Se il corpo dopo vive

 S’è ver, com’è, che dopo il corpo viva,
da quel disciolta, c’a mal grado regge
sol per divina legge,
l’alma e non prima, allor sol è beata;
po’ che per morte diva
è fatta sì, com’a morte era nata.
    Dunche, sine peccata,
in riso ogni suo doglia
preschiver debbe alcun del suo defunto,
se da fragile spoglia
fuor di miseria in vera pace è giunto
de l’ultim’ora o punto.
    Tant’esser de’ dell’amico ‘l desio,
quante men val fruir terra che Dio.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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foto di @rvs2004

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La vostra patria è la terra, la nostra è l’idea

E chi lo sa che cos’è la scultura o l’arte in generale! Difficile riassumere in poche parole quello che l’arte suscita, spera e che fa provare a chi la crea e a chi la vive. Vi lascio una bella considerazione sull’arte e sulla differenza che intercorre fra un artista e un pensatore che ho scovato in un libro scritto da Herman Hesse, per inciso Narciso e Boccadoro, auguradomi sia di vostro gradimento.

“Le nature come la tua, dotate di sensi forti e delicati, gli ispirati, i sognatori, i poeti, gli amanti sono quasi sempre superiori a noi uomini di pensiero. La vostra origine è materna. Voi vivete nella pienezza, a voi è data la forza dell’amore e dell’esperienza viva. Noi spirituali, che pur sembriamo spesso guidarvi e dirigervi, non viviamo nella pienezza, viviamo nell’aridità.

A voi appartiene la ricchezza della vita, a voi il succo dei frutti, a voi il giardino dell’amore, il bel paese dell’arte. La vostra patria è la terra, la nostra è l’idea. Il vostro pericolo è di affogare nel mondo dei sensi, il nostro è di asfissiare nel vuoto. Tu sei un artista, io un pensatore. Tu dormi nel petto della madre, io veglio nel deserto. A me splende il sole, a te la luna e le stelle…”

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi voli pindarici

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Se da me ti nascondi, i’ tel perdono

 I’ t’ho comprato, ancor che molto caro,
un po’ di non so che, che sa di buono,
perc’a l’odor la strada spesso imparo.
    Ovunche tu ti sia, dovunch’i’ sono,
senz’alcun dubbio ne son certo e chiaro.
    Se da me ti nascondi, i’ tel perdono:
portandol dove vai sempre con teco,
ti troverei, quand’io fussi ben cieco.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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La Piazza del Campidoglio è opera mia

Il Campidoglio è il centro del potere civico a Roma e si trova sulla sommità della collina Capitolina. Sono stato io a progettare la piazza così come la vedete oggi e i palazzi che vi si affacciano. La collina ai miei tempi era un luogo così brutto e inospitale. Serie di macerie si susseguivano le une accanto alle altre senza alcun senso logico. Un vero peccato per la zona che un tempo fu il cuore pulsante dell’Impero Romano.

Iniziai a ideare e a buttar giù progetti attorno al 1537 quando Papa Paolo III m’aveva chiesto di costruire un nuovo piedistallo per la colossale statua equestre di Marco Aurelio.

Il progetto è talmente piaciuto che attualmente il modello simmetrico da me realizzato, è uno dei più copiati e riproposti nel mondo intero. Sul fondo della piazza si staglia il palazzo del Senato che un tempo ospitava il Tabularium romano mentre sulla destra si può vedere il palazzo dei conservatori. La statua di Aurelio è il punto focale della piazza. In realtà sopra il piedistallo c’è una copia della statua originale che attualmente si trova all’interno dei Musei Capitolini, al riparo dagli agenti atmosferici che la stavano consumando a vista d’occhio.

 

 

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