Casa Buonarroti raccontata in un video

Se non siete mai stati a casa Buonarroti a Firenze, vi consiglio di guardare questo interessante video. Eugenio Giani, Presidente della Fondazione Casa Buonarroti, vi racconterà nel dettaglio cosa conserva questo prezioso museo e molte altre cose relative alla vita mia e non solo.

Casa Buonarroti possiede la più importante collezione di disegni miei che esista al mondo nonostante nel corso dei secoli qualche erede mio ebbe l’ardire di venderne parecchi che oggi si trovano sparpagliati nei più grandi musei del mondo.

Firenze vi aspetta: non dimenticatevi di venire anche a casa mia per osservare da vicino i disegni esposti a rotazione, la Madonna della Scala, la Battaglia dei Centauri e molto altro ancora.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Prime testimonianze della Battaglia dei Centauri

La prima testimonianza scritta che si ha della Battaglia di Centauri si trova in una lettera scritta del lontano 1527 da Giovanni Borromeo. Chi era costui? Niente di meno che l’agente dei Gonzaga a Firenze alla ricerca di tesori artistici da comprare per Federico, il marchese di Mantova. Federico stravedeva per le opere mie e avrebbe pagato qualsiasi prezzo pur  di potarsi a casa una scultura o un dipinto.

Nella lettera Borromeo scrive “certo quadro di figure nude, che combattono, di marmore, quale havea principiato ad istantia d’un gran signore, ma non è finito. E’ braccia uno e mezo a ogni mane, et così a vedere è cosa bellissima, e vi sono più di 25 teste e 20 corpi varii, et varie attitudine fanno”. Il gran signore è Lorenzo de’ Medici, detto Il Magnifico.

Successivamente questo mio lavoro giovanile viene descritto rapidamente anche nella biografia che scrisse il Condivi, anno 1553.

Se volete vedere la Battaglia dei Centauri con i vostri occhi, non dovrete fare altro che varcare le soglie di Casa Buonarroti, in via Ghibellina a Firenze.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi discorsi e i suoi racconti che vi aspetta tutti a casa sua, nella città del Rinascimento.

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L’un nell’altro amante si trasforma

    Qui vuol mie sorte c’anzi tempo i’ dorma,
né son già morto; e ben c’albergo cangi,
resto in te vivo, c’or mi vedi e piangi,
se l’un nell’altro amante si trasforma.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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La battaglia dei centauri

La Battaglia dei Centauri è una delle mie opere giovanili e guardandola oggi, dopo secoli e secoli dalla sua realizzazione, posso affermare con fierezza che già da ragazzino mi sapevo destreggiar bene con gli attrezzi del mestiere. Iniziai ad assestare le prime scalpellate a quel marmo quando avevo una quindicina d’anni e dimoravo presso la casa di Lorenzo il Magnifico. Secondo alcuni esperti quest’opera sarebbe stata la mia prima commissione in assoluto realizzata proprio per Lorenzo de’ Medici e il soggetto sarebbe stato poi suggerito da Agnolo Poliziano.

Come potete notare l’opera non è finita. Smisi di lavorarci quando Lorenzo il Magnifico passò a miglior vita nel 1492. I protagonisti della scena mostrano una a una le scalpellate che gli assestai ancora oggi.

Il soggetto dell’opera ancora si presta per aprire nuove discussioni. Già il Condivi e il Vasari c’avevano visto due cose assai differenti e entrambe più che plausibili. Mi piace vedervi ammattire attorno alle mie opere, sì, ve lo posso anche confessare.

“Mi rammento udirlo dire, che, quando la rivede, cognosce, quanto torto egli habbia fatto alla natura a non seguitar l’arte della scultura, facendo giudicio per quel opera, quanto potesse riuscire” scrisse il Vasari proprio riferendosi alla Battaglia dei Centauri. Tuttavia  questo non è l’unica documentazione scritta di questo lavoro poiché anche il Marchese di Mantova Federico pare avesse un debole per le mie opere. Il suo agente a Firenze ebbe l’occasione di vedere la Battaglia e la propose come futuro acquisto al marchese in questi termini nell’anno 1527 “certo quadro di figure nude, che combattono, di marmore, quale havea principiato ad istantia d’un gran signore, ma non è finito. E’ braccia uno e mezo a ogni mane, et così a vedere è cosa bellissima, e vi sono più di 25 teste e 20 corpi varii, et varie attitudine fanno”.

Se volete vedere la Battaglia dei Centauri con i vostri occhi dovete varcare le soglie di Casa Buonarroti a Firenze assieme alla Madonna della Scala e a altri modelli miei.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che per oggi smette di bere caffè.. dopo il quinto mi fermo.

