prima dell’inaugurazione ufficiale del monumento.

Falconet teorico e polemista

Accanto alla sua attività di scultore, Falconet si distinse come teorico dell’arte. Nei suoi scritti espresse una posizione critica nei confronti dell’accademismo rigido e dell’idealizzazione eccessiva delle forme. Difese con forza l’importanza dell’osservazione diretta della natura e della libertà creativa dell’artista, sostenendo che l’arte dovesse trasmettere emozioni autentiche e non limitarsi a imitare modelli prestabiliti.

Queste idee, in anticipo sui tempi, suscitarono accesi dibattiti e contribuirono a isolare Falconet negli ambienti ufficiali, ma ne rafforzarono il profilo di pensatore indipendente e anticonformista.

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Gli ultimi anni e la morte nel 1791

Negli ultimi anni della sua vita, Falconet fece ritorno in Francia, dove visse in condizioni sempre più difficili, segnato da problemi di salute e da un progressivo allontanamento dalle istituzioni artistiche. La sua morte, avvenuta nel gennaio del 1791, si colloca in un momento storico carico di tensioni, alle soglie della Rivoluzione francese, che avrebbe radicalmente trasformato il mondo dell’arte e il ruolo dell’artista nella società.

Oggi Étienne Maurice Falconet è riconosciuto come una figura fondamentale della storia dell’arte europea, capace di collegare la leggerezza del Rococò alla severità del Neoclassicismo.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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January 4, 1791: Étienne Maurice Falconet, a Restless Genius of European Sculpture, Dies

January 4, 1791, marks the passing of one of the finest exponents of 18th-century European sculpture: Étienne Maurice Falconet. A complex artist, art theorist, and intellectual close to the ideals of the Enlightenment, Falconet navigated a century dominated by profound cultural transformations with originality, leaving behind works of extraordinary elegance and expressive power.

Who was Étienne Maurice Falconet?

Étienne Maurice Falconet was born in Paris on December 1, 1716, into a modest social background. His first steps in the world of art were through engraving, a discipline that honed his sense of detail and line, before he turned to sculpture under the guidance of Jean-Baptiste Lemoyne. His talent emerged quickly, allowing him to secure important commissions and establish himself as one of the most highly regarded sculptors of Rococo France.

Falconet was not a man of vast culture. He frequented Parisian intellectual circles and established a profound dialogue with Denis Diderot, sharing with him reflections on the role of the artist, the moral value of art, and the relationship between beauty and truth.

From Rococo to Classicism: an Evolving Style

One of the most interesting elements of Falconet’s work is his continuous stylistic evolution. His early sculptures reveal a typically Rococo taste, characterized by soft surfaces, graceful poses, and a restrained yet evident sensuality. Works such as The Bather embody an intimate and natural beauty, far removed from academic rigidity.

Over the years, the sculptor developed a more severe and reflective language. His figures became more solid, the compositions more balanced, and the symbolic message more intense. This progressive shift toward classicism makes him a key figure in the transition to Neoclassicism, capable of combining formal grace and emotional depth.

The absolute masterpiece: The Bronze Horseman

Falconet’s international recognition is inextricably linked to the equestrian monument dedicated to Peter the Great, known as The Bronze Horseman, commissioned in St. Petersburg by Empress Catherine II. The work represents one of the greatest examples of monumental sculpture of the 18th century and a true political manifesto in artistic form.

Falconet conceived the work as a dynamic image of power, in which the sovereign dominates the forces of nature and destiny. The choice of pedestal was particularly bold, carved from a gigantic monolith transported with an unprecedented technical feat. Despite the project’s importance, relations between the artist and the Russian court deteriorated, so much so that Falconet left Russia before the monument’s official inauguration.

Falconet, Theoretician and Polemicist

Alongside his work as a sculptor, Falconet distinguished himself as an art theorist. In his writings, he expressed a critical stance against rigid academicism and the excessive idealization of form. He forcefully defended the importance of direct observation of nature and the artist’s creative freedom, arguing that art should convey authentic emotions and not simply imitate pre-established models.

These ideas, ahead of their time, sparked heated debate and contributed to Falconet’s isolation in official circles, but they also strengthened his profile as an independent and nonconformist thinker.

Late Years and Death in 1791

In the final years of his life, Falconet returned to France, where he lived in increasingly difficult conditions, marked by health problems and a progressive distancing from artistic institutions. His death in January 1791 occurred at a tense historical moment, on the threshold of the French Revolution, which would radically transform the art world and the role of the artist in society.

Today, Étienne Maurice Falconet is recognized as a pivotal figure in the history of European art, capable of bridging the lightness of Rococo with the severity of Neoclassicism.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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