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Acquario di Genova: a spasso sotto il mare

Mica penserete che me ne sto sempre chiuso nel mio sepolcro a Santa Croce. Ieri me ne sono andato a spasso con il mio alter ego e la sua vivace famiglia all’Acquario di Genova per trascorrere una giornata all’insegna del profumo di mare e delle specie che lo popolano.

Il mio alter ego Antonietta Bandelloni con le due figlie
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L’Acquario si trova nel cinquecentesco Porto Antico di Genova. Sia la struttura che le zone limitrofe sono state progettate da Renzo Piano e inaugurate nel 1992, in occasione del cinquecentenario della Scoperta dell’America.

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L‘Acquario di Genova vanta la più ricca esposizione di biodiversità acquatica di tutta Europa e passeggiando lungo il percorso espositivo si ha la possibilità di ammirare da vicino più di 70 ambienti differenti con 12mila esemplari appartenenti a 600 specie differenti arrivati qua da ogni parte del mondo.

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Per visitare con calma tutti i settori dell’Acquario prendetevela comoda e mettete in conto un tempo variabile fra le due ore e mezzo e le tre, a seconda di quanto vogliate fermarvi davanti alle vasche.

Vi avviso: difficile venire via dalle vasche dei lamantini, foche, pinguini e delfini soprattutto se come me, vi avventurate nel percorso in compagnia di bambini.

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Dopo aver percorso l’atrio caratterizzato da proiezioni e da una enorme vasca, ci si trova davanti alla grande grotta delle murene. Un grande cilindro alto sei metri che simula le profondità marine in cui ci sono per l’appunto murene e scorfani che col loro mimetismo facilmente passano inosservati.

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La vasca dei lamantini è straordinaria. Nonostante la mole che hanno questi mammiferi acquatici, si muovono con un’eleganza inaspettata in acqua.

L’Acquario di Genova è una delle dieci strutture in ambito europeo a contribuire a mantenere questa specie a grave rischio di estinzione. Sapete, nel settembre del 2015 proprio in questo vascone è venuto alla luce il cucciolo Tino che oggi è un giovane adulto.

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Fra le vasche più affascinanti vale la pena menzionare quella delle foche comuni che abitualmente popolano le acque costiere del Mare del Nord, del Pacifico e dell’Atlantico.

Alcuni degli esemplari presenti sono proprio nati all’Acquario di Genova. Velocissime nell’acqua, anche loro si muovono con un’agilità straordinaria quanto i pinguini che si trovano in una zona attigua.

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Il padiglione dei cetacei è visibile da differenti prospettive. La vista più spettacolare forse è quella del tunnel subacqueo lungo 15 metri che consente di vedere i delfini nuotare, rincorrersi fra di loro e osservarli mentre si divertono a permanere davanti ai bocchettoni dai quali presumo arrivi acqua pulita. C’era un delfino in particolare che non si staccava da lì: pareva gradire in modo particolare il solletico provocato dai getti.

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All’interno del percorso del Padiglione Biodiversità che somiglia a una grande nave blu, è consentito toccare le razze nella vasca che sembra gradiscano in moro particolare essere sfiorate.

Prima di uscire dall’Acquario sono entrato con le mie due piccole accompagnatrici nel giardino tropicale “Un battito d’Ali”. Sembra di entrare all’interno di un piccolo paradiso terrestre dove ci si trova a passeggiare fra farfalle variopinte, piante della foresta centroamericana e uccellini che svolazzano a portata di testa.

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La nostra visita all’Acquario è terminata con la voglia di tornare e la passeggiata all’interno e la Bolla di Renzo Piano, ovvero la struttura di vetro e acciaio sospesa sul mare che accoglie una foresta pluviale in miniatura con oltre 150 specie differenti fra uccelli, tartarughe, insetti, felci e piante.

Mi son servito osservato da un ibis rosso che pareva assai incuriosito dai visitatori all’interno del suo habitat.

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Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti in giro per l’Italia e per il mondo assieme al suo alter ego e alla sua vivace famiglia.

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