I lussuriosi per le parti vergognose

La Cappella Sistina è un insieme di storie e di storie nelle storie. Notare tutti i particolari in una visita sommaria, magari in mezzo a chissà quante altre persone, non è certo una cosa semplice. Fra il chiasso e la folla, lo stupore, il turbino di colori e gli atteggiamenti dei corpi non si possono cogliere dettagli che però sono fondamentali per capire il gran lavoro che c’è dietro ogni minima porzione di affresco.

No, non sto parlando del lavoro fisico bensì di quello mentale. Osservate il Giudizio Universale nella zona poco sopra Minosse: un gruppo di dannati tenta l’ascesa al cielo ma, mentre gli angeli minacciano di prenderli a pugni, i demoni li tirano verso il basso afferrando “i superbi per i capelli, i lussuriosi per le parti vergognose, e conseguentemente ogni vizioso per quella parte che peccò” come scrisse il mio amico Condivi.

Da un’anima dannata che viene tirata verso il basso, pende un sacchetto pieno di denari e un paio di chiavi. È un riferimento a uno dei tanti papi che incoraggiavano e promuovevano allegramente la compravendita delle cariche ecclesiastiche, forse un tacito omaggio a Niccolò III che Dante mise nell’ottavo girone dell’Inferno.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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