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Quando papa Paolo III volle la mia compagnia

Paolo III Farnese fu nominato papa nel 1534. Con lui andavo assai d’accordo e, per quanto possa sembrarvi strano, le cronache non riportano particolari litigi o scontri fra di noi.

Eravamo quasi coetanei: aveva solo sette anni in più di me e potevo avere con lui amabili conversazioni.

Il 10 d’agosto del 1537, giorno di San Lorenzo, papa Paolo III si sentiva particolarmente solo e avrebbe gradito che andassi da lui per fargli compagnia. Così Jacopo Meleghino, segretario di fiducia del pontefice nonché suo tesoriere, mi scrisse una lettera chiedendomi di andare da Paolo III per intrattenerlo e condividere con lui un po’ di tempo.

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Fu Paolo III in persona a chiedere al Meleghino di scrivermi e, se non fosse stato troppo disturbo, avrebbe voluto vedere la Cappella Sistina in mia compagnia. In quel frangente stavo lavorando al Giudizio Universale che m’aveva commissionato il predecessore papa Clemente VII, commissione confermata alla sua morte da papa Paolo III.

A seguire vi riporto la lettera integrale del Meleghino. Buona lettura

Il Ritratto di Paolo III con i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese
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Roma, 10 agosto del 1537

Magnifico messer Michelangelo honorando, Nostro Signore è venuto a fare cantare una messa in la sua capelletta di Palazzo, perché hoggi è la festa di Santo Lorenzo, che è titulo della detta capella, et hoggi starà qui in Palazzo per stuffarsi domatina per il fresco.

Poi la sera se ne ritornarà a Santo Marco. Hor, perché Sua Santità se trova qui sola et non ha chi la intertenga, desideraria, quando non vi fusse di scommodo alcuno, ragionare con voi, et se vi fusse piacere vederia volentieri la pittura della capella.

Sua Santità me ha imposta che vi scriva la presente polliza; prego Vostra Signoria che per il presente mio servitore me facciate intendere quello che potete fare, et potendo venire, a che hora serete qua. Et sempre di core me vi raccomando. Servitore Iacopo Meleghino.

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