Sicuri che l’entrata al museo sia costosa?

Le entrate ai musei son costose: lo sento dire spesso a manca e a destra. Eppure qualcosa non mi torna in questa frase troppe volte ripetuta come un mantra. I biglietti dei musei pesano sulle proprie finanze in maniera inversamente proporzionale a quanta importanza si dà all’arte.

Dodici euro per vedere capolavori impareggiabili del Cinquecento o di altre epoche mi pare un prezzo equo. Spendere 700 euro in una volta sola o addirittura a rate per impossessarsi di uno smartphone di ultima generazione invece mi pare una grande stupidaggine.

Non valgono forse dodici euro le mie sculture, quelle del Bernini e i dipinti strappacuore del Caravaggio?

Saper scegliere e saper scegliere bene fa la differenza. In tempi di crisi i soldi son sempre troppo pochi per far tutto, son d’accordo, ma sperperarli per acquistare oggetti solo per la pura smania di possesso piuttosto che investirli in conoscenza è follia. Il consumismo sfrenato induce a pensare che 700 euro per un telefonino siano giusti e 12 euro per un concentrato di bellezza senza tempo e senza spazio siano eccessivi.

Non fate della cultura un’opzione ma una priorità. Quello che s’impara non lo ruba nessuno, non si deteriora e col tempo cresce e fruttifica. Il resto è tutta aria fritta.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che si auspica di vedere sempre più persone entusiaste del bello piuttosto che in coda per acquistare l’ultimo ritrovato tecnologico.

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