Il volto della vecchiaia

Gli affreschi della Cappella Paolina a lungo sono stati sottovalutati, o meglio, si era portati a pensare che la mia stanchezza avesse influito pesantemente sulla loro qualità. Le cose però non stavano proprio esattamente così. L’impegno che mi ero assunto era notevole: lavorare ai due affreschi in età avanzata non era certo cosa da poco. Già anziano e acciaccato soprattutto dal mal della pietra che non mi dava tregua, salivo e scendevo continuamente dai ponteggi, stendevo gli intonaci e sopportavo l’avvicendarsi delle stagioni.

L’affresco che maggiormente pareva avesse più risentito del peso dei miei anni era la Conversione di Saulo. Dopo il recente restauro però si è compreso che i difetti di primo acchito riconducibili alla pittura, erano da attribuire esclusivamente a un cattivo stato di conservazione. Le pennellate vigorose e i disegni riportati da cartoni che eseguiti direttamente sull’intonaco fresco, hanno fatto rivalutare la qualità di quell’ultimo mio lavoro d’affresco. Non mancano particolari aggiunti a secco come per esempio la città di Damasco e quelli di raccordo fra le varie giornate.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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The face of old age

The frescoes in the Pauline Chapel have long been underestimated, or rather, it was led to believe that my old age had severely affected their quality. In reality that is not the case. The work I accepted to do was quite a lot.  Working on two frescoes at my old age was not a small challange. As I was already old and full of aches from the marble work I’d done for the past 5 decades, I now had to go up and down the scaffolding all the time.  I also had to apply the plaster and had to deal with temperature differences due to the changing seasons.

The fresco that seems to have suffered the most due to my old age was the Conversion of Saul. After a recent restoration it seems as though the erors that were first attributed to my painting skills were entirely to be blamed on the poor preservation of the fresco. The strong brush strokes and cartoons that I put directly on the fresh plaster made many people re-evaluate the quality of my last fresco. There are obviously ertain parts of the fresco that I applied “a secco” such as the city of Damascus and between the various days of work in order to make it more fluid.

Always yours, Michelangelo Buonarroti

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Crudele, acerbo e dispietato core

 Crudele, acerbo e dispietato core,
vestito di dolcezza e d’amar pieno,
tuo fede al tempo nasce, e dura meno
c’al dolce verno non fa ciascun fiore.
    Muovesi ‘l tempo, e compartisce l’ore
al viver nostr’un pessimo veneno;
lu’ come falce e no’ siàn come fieno,
. . . . . . . . . . . . . .
    La fede è corta e la beltà non dura,
ma di par seco par che si consumi,
come ‘l peccato tuo vuol de’ mie danni.
. . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . .
sempre fra noi fare’ con tutti gli anni.

Il vostro Michelangelo Buonarroti

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Rancorous heart, cruel, pitiless, though showing

Rancorous heart, cruel, pitiless, though showing

what looks like sweetness – but the bitter core!

Your faith! as changeable as time, no more

likely to last than any springtime flower.

Time moves and doles itself out, hour by hour;

no deadlier poison in our lives! Or say

it’s like the sickle and we’re like the hay

………………………….

Taith is soon over. And no beauty lasts,

but, rapidly as faith does, wears away,

just as your sin would have my trubles fly

……………………..

……………………….

do with us always as the years go by.

Yours Michelangelo Buonarroti

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Il satiro seduto che guarda la contadina

Quando si fa un po’ d’ordine sbuca sempre fuori qualcosa c’era rimasto sotto una pila di libri, fra uno scaffale e l’altro, dietro a un cassetto o chissà dove per chissà quanto tempo. Con le pulizie di primavera in atto, oltre a un mucchio di polvere, è saltato fuori anche questo disegno che realizzai molto probabilmente fra il 1508 e il 1509. In quel frangente ero impegnato ad affrescare la prima metà della volta della Sistina.

Questo foglio venne con tutta probabilità portato in Francia da Antonio Mini e non è un caso se sul verso compaiono anche degli studi condotti proprio da lui.

La donna ricurva verso la terra che sta arando a mano è Eva. In un primo momento avevo pensato di raffigurare nella volta, dopo la Cacciata dal Paradiso di Adamo ed Eva, la condanna al lavoro. Proprio l’immagine di Eva fu pi ripresa nei suoi affreschi dal Primaticcio a Fontainbleu.

Sicuramente questa figura, abbigliata con una leggera veste che ne mette in evidenza le forme, è opera mia: i dubbi sono veramente pochi. Il satiro invece pare più disegnato da Raffaello da Montelupo, scultore che collaborò con me in diverse occasioni.

Il disegno in questione è appartenuto anche alla regina Cristina di Svezia e attualmente è conservato presso il Teyler Museum di Haarlem.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che volentieri si perde fra i suoi antichi disegni.

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The sitting satyr watching the farmer

When you tidy up something always pops out that was left under a pile of books, in between a shelf and another, behind a drawer or somewhere else and has been there for who knows how long.  With spring cleaning coming up, besides a pile of dust, I found this drawing that probably made between 1508 and 1509. During those years I was busy frescoing the first half of the Sistine Chapel ceiling.

This drawing was probably brought to France by Antonio Mini and it is no coincidence that on the back there are some drawings done by him.

The woman that is plowing looking down is Eve. After the Expulsion from Paradise of Adam and Eve, the condemned to work, I was going to paint this. The image of Eve is what he then used in his frescoed by Primaticcio at Fontainebleau.

The figure dressed in a light robe that highlights the her body shape is my work: there’s no doubt about that. The satyr instead seems to be thre hand Raphael da Montelupo, a sculptor who worked with me on several occasions.

The drawing also belonged to Queen Christina of Sweden and is currently preserved at the Teylers Museum in Haarlem.

As always, yours truly, Michelangelo Buonarroti who willingly gets lost among his ancient drawings.

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