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La rendita a vita che mi concesse Paolo III

Papa Paolo III Farnese, con un motu proprio risalente al primo di settembre del 1535, di fatto stabilì che per me ci sarebbe stata una rendita vita natural durante di 600 scudi all’anno. Queste palanche mi sarebbero arrivate direttamente dal dazio che veniva imposto a chi attraversava il ponte di barche realizzato sul Po, all’altezza di Piacenza.

Il papa voleva che lavorassi tranquillo e senza dover pensare a problemi economici: ecco perché aveva deciso di darmi questa rendita fissa. Fatto sta però che da quel dazio poco perché la proprietà di quel passo era parecchio dibattuta e contestata. Inoltre, dopo la morte di Pier Luigi Farnese accaduta il 10 settembre del 1547, Piacenza venne occupata da una guarnigione imperiale e persi definitivamente il diritto di ricevere i soldi del dazio.

Papa Paolo III voleva comunque darmi quel vitalizio e il 1 ottobre del 1548 mi affidò la rendita sulla cancelleria di Rimini. Il tremendo successore papa Carafa che non è che mi vedesse proprio di buon occhio, mi tolse la rendita.

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