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Il giardino di San Marco: scuola gratuita di scultura alla corte dei Medici

“Avvenne che un giorno fu dal Granacci menato al giardin de’ Medici a San Marco, il qual giardino di Magnifico Lorenzo avea di varie statue antiche e de figure ornato”. Questo è quanto riporta il Condivi facendo riferimento alla mia entrata nel prestigioso giardini di Lorenzo il Magnifico.

Avevo quattordici anni quando il mio amico Granacci mi condusse in questo luogo per me meraviglioso dove avrei imparato i primi rudimenti della scultura. Imparare a dipingere presso i fratelli Ghirlandaio non era male ma io volevo scolpire, dar forma alla pietra guidato dalla mente e dalle mani. Avevo bisogno di toccare le mie realizzazioni a tutto tondo e non di vederle schiacciate su di un piano statico.

I primi giorni mi limitai a osservare le sculture antiche e moderne che vi erano e poi iniziai a trascorrere sempre pi tempo lì dentro fino a smettere di andare dai Ghirlandaio. Si trattava di una vera e propria scuola di scultura aperta ai giovani talentuosi, sia abbienti che senza un quattrino. Lorenzo provvedeva ai nostri fabbisogni quotidiani purché ci buttassimo a capofitto nella nobilissima arte della scultura.

Assieme a me c’erano tanti giovani che avrebbero realizzato successivamente opere note come Giovanfrancesco Rustici, Baccio da Montelupo e il Sansovino. C’erano anche Lorenzo di Credi e Giuliano Bugiardini ma loro due alla fine preferirono dedicarsi alla pittura piuttosto che alla scultura.

Ah, già. Lo ricordo assai malvolentieri ma fra gli studenti c’era anche il Torrigiano. Per intenderci è quello che mi spaccò il naso e che poi il Magnifico fece esiliare oltralpe.

A insegnarci l’arte c’era Bertoldo da Giovanni che a sua volta era stato un bravo allievo di Donatello. Noi ragazzi venivamo spronati a fare sempre meglio, a confrontarci continuamente. Dinnanzi a Lorenzo il Magnifico eravamo tutti in competizione e lui sempre premiava i migliori non solo tessendone le lodi ma con generose elargizioni in denaro.

Peccato che al giorno d’oggi un posto così non ci sia più. Nessun facoltoso signorotto oggi come oggi si diletterebbe nel veder scolpire giovani talentuosi mettendo a loro disposizione vitto, alloggio e premi talvolta sostanziosi. Bah, o voi che avete un monte di danari, credete forse di portarli con voi da questa parte dell’esistenza oltre la morte? Usateli per qualcosa che valga davvero la pena.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che seppur non rimpiange l’epoca medicea, ripensa spesso e volentieri a Lorenzo e al suo giardino di San Marco.

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Tre giorni per vedere le mie opere a Firenze

Stanotte ho dormito poco e nulla. Per non perder tempo mi son messo a scrivere per voi un itinerario ideale da effettuare a Firenze per conoscere le opere che ho lasciato in questa città senza tempo. In nove tappe da effettuare in tre giorni potrete vedere gran parte dei lavori che consegnai in mano all’eternità. Siete pronti a partire? Vi accompagno io in questo tour dentro la bellezza e al di fuori della storia.

Casa Buonarroti

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Nel cuore del quartiere di Santa Croce, per l’esattezza in via Ghibellina, c’è casa mia. In realtà non vissi mai lì ma questo palazzo fu fatto costruire dal mi’ nipote Lionardo e venne passato in mano di erede in erede fino a quando il ramo della famiglia si estinse. Qui potrete ammirare alcune delle mie prime opere come la Battaglia dei Centauri e la Madonna della Scala ma anche alcuni modelli importanti come la facciata lignea del San Lorenzo. Pensate che la collezione più grande di disegni miei si trova proprio a casa Buonarroti. Per motivi di conservazione ne vengono esposti solo pochi per volta e a rotazione.

Chiesa di Santo Spirito

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Mettetevi l’animo in pace e attraversate l’Arno per raggiungere la Chiesa di Santo Spirito. E’ un luogo simbolo per la mia crescita artistica e non solo. Fu proprio il priore di Santo Spirito ad accogliermi dopo la morte di Lorenzo il Magnifico e fu sempre lui a permettermi di studiare e dissezionare i cadaveri provenienti dall’ospedale attiguo. Per ringraziare il priore di tante attenzioni e riguardi volli scolpire per lui e la sua Chiesa un crocifisso in tiglio. Il crocifisso dopo varie vicissitudini si trova ancora nella Sagrestia di Santo Spirito e guardandolo avrete l’impressione che quel corpo non sia fatto di legno ma di carne.

