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27 agosto 1494: stipula ufficiale del contratto per la Pietà Vaticana

Oggi come ieri, il 27 Agosto del 1498, venne stipulato ufficialmente il contratto per la realizzazione della Pietà Vaticana. In realtà quel lavoro mi era già stato affidato da tempo tanto che assieme al mio cavallo baio già me n’ero partito alla volta del bacino marmifero del Polvaccio, Carrara, per cercare un blocco che facesse al caso mio.

Chi se lo scorda più quell’inverno precedente alla stipula del contratto! Un freddo così mai più lo provai in vita mia. Fu uno degli inverni più rigidi che attraversai durante la mia lunga esistenza e addirittura anche a Firenze l’Arno si coprì con una spessa lastra di ghiaccio.

Vi riporto il contratto che scrisse il Galli, che si impegnava a far da garante fra me e il cardinale francese committente Jean de Bilhéres, ambasciatore del re di Francia presso il papa.

Die XVIII mensis augusti 1498

Sia noto et maniefsto a chi legerà la presente scripta, come el reverendissimo cardinal di San dionisio si è convenuto con mastro Michelangelo statuario fiorentino, che lo dicto maestro debia far una Petà di marmo a sue spese, ciò è una Vergene Maria vestita, con Christo morto in braccio, grande quanto sia vno homo iusto, per prezo di ducati quattrocento cinquanta d’oro papali, in termino di uno anno dal dì della principiata opera. Et lo dicto reverendissimo Cardinale promette farli lo pagamento in questo modo, ciò è: Imprimis promette darli ducati centocinquanta d’oro in oro papali, innanti che comenzi l’opera: et da poi principiata l’opera promette ogni quattro mesi darli ducati centi simili al dicto Michelangelo, in modo che li dicti quatro cento cinquanta ducati d’oro in oro papali siano finiti di pagarli in Vno anno, se la dicta opera sarà finita; et se prima sarà finita, che la sua reverendissima Signoria prima sia obligata a pagarlo del tutto. 

Et io Iacobo Gallo prometto al reverendissimo Monsignore che lo dicto Michelangelo farà la dicta opera in fra uno anno et sarà la più bella opera di marmo che sia hoge in Roma, et che Maestro nisuno la faria megliore hoge. Et si versa vice prometto al ditto Michelangelo che lo reverendissimo Cardinale la farà lo pagamento secundo che de sopra è scripto. Et a fede io Iacobo Gallo ho facta la presente di mia propria mano, anno, mese et dì sopradito. Intendendosi per questa scripta esser cassa et annullata ogni altra scripta di mano mia, o vero di mano del dicto Michelangelo, et questa solo habia effecto. 

Hane dati il dicto reverendissimo Cardinale a me Iacobo più tempo fa ducati cento d’oro in oro di cCamera et a dì dicto ducati cinquanta d’oro in oro papali.

Joannes, Cardinalis S. Dyonisis.

Idem Iacobus Gallus manu propria.

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