Cosimo I de’ Medici: i libri a lui dedicati
Cosimo I de’ Medici, il primo Granduca di Toscana, passò a miglior vita il 21 aprile 1574 e quest’anno ricorrono i 450 anni dalla sua scomparsa.
Per non farsi trovare impreparati alle celebrazioni previste per ricordare l’importanza che ebbe per la Toscana ma non solo, ho alcuni interessanti titoli di libri da proporvi che raccontano la sua storia, le relazioni con gli altri personaggi di spicco dell’epoca, la sua importanza come mecenate e altri dettagli che è meglio conoscere.
Cosimo I dei Medici. Il padre della Toscana moderna
Una storia di genio e bellezza, ma anche di intrighi e sventure: ingredienti che hanno caratterizzato la vicenda biografica della famiglia dei Medici, signori di Firenze, e l’intero Rinascimento.
Figura centrale di questo periodo fondamentale nella storia e nella cultura europee è Cosimo I (Firenze 1519-1574), primo granduca di Toscana e artefice della sua trasformazione in Stato. L’autore Giani, in questo libro, ne ripercorre la vita e le imprese di governo, il rapporto con le arti e ne evidenzia soprattutto la dimensione di legislatore e statista capace di portare quella che fino allora era stata una piccola potenza regionale al livello delle corti e delle grandi nazioni del Cinquecento.
I libri del granduca Cosimo I de’ Medici. I manoscritti personali e quelli per la biblioteca di Michelangelo
Per celebrare i cinquecento anni dalla nascita di Cosimo I de’ Medici ricordati nel 2019, la Biblioteca Medicea Laurenziana espose in mostra i libri del granduca, in parte posseduti nella sua biblioteca privata e in parte da lui raccolti al fine di ampliare la collezione di quella pubblica progettata da Michelangelo.
I manoscritti, tutti conservati presso la Laurenziana, raccolgono tra l’altro le Vite del granduca, testi di musica polifonica come di opere scientifiche, traduzioni di testi classici e anche una Geographia di Tolomeo da cui sono tratte le carte geografiche realizzate da Egnazio Danti, apposte sulle ante degli armadi della Sala della Guardaroba di Palazzo Vecchio.
Molti dei codici della seconda sezione della mostra provengono dalla Biblioteca della basilica di San Lorenzo. Per volontà di Cosimo, altri volumi furono trasferiti dalla Biblioteca di San Marco, dal Comune di San Gimignano e dalla biblioteca della Badia di San Salvatore a Settimo. Tutto il catalogo è illustrato. Ogni manoscritto esposto è accompagnato da un’approfondita scheda esplicativa.
Alchimia e segreti di Cosimo I in Palazzo Vecchio a Firenze
Dopo solo tre anni dalla sua elezione, Cosimo, il 25 maggio 1540, in occasione della festa dello Spirito Santo, lasciava il Palazzo in via Larga e si trasferiva con la famiglia nel Palazzo della Signoria, simbolo del potere politico cittadino.
Il Palazzo, che si ergeva in forme medioevali sulla omonima piazza, fu fin da subito oggetto di una serie di interventi edilizi al fine di renderlo consono sia alle nuove funzioni abitative che a quelle rappresentative in virtù del rinnovato prestigio della dinastia medicea.
Un profondo pensiero simbolico è alla base del nuovo intervento. Giorgio Vasari, pittore e architetto, affiancato da una equipe di valenti artisti, incaricato del vasto programma decorativo, attinge alla mitologia per nascondere sotto le sapienti allegorie i principi della filosofia ermetica.
Moda a Firenze 1540-1580. Lo stile di Cosimo I de’ Medici
Attraverso le carte dell’archivio di Stato di Firenze viene ricostruito l’intero guardaroba del marito di Eleonora, il duca Cosimo i de’ Medici, giorno per giorno, da quando annotazioni dei suoi abiti comincia a comparire nei documenti fino alla sua morte, cioè dal 1544 al 1574.
È possibile conoscere i gusti personali del sovrano di Firenze, fondatore della dinastia granducale, ma anche con quale cura e determinazione egli costruisse la propria immagine pubblica ed ufficiale.
Attraverso analisi dei capi che costituiscono il suo guardaroba Roberta orsi Landini segue evoluzione della moda a Firenze in quel periodo e determina esattamente il momento in cui sono introdotte nuove fogge nell’abbigliamento o quando altre vengono dismesse, quali colori, quali tessuti, quali decorazioni sono scelti. La pittura, in particolare modo la ritrattistica, offre interessanti riscontri.
Tavole sinottiche permettono di seguire i cambiamenti nell’arco dei quarant’anni, costituendo anche uno strumento per la datazione dei dipinti. Un capitolo è dedicato alla ricostruzione dei cartamodelli, realizzati sullo studio degli abiti funebri di Cosimo stesso e del figlio don garçia, paragonandoli a quelli, inediti, di altri capi italiani coevi. L’appendice documentaria riporta giorno per giorno l’annotazione degli abiti confezionati, specificando materiali e quantità.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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