Sicuri che l’entrata al museo sia costosa?

Le entrate ai musei son costose: lo sento dire spesso a manca e a destra. Eppure qualcosa non mi torna in questa frase troppe volte ripetuta come un mantra. I biglietti dei musei pesano sulle proprie finanze in maniera inversamente proporzionale a quanta importanza si dà all’arte.

Dodici euro per vedere capolavori impareggiabili del Cinquecento o di altre epoche mi pare un prezzo equo. Spendere 700 euro in una volta sola o addirittura a rate per impossessarsi di uno smartphone di ultima generazione invece mi pare una grande stupidaggine.

Non valgono forse dodici euro le mie sculture, quelle del Bernini e i dipinti strappacuore del Caravaggio?

Saper scegliere e saper scegliere bene fa la differenza. In tempi di crisi i soldi son sempre troppo pochi per far tutto, son d’accordo, ma sperperarli per acquistare oggetti solo per la pura smania di possesso piuttosto che investirli in conoscenza è follia. Il consumismo sfrenato induce a pensare che 700 euro per un telefonino siano giusti e 12 euro per un concentrato di bellezza senza tempo e senza spazio siano eccessivi.

Non fate della cultura un’opzione ma una priorità. Quello che s’impara non lo ruba nessuno, non si deteriora e col tempo cresce e fruttifica. Il resto è tutta aria fritta.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che si auspica di vedere sempre più persone entusiaste del bello piuttosto che in coda per acquistare l’ultimo ritrovato tecnologico.

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L’attesa per l’inaugurazione dell’Expo

In questi giorni c’è tutto un fermento in giro: l’Expo aprirà a maggio ma i lavori da fare mi are siano sempre parecchi. Mi garberebbe anche andarci assieme a Galileo ma il biglietto costa assai. Se lo compro ora online lo pago 32 euro, ad apertura avviata costerà un 20% in più. Se ci si va in due il prezzo raddoppia, unite anche quello del treno e vien fuori un salasso al di fori della mi’ portata. Va beh, faccio prima a mettermi i danari da parte per l’Expo 2020 di Dubai.

Intanto ii responsabili del padiglione Italia hanno reso noto quali saranno le opere che per l’occasione verranno portate fino a Milano: la Ebe di Canova sottratta ai Musei Civici di Forlì, la Vucciria di Renato Guttuso, proprietà dell’Università di Palermo, le due sculture di Demetra che arriveranno dagli Uffizi e dei Musei Vaticani e infine il trapezophoros ovvero un grande sostegno di mensa in marmo dipinto tornato in patria dal Paul Gatty Museum grazie al Nucleo dei Carabinieri che si adopera per la tutela del patrimonio artistico.

Se andrete a Milano e magari per farlo avrete attraversato l’Italia intera oppure mezzo mondo, non rinunciate ad andare a vedere anche la mia pietà Rondanini. Potete anche evitarvi il cenacolo di Leonardo in rovina a causa della sua poca abilità nel realizzare affreschi fatti perbene, ma la mia opera vi entrerà sotto pelle e non ve ne dimenticherete più. Promesso!

A proposito di Leonardo, ma avete visto che han ritrovato una sua presunta opera? Mah…a me mi pare di tutti ma meno che di Leonardo. Pover’omo, in quanto a scultore era una fregatura però sapeva dipingere perbene e quella signora lì non assomiglia neanche lontanamente alle opere di quel presuntuoso di Leonardo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che all’Expo c’andrebbe volentieri se lo invitassero…anche perché il mio David è stato scelto come simbolo del padiglione Italia. Sì, il mio David e non quello di Donatello con le gambe da ballerina come aveva scritto qualche giornalista bontempone, tiè.

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