Io: il nuovo Apollo e il nuovo Apelle secondo il poeta Benni
Francesco Benni, poeta cinquecentesco, in un dialogo in poesia scritto a Sebastiano del Piombo, mi dedicò versi lusinghieri...
Son tradito da’ giorni mie fugaci
Oilmè, oilmè, ch'i' son tradito da' giorni mie fugaci e dallo specchio che 'l ver dice a ciascun che fiso 'l guarda!
Tornami al tempo…
Tornami al tempo, allor che lenta e sciolta al cieco ardor m'era la briglia e 'l freno...
Il tempo era la briglia e ‘l freno
Tornami al tempo, allor che lenta e sciolta al cieco ardor m'era la briglia e 'l freno...
Qual prezïosa gioia
I' l'ho, vostra mercè, per ricevuto e hollo letto delle volte venti. Tal pro vi facci alla natura i denti, co' 'l cibo al corpo quand'egli è pasciuto.
Non è la pace tua senza il mio pianto
...Così l'alma sincera serve e sopporta e, quando che sia poi, spera non quel che puoi: ché 'l premio del martir non è tra noi.
Ti troverei anche se fossi cieco
"Messer Giorgio, io vi mando dua sonecti; e benché sien cosa scioca, il fo perché veggiate dov'io tengo i mie pensieri".
L’infinita beltà che gli occhi abbaglia
I' mi credetti, il primo giorno ch'io mira' tante bellezze uniche e sole, fermar gli occhi com'aquila nel sole nella minor di tante ch'i' desio.
Veggio co’ be’ vostr’occhi un dolce lume
🇮🇹Volo con le vostr’ale senza piume; col vostro ingegno al ciel sempre son mosso... 🇬🇧Wingless upon your pinions forth I fly; Heavenward your spirit stirreth me to strain...
