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Venere e Cupido

Venere e Cupido: un tema caro a molti artisti e soprattutto a molti committenti, sia prima che dopo il Rinascimento. Anch’io mi volli cimentare nella loro raffigurazione. Bartolomeo Bettini aveva il desiderio di decorare la camera più importante della propria dimora con un programma pittorico assai interessante e affidò l’impresa a me, al Bronzino e al Pontormo. Prima di partire definitivamente alla volta di Roma consegnai al Pontormo il cartone con Venere e Cupido da dipingere su tavola.

L’opera però non fu mai fu collocata all’interno di quella casa perché Bettini era un ardito repubblicano e ben presto in città tornarono a tiranneggiare i Medici. In un primo momento il duca di Firenze Alessandro de’ Medici obbligò il Pontormo a cedergli il dipinto e successivamente, nel 1536, esiliò il Bettini.

M’arrabbiai parecchio con Pontormo per quel suo cedere senza fare troppa opposizione. E pensare che l’anno prima, da tanto che mi fidavo ciecamente di lui, gli avevo dato anche il cartone per dipingere il Noli me Tangere per Vittoria Colonna.

Al Bettini però feci riavere il mio cartone originale con la Venere e Cupido che pare sia giunto fino ai vostri giorni. Par tanti anni quel cartone s’è ritenuto fosse quello conservato presso il Museo di Capodimonte. Successivamente l’attribuzione è stata rivista e pareva fosse una copia eseguita dal mio originale.

Come stanno le cose adesso? Oh, pare che quel cartone sia mio davvero. Dopo il restauro effettuato nel 2003 dall’Opificio delle Pietre Dure assieme all’Istituto d’Ottica Applicata sotto la direzione di Cecilia Frosinini sono venuti alla luce dettagli fino al momento sconosciuti che farebbero pensare a un’opera autografa.

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Ad esempio mediante l’utilizzo della luce radente sono stati individuati i segni delle incisioni lungo i contorni di Venere ma anche su Cupido. La filigrana dei fogli adoperati è simile a quella del tipo con balestra che spesso adoperavo fra il 1530 e il 1560. Tutti indizi che porterebbero in direzione di un’attribuzione del cartone a me.

“…Veggendosi, adunque, quanta stima facesse Michelangelo del Pontormo, e con quanta diligenza esso Pontormo conducesse a perfezione e ponesse ottimamente in pittura i disegni e i cartoni di Michelangelo; fece tanto Bartolomeo Bettini, che il Buonarroti suo amicissimo gli fece un cartone di una Venere ignuda con un Cupido che la bacia, per farla fare di pittura al Pontormo […] Avendo dunque, Jacopo avuto questo cartone, lo condusse a suo agio e perfezione…” – Vasari –

Il vostro Michelangelo Buonarroti per oggi vi saluta e se ne va a spasso sulle rive dell’Arno: meglio lì che in mezzo al traffico.

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Venus and Cupid

Venus and Cupid: a theme dear to many artists and especially to many clients, before and after the Renaissance. I also wanted to test myself in their representation. Bartolomeo Bettini wanted to decorate the most important room of his home with a very interesting pictorial program and entrusted the work to me, to Bronzino and Pontormo. Before leaving for Rome, I gave Pontormo the cardboard with Venus and Cupid to be painted on wood.

The work, however, was never placed inside that house because Bettini was a bold republican and soon returned to the city to tyrannize the Medici. Before the Duke of Florence, Alessandro de ‘Medici forced Pontormo to give him the painting and later, in 1536, exiled the Bettini.

I got very angry with Pontormo for his yield without too much opposition. And to think that the year before, as long as I trusted him blindly, I had also given him the cardboard to paint the Noli me Tangere for Vittoria Colonna.

At Bettini, however, I made my original cardboard come back with the Venus and Cupid, which seems to have reached your days. For many years that cardboard was considered to be the one kept at the Museum of Capodimonte. Subsequently, the attribution was revised and appeared to be a copy made from my original.

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How are things now? It seems like that carton is really mine. After the restoration carried out in 2003 by the Opificio delle Pietre Dure together with the Institute of Applied Optics under the direction of Cecilia Frosinini, unknown details have come to light that would make one think of an autograph work.

For example, using the grazing light the signs of the incisions have been identified along the contours of Venus but also on Cupid. The watermark of the sheets used is similar to that of the type with crossbow that I often used between 1530 and 1560. All clues that would lead in the direction of an attribution of the cardboard to me.

Your Michelangelo Buonarroti for today greets you and goes for a walk on the banks of the Arno: better there than in the traffic.

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