Com’a morte era nata

  S’è ver, com’è, che dopo il corpo viva,
da quel disciolta, c’a mal grado regge
sol per divina legge,
l’alma e non prima, allor sol è beata;
po’ che per morte diva
è fatta sì, com’a morte era nata.
    Dunche, sine peccata,
in riso ogni suo doglia
preschiver debbe alcun del suo defunto,
se da fragile spoglia
fuor di miseria in vera pace è giunto
de l’ultim’ora o punto.
Tant’esser de’ dell’amico ‘l desio,
quante men val fruir terra che Dio.

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Foto di Andrea Jemolo

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Solidarietà fra colleghi, questa sconosciuta

Inizia una nuova giornata e un po’ vi ammetto che sono amareggiato. Nessuno e dico nessun altro blog dedicato all’arte o pagina Facebook che si occupa di divulgare bellezze e conoscenze artistiche m’ha mostrato una qualche forma di solidarietà durante questa settimana di quasi silenzio mediatico forzato sul noto social network. Un po’ mi dispiace perché in altre occasioni non mi sono comportato allo stesso modo. Pazienza, è storia antica: non si viene quasi mai ripagati con la stessa moneta.

Vi scrivo qualche verso che mi sta a cuore, sperando possa allietarvi questo inizio di giornata. Lo dedico a voi che continuate a supportarmi.

Se ‘l foco fusse alla bellezza equale
degli occhi vostri, che da que’ si parte,
non avrie ‘l mondo sì gelata parte
che non ardessi com’acceso strale.
    Ma ‘l ciel, pietoso d’ogni nostro male,
a noi d’ogni beltà, che ‘n voi comparte,
la visiva virtù toglie e diparte
per tranquillar la vita aspr’e mortale.
    Non è par dunche il foco alla beltate,
ché sol di quel s’infiamma e s’innamora
altri del bel del ciel, ch’è da lui inteso.
    Così n’avvien, signore, in questa etate:
se non vi par per voi ch’i’ arda e mora,
poca capacità m’ha poco acceso.

Il vostro Michelangelo Buonarroti al suo terzo caffè mattutino prima delle sette. Ah, la bella foto a seguire della Notte è di Nico Vigenti

nico vigenti