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Il Quirinale e i suoi tesori

Dal 1946 il Palazzo del Quirinale è la residenza del Presidente della Repubblica e domina la città dall’alto del colle da cui prende il nome.

E’ plausibile pensare che fosse proprio in questa zona che un tempo sorgesse la casa di Vespasiano. Quello che è certo è che la zona fosse abitata già in tempi assai remoti già che in loco è stato ritrovato un tratto delle mura più antiche di Roma ovvero quelle note con il nome di Serviane.

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Quando e da chi fu edificato il Quirinale?

Papa Gregorio XIII, poco incline a sopportare la calura estiva, volle far edificare per sé e la sua corte una residenza estiva. Così nel 1574 commissionò la costruzione di questo grande palazzo affidandosi Ottavio Mascarino.

Tredici anni dopo Sisto V acquistò il terreno attiguo al palazzo per ampliarlo a suo piacimento. Fu Domenico Fontana, architetto preferito dal pontefice, a occuparsi del progetto. Il Palazzo alla morte dell’architetto e pure del pontefice in carica non erano ancora stati portati a termine così toccò a Carlo Maderno occuparsi di realizzare sontuosa Sala Regia, la Cappella Paolina e gli appartamenti papali.

Mica finisce qua la storia. Nel Quirinale c’è anche lo zampino del Bernini che a metà del Seicento aveva preso parte al progetto relativo agli ampliamenti del palazzo. Insomma, un po’ come in tutte le grandi opere ci vollero anni prima di ottenere l’aspetto definitivo del progetto e furono diversi i grandi architetti che se ne occuparono.

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Lo scalone d’onore

Sono tanti gli ambienti all’interno del Quirinale che meritano particolare attenzione. Uno di questi è senza dubbio il grande scalone d’onore con l’affresco di Melozzo da Forlì. Il Cristo Benedicente in realtà non fu affrescato qua ma si trovava nell’abside della Chiesa dei Santi Apostoli a Roma.

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Lo Scalone d’Onore fu progettato da Flaminio Ponzio nel 1609 e ha una struttura a doppia rampa incrociata e permette agli ospiti di accedere a due differenti ambienti: il Salone dei Corazzieri e il Salone delle Feste.

Il Salone dei Corazzieri

Il Salone dei Corazzieri è la sala più grande di tutto il palazzo ed è qui che si svolgono le cerimonie ufficiali indette dal Presidente della Repubblica.

Così come lo vedete oggi grossomodo lo vedevano agli inizi del Seicento gli ambasciatori e i sovrani di tutta Europa ricevuti dal pontefice in carica anche se non mancano aggiunte successive come ad esempio gli arazzi settecenteschi appartenenti a due serie completamente differenti fra di loro. Una infatti ha come tema le storie di Psiche e ha origini francesi mentre l’altra racconta le avventure del cavaliere errante Don Chisciotte.

Dal Salone dei Corazzieri si accede direttamente anche alla Cappella Paolina dal grande doppio portale che è difficile non notare.

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Il Salone delle Feste

Il Salone delle Feste è quello che oggi viene usato per le cerimonie in cui si prevede la presenza di numerosi invitati ma anche per il giuramento del nuovo governo e per i pranzi di Stato.

L’allestimento attuale è quello che fu fatto dopo l’Unità d’Italia dai Savoia. Fu arricchito con specchiere per ingrandire otticamente gli spazi e lampadari per aggiungere luce. Il balcone che si affaccia sulla sala fu aggiunto solo nel 1889 ed era riservato all’orchestra.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping in occasione del Pranzo di Stato (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Sala degli arazzi di Lille

La Sala degli arazzi di Lilla è dove abitualmente attendono il proprio turno le delegazioni del governo prima delle consultazioni da effettuare nello studio del presidente della Repubblica.

Il nome della sala è dato dai cinque arazzi appesi alle pareti che furono tessuti agli inizi del Settecento nell’omonima città francese di Lille. Questo salone originariamente era compreso negli appartamenti estivi dei pontefici ma nell’800, con l’occupazione francese, il salone fu diviso per ricavarne due stanze delle quali una sarebbe diventata la camera da letto di Napoleone.

Quanto i pontefici tornarono al Quirinale, vennero eliminate le stanze volute da Napoleone riottenendo così i volumi originari.

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Sala del Bronzino

La sala prende il nome dal gruppo degli arazzi commissionati dal duca Cosimo I ad Agnolo Bronzino appesi alle pareti che in origine decoravano la Sala dei Duecento a Palazzo Vecchio a Firenze. Furono tessuti a metà del ‘500 nelle Fiandre.

La serie completa è formata da venti arazzi: dieci sono ancora a Firenze mentre gli altri dieci si trovano nel Quirinale dal 1882 e vengono esposti a rotazione in questa Sala. La Sala del Bronzino viene usata dal Presidente dalla Repubblica per gli incontri ufficiali con i Capi di Stato ospiti e le rispettive delegazioni.

L’aspetto attuale della sala è stato grandemente influenzato dalla visita di Hitler nel 1938. Per l’occasione si aggiunsero busti di foggia moderna dei personaggi di spicco della Roma antica.

Foto credit Ansa
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Cappella Paolina

La Cappella Paolina fu progettata da Carlo Maderno su commissione di Paolo V Borghese. La cosa curiosa e non casuale è che ha le stesse dimensioni della Cappella Sistina in Vaticano.

Gli stucchi della volta sono opera di inizio Seicento di Ferrabosco. Le pareti invece furono fatte decorare da papa Pio VII nel 1818 con affreschi singolari monocromi.

Studio del Presidente

E’ questo lo studio in cui il Presidente della Repubblica si incontra con ospiti e capi di stato ed effettua le consultazioni per la formazione del Governo. Potrà sembrarvi strano ma in origine lo studio non era altro che la camera da letto del pontefice quando in estate si trasferiva qua.

Successivamente fu trasformata nella camera da pranzo di Napoleone ma Umberto I, a fine Ottocento, la riadattò a studio. La scrivania che sempre compare nel discorso del Presidente del 31 gennaio, è opera di manifattura francese del Settecento e arriva dalla Reggia di Parma. Il quadro alle spalle invece è di Courtois, pittore francese seicentesco noto anche con il nome di Borgognone.

Photo credit il Sole24 ore
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I Dioscuri

La piazza è dominata sì dalla sontuosa facciata ma anche dalla grande Fontana di Monte Cavallo. Le due grandi sculture sono una sorta di antico riciclo. Come spesso accadeva a Roma infatti, i due Dioscuri Castore e Polluce arrivarono qua dalle Terme di Costantino e sono copie romane di originali opere greche. Anche l’obelisco è per così dire riciclato e proviene niente di meno che dal Mausoleo di Augusto.

Curiosità

Nel corso della sua storia il Palazzo del Quirinale è stato abitato da 30 papi, 4 re e 12 presidenti della Repubblica Italiana. Per darvi un’idea di quanto sia grande e di quante stanze possa avere, pensate che è grande circa venti volte la Casa Bianca.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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