Il museo del Bargello

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Fra le opere più conosciute che abitano in questo palazzone c’è sicuramente il mio Bacco. Lo scolpii per il cardinale Raffele Riario nel 1496, durante il mio primo momento romano. Ah, ricordatevi che la coppa che il Bacco sostiene non è originale. Quella già non c’era più nel momento in cui la scultura venne esposta nel giardino delle antichità del cardinale. Il Bargello conserva altre mie opere importanti come il Tondo Pitti, il David-Apollo, il busto del Bruto e da qualche anno anche il cosiddetto crocifisso Gallino che tanto ha fatto discutere i critici d’arte.

La Galleria dell’Accademia

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Se le mie sculture vi appassionano questa tappa farà breccia nel vostro cuore e nella vostra mente. Affrontate la lunghissima coda dinnanzi all’Accademia e quello che vedrete con i vostri occhi vi ripagherà di ogni minuto di attesa. Attraversate il corridoio ammirando uno a uno i prigioni e il San Matteo e alla fine vi ritroverete ai piedi del David. Soffermatevi quanto tempo desiderate per ammirare ogni suo dettaglio. Che ve ne pare? Avete mai visto niente di simile? Via, giù.. ammettetelo: son stato proprio bravo, altro che storie.

La Galleria degli Uffizi

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Per ammirare tutti i capolavori che sono presenti all’interno degli Uffizi non è sufficiente una sola giornata. Verrete storditi da tanta bellezza che a volte potrebbe mancarvi il fiato. Rilassatevi, respirate profondamente e godetevi questo luogo surreale.  Qui troverete anche il mio Tondo Doni: l’unica opera pittorica mia su supporto mobile data per certa. Da poco è stato creato per questa tavola un allestimento tutto nuovo che val bene una visita attenta e appassionata.

Palazzo Vecchio

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Ricordatevi che siete a Firenze, non vorrete mica non visitare il centro del potere civile attuale? Palazzo Vecchio non è solo la sede del comune ma è anche uno scrigno di tesori artistici. Avete presente la Giuditta di Donatello? Dal 1988 si trova dentro questo palazzo, all’interno della Sala dei Gigli. Perché vi nomino quest’opera? Da Donatello ho imparato tanto e non posso che essergli grato. Quando arriverete al maestoso Salone dei Cinquecento, vi sarà difficile non notare il mio Genio della Vittorio. Questa scultura avrebbe dovuto far parte della Tomba di Giulio II ma da secolo fa bella mostra di sé a Palazzo Vecchio.

San Lorenzo

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Camminate qualche passo a piedi in direzione della Basilica di San Lorenzo.  Con questo edificio ho un legame assai particolare legato a tante situazioni diverse. La facciata che avrei dovuto realizzare non c’è e quella che potete ammirare non è altro che la controfacciata nuda e cruda. Entrando dal retro della Chiesa prima attraverserete la cripta del Duomo e poi arriverete prima alla Cappella dei Medici ricca di marmi policromi e poi alla Sagrestia Nuova, la mia Sagrestia. Sia la struttura architettonica che le opere conservate dentro la Sagrestia Nuova sono mie. Le quattro ore della notte, i due duchi, la Madonna con Bambino e i santi Cosma e Damiano attendono di guardare i vostri volti sorpresi da cotanto splendore. Non mi credete? Provate a entrare e poi mi saprete ridire. Ah, dimenticavo un dettaglio importante. C’è una parte sotterranea nascosta o meglio, non visibile al pubblico per una ragione conservativa nella quale ho disegnato col carboncino figure che poi avrei riproposto nella Cappella Sistina, ganzo, no?

Opera del Duomo

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Il museo dell’opera del Duomo attualmente è chiuso ma riaprirà il 29 di Ottobre completamente rinnovato e ampliato. Non perdete l’occasione di visitare questo museo perché la storia del Duomo di Santa Maria del Fiore è tutta racchiusa lì. Troverete anche la mia Pietà Bandini: quella che presi a martellate, per intenderci. E’ emotivamente impattante e val bene un’attenta osservazione da parte vostra.

Santa Croce

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Prima di tornarvene nelle vostre città, non dimenticatevi di venirmi a trovare. Dove sono? Beh, non scappo: son sepolto da secoli in Santa Croce all’interno del sepolcro che ha disegnato per me il Vasari.