Tommaso: luce del secol nostro unica al mondo
Roma, 30 Novembre del 1532 Inconsideratamente, messer Tomao s(ignio)r mio karissimo, fui mosso a scrivere a Vostra S(igniori)a, non per risposta d’alcuna vostra che ricievuta avesse, ma primo a muovere, […]
La mia ultima lettera
L'ultima lettera che scrissi di mano mia fu quella indirizzata al mio caro nipote Lionardo, recante la data del 28 gennaio del 1563
Era davvero mia zia quella monaca caduta in disgrazia?
Sapete, quando iniziai a guadagnar benino, mi arrivavano richieste di denaro da destra e manca. Si rifecero vivi parenti che nemmeno sapevo di avere, amici che amici non lo sono […]
Cose da fare: comprare zucchero rosso
Chi è entrato in possesso del mio patrimonio ha avuto l’accortezza di conservare con la dovuta cura tutto ciò che ha trovato nascosto nei cassetti, sparpagliato chissà dove. Mi fa […]
Mai prestare qualcosa agli sconosciuti: meglio regalare
Se avete intenzione di prestare qualcosa che vi sta a cuore a uno sconosciuto mettete in conto in fin da subito che forse non lo riavrete mai più. Parlo per […]
L’uomo non deve ridere quando tutto il mondo piange
Oggi voglio proporvi la lettera che scrissi al Vasari da Roma il 31 Marzo del 1554. E’ una delle tante che ci scambiammo durante il corso degli anni. Nella sua […]
Contese da vicini di casa
Era il 13 aprile del 1518 quando Massimo Grati mi scrisse questa lettera da Camaiore, cittadina confinante con Pietrasanta. Le due città tanto d’accordo non son mai andate ma è […]
Al mi babbo, da Roma
Arrivai a Roma per la prima volta il 25 giugno del 1496. Il cardinale Riario, vittima della truffa allestita da un antiquario poco onesto che aveva anticato un mio cupido […]
Chi m’ha tolto giovinezza, onore e roba mi chiama ladro
Il 24 ottobre del 1542 scrissi forse la lettera più lunga di tutto il mio carteggio. Nonostante alcune sue parti siano molto note e citate spesso, il destinatario è un monsignore anonimo.
