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Categoria: poesia

Da quanti lacci ancor

Questa mattina voglio augurarvi un buon inizio di giornata con qualche mio verso antico, malinconico come sempre. L’allegrezza non è mai stata mia compagna di vita. Il sempre vostro Michelangelo […]

Chi non ne vive non è nato ancora

 Perché pur d’ora in ora mi lusingala memoria degli occhi e la speranza,per cui non sol son vivo, ma beato;la forza e la ragion par che ne stringa,Amor, natura e […]

Chiunque nasce a morte arriva

Chiunche nasce a morte arrivanel fuggir del tempo; e ‘l soleniuna cosa lascia viva. Manca il dolce e quel che dolee gl’ingegni e le parole; e le nostre antiche proleal sole ombre, […]

Più m’uccide dove più m’arrendo

La ragion meco si lamenta e dole,parte ch’i’ spero amando esser felice;con forti esempli e con vere parolela mie vergogna mi rammenta e dice:    – Che ne riportera’ dal vivo solealtro […]

In te la vita mia

In me la morte, in te la vita mia;tu distingui e concedi e parti el tempo;quante vuo’, breve e lungo è ’l viver mio.Felice son nella tuo cortesia.Beata l’alma, ove […]

Il tempo ogni beltà distrugge

 Che fie doppo molt’anni di costei,Amor, se ‘l tempo ogni beltà distrugge?    Fama di lei; e anche questa fuggee vola e manca più ch’i’ non vorrei. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti […]

Gli ultimi versi

I componimenti poetici che il mi nipote diede alle stampe furono per l’esattezza 302. I versi che vi propongo oggi sono gli ultimi che concludono la raccolta e per la […]

Una poesia per Tommaso

La sera è la parte della giornata più malinconica o perlomeno lo è per me. Mi rivengono alla mente tante questioni, alcune risolte e sepolte altre sempre presenti e che […]

Voi non siete del mondo

Vittoria non era di questo mondo e quando passò a miglior vita il mio cuore rischò di cessare di battere...

La prima disillusione che ebbi

Arrivai poco più che ragazzino a Roma per la prima volta. Sebbene fossi abituato ai fasti fiorentini, quelli romani e in particolare del papato, erano ancor più esagerati e sicuramente […]

La stagion che sprezza l’arco e l’ale

Sotto duo belle ciglia le forze Amor ripiglia nella stagion che sprezza l’arco e l’ale.     Gli occhi mie, ghiotti d’ogni maraviglia c’a questa s’assomiglia, di lor fan pruova a più […]

Il vulgo segna e addita

Veggio nel tuo bel viso, signor mio, quel che narrar mal puossi in questa vita: l’anima, della carne ancor vestita, con esso è già più volte ascesa a Dio.     E […]

Leggete in me qual sarà ‘l vostro male

Fuggite, amanti, Amor, fuggite ‘l foco; l’incendio è aspro e la piaga è mortale, c’oltr’a l’impeto primo più non vale né forza né ragion né mutar loco.     Fuggite, or che […]