Enea che abbandona Didone

Oggi voglio proporvi questo disegno qua che non è certo uno dei più noti che realizzai. Si tratta di uno studio che adoperò poi Daniele da Volterra per realizzare un dipinto conservato presso una collezione privata svedese. L’opera sua pittorica raffigura il passo dell’Eneide nel quale Mercurio spinge Enea a lasciare il letto di Didone per guidare i troiani verso una nuova patria. Su questo gruppo che ideai per lui, Daniele apportò qualche modifica ma rimane comunque ben riconoscibile l’idea di fondo.

Lo studio è stato datato dal Berenson attorno al 1550.

Il disegno in questione proviene dalla collezione di Cristina di Svezia. Successivamente passò nelle mani del cardinale Azzolino, poi in quelle del principe di Odescalchi. Successivamente si trovata nella collezione appartenente al duca di Bracciano. Attualmente questo foglio è conservato presso il Teyler Museum di Harlem.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Una vita inquieta

Se mi conoscete solo sommariamente oppure amate le opere mie e desiderate approfondire ogni aspetto che mi riguarda, non perdete l’occasione di leggere il libro Michelangelo: una vita inquieta scritto da Antonio Forcellino.

È molto di più che una semplice biografia asettica e priva di passione: in ogni singola pagina l’autore propone dettagli importanti e temi talvolta non così noti al grande pubblico. Da quel lontano 6 marzo del 1475, anno 1474 fiorentino, in cui mi affacciai alla vita fino alla dipartita dal mondo terreno, Forcellino ripercorre tutta la mia esistenza raccontando nel dettaglio ogni singolo episodio che mi riguardò da molto vicino. Non manca la narrazione di eventi storici importanti fondamentali per comprendere perché feci alcune scelte invece di altre e per capire meglio le opere.

Fra le pagine della biografia trovano spazio le diatribe con altri personaggi noti del tempo, le descrizioni dettagliate di ogni commissione che mi venne affidata e aspetti della vita privata che vale la pena conoscere per meglio capire tormenti, passioni e smarrimenti.

Il difficile rapporto che avevo con mio padre che non faceva altro che chiedermi danari e quello con i miei fratelli, gli aspetti più spinosi del mio carattere sicuramente non remissivo, l’amicizia con Vittoria Colonna…la testardaggine, la mia propensione a non sottomettermi ai committenti, gli amici, la solitudine e il mio amato Tommaso de’ Cavalieri. Ogni singolo fatto narrato è supportato da documenti menzionati poi uno a uno nelle note in coda al volume. Scoprirete i rocamboleschi ritrovamenti di alcune opere date per perdute, le vicende storiche che mi videro coinvolto in prima persona e potrete approfondire parte dell’immenso carteggio mio.

L’autore ha una capacità narrativa eccellente che rende appassionante e scorrevole la lettura. Riesce a rendere semplici da comprendere anche i concetti più complicati tenendo il lettore incollato fino all’ultima pagina quasi fosse un avvincente romanzo di avventura. In fondo cos’è la vita se non una meravigliosa e al contempo tremenda avventura?

Antonio Forcellino non solo è uno dei maggiori studiosi di arte rinascimentale europea e un grande conoscitore dell’arte mia, ma è anche un restauratore che ha messo mano sulle mie opere, alias la Tomba di Giulio II. A lui è dovuta la scoperta dello stravolgimento al quale sottoposi il Mosè e la paternità del Giulio II della Rovere giacente. Da oltre vent’anni sta studiando i rapporti che avevo con gli spirituali e le influenze che hanno avuto sulle opere d’arte che realizzai soprattutto negli ultimi decenni della vita.

Insomma, per concludere posso affermare che Michelangelo: una vita inquieta è una delle migliori biografie che abbia mai letto fino al momento e ve la consiglio spudoratamente, senza ritegno alcuno.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e le sue recensioni

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Michelangelo: una vita inquieta

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